HOME Articoli

Lo sai che? Compro oro: cosa bisogna sapere prima di vendere oggetti preziosi

Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2013

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 3 dicembre 2013

Ecco le precauzioni contro i tanti negozi di “compro oro”: spesso, infatti, si nascondono intenzioni disoneste e bilance truccate.

 

Cedere l’oro in cambio di denaro: negli ultimi anni è una prassi sempre più frequente e nelle città italiane proliferano i negozi “compro oro”. La fretta di sbarazzarsi di oggetti, anche di valore elevato sia materiale che affettivo, per disporre di denaro in contanti può essere causa di spiacevoli “fregature”.

È bene cautelarsi, visto che non sono pochi i casi di commercianti disonesti che approfittano delle difficoltà economiche dei clienti utilizzando bilance truccate e sottostimando i beni.

Come in ogni compravendita occorre essere informati sulle modalità, i costi e i guadagni della transazione per poter decidere consapevolmente.

I consigli e le precauzioni

Ecco cosa occorre sapere prima di vendere gli oggetti preziosi in un negozio “compro oro”:

– prima di recarsi al negozio “compro oro” è sempre consigliabile effettuare personalmente una stima, seppur approssimativa, del valore in denaro degli oggetti che si desidera vendere;

– verificare la percentuale di oro puro presente nell’oggetto, la cui unità di misura viene espressa in carati (da 0 a 24) o in finezza (da 0 a 1000): la percentuale è incisa sull’oggetto e consente di stimare la qualità dell’oro (visto che generalmente esso è fuso con altri metalli);

pesare l’oro: anche un peso approssimativo consente di capire, una volta recatisi al negozio, se la bilancia del negozio “compro oro” è truccata. In ogni caso, il “compro oro” verificherà i grammi di oro contenuti nell’oggetto e la valutazione economica non sarà effettuata sul peso complessivo (si pensi ai gioielli composti anche da argento o pietre). Più precisamente il “compro oro” sottrae la tara (peso degli altri componenti) dal peso lordo segnalato dalla bilancia e deve dichiarare in modo trasparente al cliente la parte di peso sottratta;

– verificare la quotazione dell’oro usato nei vari negozi e anche on line tramite gli appositi siti. Tali quotazioni, effettuate su base internazionale, variano in continuazione e sono solo indicative e non vincolanti. Infatti ogni commerciante si attiene ad un proprio listino e può valutare in modo differente il bene (anche se la differenza tra valutazioni non può essere mai eccessiva; se lo è c’è da dubitare);

– calcolare, tramite i software on line, il valore attuale in denaro degli oggetti preziosi (moltiplicando i grammi con la caratura);

– recarsi al “compro oro” e chiedere al commerciante una sua valutazione che generalmente è gratuita e non vincola allo scambio. L’eventuale costo e il tariffario della valutazione deve essere segnalato in modo visibile all’interno o all’esterno del locale in modo da rendere edotti i clienti;

– se la valutazione è nettamente inferiore a quella calcolata personalmente è consigliabile recarsi da un altro o più commercianti ed effettuare una comparazione;

– il pagamento avviene in contanti o con bonifico: in ogni caso il cliente deve fornire la carta d’identità;

– la legge non obbliga il “compro oro” a rilasciare la ricevuta dell’avvenuta compravendita. Tuttavia, i commercianti più seri, per ragioni di correttezza, rilasciano il documento attestante la compravendita e indicante l’individuazione delle parti, l’importo pattuito e la descrizione degli oggetti.

note

Autore foto: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI