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Arriva un nuovo modo per produrre beni di consumo

23 Settembre 2020 | Autore:
Arriva un nuovo modo per produrre beni di consumo

Alibaba lancia la fabbrica smart che modula la produzione in base ai risultati dei Big data sulle preferenze dei consumatori: potrebbe essere una rivoluzione.

Pensa ad un rinoceronte veloce: è difficile immaginarlo, ma in Cina lo hanno realizzato. Si tratta della nuova fabbrica Xunxi – che in cinese significa proprio “rinoceronte veloce” – in grado di produrre beni on demand, ma non su una specifica richiesta dei clienti, bensì sulla base di una sofisticata analisi dei loro gusti e preferenze fatta dai Big data, i sistemi informatici che in ogni istante registrano i comportamenti degli utenti (e, dunque, dei potenziali clienti) su internet e sui social.

L’iniziativa è del colosso dell’e-commerce Alibaba, che nel mondo orientale rivaleggia con Amazon per il primato nelle vendite online. Ne dà notizia in Italia il Sole 24 Ore, che illustra il funzionamento di questa “fabbrica smart” in grado di produrre sulla base dei dati digitali acquisiti ed analizzati.

Il vantaggio è che così la produzione diventa flessibile e capace di adattarsi rapidamente alle reali esigenze manifestate dai clienti, eliminando il rischio di produrre beni che potrebbero restare invenduti e fermi nei magazzini, senza più recuperare i soldi spesi per realizzarli.

È il primo modello concreto per rivoluzionare il mercato manifatturiero: finora, i dati dei consumatori venivano ampiamente analizzati ma solo a livello commerciale, dunque sul versante delle vendite e senza incidere direttamente sulle macchine produttive delle aziende.

Ora invece ci sono, già installate e funzionanti, macchine da cucire e nastri trasportatori azionabili da remoto via smartphone: Xunxi è una fabbrica tessile che rifornisce le sue piattaforme di abbigliamento, Taobao e Tmall. La tecnologia digitale alimentata dai Big data le consente praticamente di produrre solo ciò che serve ed è richiesto in quel momento o periodo, tenendo conto delle mutazioni della domanda che in fatto di abbigliamento e moda sono continue.

L’operatività arriva oggi, dopo una sperimentazione durata tre anni: il modello realizzato dall’azienda «permette alle fabbriche tradizionali di migliorare la redditività e tagliare i livelli di scorte e magazzino rispondendo comunque alle richieste personalizzate della clientela», spiega all’agenzia stampa Bloomberg Alain Wu, il Ceo della controllata di Alibaba Xunxi Digital Technology.

Niente più merci invendute nei magazzini, quindi? È ancora presto per dire se il modello si affermerà nel settore manifatturiero e se si espanderà oltre i confini della Cina. Certo è che progettare l’offerta di beni e servizi in base ai gusti dei consumatori è da sempre l’obiettivo di tutti i produttori del mondo e, adesso, l’analisi dei Big data consente di realizzarlo molto più rapidamente ed efficacemente che non attraverso i canali tradizionali, fatti di interviste, pubblicità e sondaggi.

Potremo quindi assistere presto a un nuovo mondo di «new manifacturing economy», una nuova economia manifatturiera dove la produzione viene alimentata da tecnologie digitali; sarebbe una rivoluzione industriale paragonabile a quella dell’introduzione delle macchine meccaniche tra l’Ottocento e il Novecento, anche con il pericolo che questa nuova “internet a propensione industriale” cambi il mercato del lavoro, richiedendo meno dipendenti ma più qualificati nell’uso dei sistemi e processi avanzati.

Intanto, Alibaba va avanti per la strada intrapresa e a quanto sembra sarà presto seguita dalla vasta platea delle piccole e medie imprese produttive cinesi. Il percorso di Alibaba, infatti, parte dall’abbigliamento ma ha l’obiettivo di allargare presto il campo di azione a molti altri settori. Se riuscirà a fornire alle aziende un modello adatto per automatizzare la produzione, la logistica e i magazzini, il risultato sarà ottenuto e in modo molto più profondo rispetto alla gestione degli ordini e allo stoccaggio delle merci offerti da Amazon nei suoi store.

A quel punto, anche il gigante mondiale dell’e-commerce, che appena pochi anni fa aveva rivoluzionato il mondo delle vendite, soppiantando con l’online molti negozi tradizionali, dovrà adeguarsi e, stavolta, sarà probabilmente costretto a imitare la soluzione cinese. Non sarà facile stare al passo, anche perché il ritmo della concorrenza è veloce e rinoceronte non è lento come la sua possente mole fa pensare: è in grado di correre fino a 45 chilometri orari, e quando si mette in moto è difficile fermarlo.



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