Parcelle avvocati: il visto dell’Ordine arriva in Cassazione

23 Settembre 2020 | Autore:
Parcelle avvocati: il visto dell’Ordine arriva in Cassazione

Rimessa alle Sezioni Unite la questione della necessità del parere di congruità dei compensi per il rilascio del decreto ingiuntivo.

La questione della necessità del visto dell’Ordine sulla parcella dell’avvocato che chiede l’emissione di un decreto ingiuntivo contro il cliente che non lo ha pagato arriva alle Sezioni unite della Corte di Cassazione.

Oggi, la Procura Generale ha chiesto al Collegio di formulare un principio di diritto che mantenga valido questo requisito, così evitando all’avvocato che vanta un credito non riscosso di dover percorrere la strada più lenta del giudizio ordinario.

Il quesito si trascina dal 2012, quando il decreto legge “Cresci Italia” [1] abrogò il criterio di determinazione dei compensi legali in base ai minimi tariffari, lasciando però in vita il potere del Consiglio dell’Ordine di appartenenza dell’avvocato (Coa) di dare il parere di congruità sulle parcelle. Infatti, la norma del Codice di procedura civile [2] non è stata toccata dalla riforma e, perciò, è rimasta valida la regola che il parere dell’Ordine non occorre se l’ammontare delle spese e delle prestazioni è determinato in base a tariffe obbligatorie: quelle che, invece, da anni sono state abolite.

Così è sorto un acceso dibattito; per il Consiglio nazionale forense deve escludersi che l’abrogazione delle tariffe professionali comporti anche la caducazione del potere del Coa di esprimersi sulla congruità delle parcelle. Oggi, l’orientamento espresso in udienza dal rappresentante della Procura Generale aderisce a questo criterio: «è preferibile», scrive il Pg Annamaria Soldi, la tesi secondo cui il legale che non dispone del preventivo accordo scritto col cliente può ancora utilizzare il procedimento monitorio in base alla parcella che ottiene il via libera dall’Ordine. Un’interpretazione diversa – prosegue – sarebbe «irrazionale» e «distonica».

Bisogna ricordare che la parcella asseverata dall’Ordine è ancora necessaria per ottenere il decreto ingiuntivo quando manca un accordo scritto con il cliente per determinare i compensi, altrimenti sarebbe questo titolo a legittimare la richiesta di emissione dell’ingiunzione di pagamento. E la parcella munita del visto del Coa è anche espressamente prevista dalla legge professionale forense [3], sia pure come facoltativa: «In mancanza di accordo tra avvocato e cliente, il Consiglio, su richiesta dell’iscritto, può rilasciare un parere sulla congruità della pretesa dell’avvocato in relazione all’opera prestata».

Ora, si attende la prossima decisione delle Sezioni Unite; intanto, vista la posizione espressa dalla Procura Generale presso la Suprema Corte, la parcella dell’avvocato va ancora vistata dall’Ordine.


note

[1] Art. 9, comma 5, del D.L. n. 1/2012.

[2] Art. 636 Cod. proc. civ.

[3] Art. 13, comma 9, Legge n. 247/2012.


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