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Affidamento super esclusivo: cos’è e cosa comporta

29 Novembre 2020
Affidamento super esclusivo: cos’è e cosa comporta

Quando un genitore è inidoneo al suo ruolo, l’altro può ricorrere al giudice per ottenere l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale.

Ti sei sposata quando eri molto giovane. All’inizio, eri innamorata perdutamente di tuo marito e vi capivate con un solo sguardo. Gli amici invidiavano la vostra intesa. Con la nascita dei bambini, però, le cose sono peggiorate. Lui ha cominciato ad essere violento nei tuoi confronti e a bere fino a sentirsi male. Hai cercato di aiutarlo, ma non ce l’hai fatta. Ora, hai deciso di chiedere la separazione, ma tremi al solo pensiero che tuo marito possa passare del tempo da solo con i tuoi due figli. Come comportarsi in questi casi? In questo articolo faremo il punto della situazione sull’affidamento super esclusivo: cos’è e cosa comporta.

Devi sapere che quando un genitore è totalmente inadatto a prendersi cura dei propri figli, la legge consente all’altro, previo accertamento da parte del giudice, di adottare tutte le decisioni più importanti nell’interesse del minore. Detto in parole più semplici, il genitore non affidatario sarà completamente escluso dalla vita dei suoi bambini. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di approfondire l’argomento.

Cos’è l’affidamento condiviso?

Prima di affrontare il tema principale, voglio parlarti brevemente dell’affidamento dei figli in caso di separazione o divorzio dei genitori. La regola generale è che i minori vengano affidati sia al padre che alla madre nel rispetto del principio di bigenitorialità. Questo vuol dire in pratica che i bambini manterranno un rapporto stabile e continuativo con entrambi i genitori (pur abitando con uno solo di essi) e tutte le decisioni importanti che li riguardano, come la salute, lo sport, la scuola, ecc. verranno prese di comune accordo. Ti faccio un esempio per farti capire come funziona esattamente.

Tizio e Caia decidono di separarsi consensualmente, pertanto si accordano sull’affidamento della loro figlioletta Mevia, di 5 anni. La bambina resterà a vivere con la mamma, mentre il papà potrà vederla due giorni a settimana e tenerla presso di sé due weekend al mese.

Come puoi notare nell’esempio che ti ho riportato, Tizio e Caia, prossimi alla separazione, hanno trovato un’intesa sull’affidamento della loro figlia Mevia che poi passerà al vaglio del giudice per l’omologazione. Quindi, l’affidamento condiviso consente a due genitori, separati o divorziati, di essere presenti nella vita dei propri figli in modo paritario, indipendentemente dal loro collocamento.

Affidamento esclusivo dei figli: cos’è?

A questo punto, è lecito domandarsi cosa accade nel momento in cui un genitore non sia adatto al suo ruolo oppure adotti una condotta pregiudizievole a danno del figlio. Ti faccio subito un altro esempio.

Mevio e Sempronia si sono separati e il giudice ha stabilito l’affidamento condiviso del piccolo Caietto, il loro figlio di 8 anni. Tuttavia, Mevio è completamente assente nella vita del bambino e le poche volte che lo tiene presso di sé lo lascia a casa da solo per uscire con gli amici.

È abbastanza evidente che Mevio non è adatto a svolgere il suo ruolo di padre. Per tale ragione, Sempronia può rivolgersi al giudice per ottenere l’affidamento esclusivo di Caietto. Il giudice, quindi, deciderà in tal senso solo se tale scelta risponderà all’interesse del minore. Il risultato, per tornare all’esempio di prima, è che toccherà alla madre adottare tutte le decisioni di ordinaria amministrazione, quindi esercitare la responsabilità genitoriale in via prevalente.

Tuttavia, se il giudice non ha previsto altrimenti, il genitore non affidatario potrà comunque partecipare alle decisioni più importanti, esercitare il suo diritto di visita nei tempi e nei modi stabiliti dal tribunale e vigilare sull’educazione e sull’istruzione dei figli.

Inoltre, va precisato che la scelta dell’affidamento esclusivo dei figli può essere anche concordata dai genitori che, per ragioni di lavoro, sono costretti a vivere in due città diverse e, quindi, non possono essere presenti nella vita dei bambini.

Pertanto, i coniugi possono stabilire, nell’accordo di separazione o nella domanda di divorzio congiunto, che la prole sia affidata ad uno soltanto di essi. Naturalmente, anche questa scelta, pur concordata, deve essere valutata e approvata dal giudice.

Affidamento super esclusivo: cos’è e cosa comporta

Fin qui, abbiamo detto che la regola generale è l’affidamento condiviso dei figli, in modo che gli stessi possano avere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, anche se separati o divorziati. Inoltre, abbiamo visto che in casi eccezionali, cioè quando uno dei genitori non è in grado di occuparsi del minore oppure arreca un pregiudizio al suo benessere psicofisico, allora si può chiedere ed ottenere l’affidamento esclusivo.

Tuttavia, come ti ho già spiegato poc’anzi, l’affidamento esclusivo non estromette il genitore non affidatario dalla vita dei figli. Anzi, egli conserva il diritto di visita, può partecipare alle decisioni di maggiore interesse e, perfino, ricorrere in tribunale qualora l’altro compia delle scelte pregiudizievoli per il bambino.

In casi estremi, però, i suddetti diritti possono essere negati. In questa ipotesi, si parla di affidamento super esclusivo (o affido esclusivo rafforzato), nel senso che a decidere delle questioni più importanti per il figlio, relativamente alla sua educazione, istruzione, salute, ecc. sarà esclusivamente il genitore a cui viene affidato e non quello che si è dimostrato totalmente inadeguato al suo ruolo. Ti faccio ancora una volta un esempio.

Tizio e Caia si separano. Il giudice stabilisce che il marito deve corrispondere alla moglie e alla figlia minore la somma complessiva di 600 euro mensili a titolo di mantenimento. Tizio, però, decide di infischiarsene della sentenza e della figlia, pertanto non solo non corrisponde il mantenimento, ma è completamente assente nella vita della bambina, addossando così tutte le responsabilità a Caia.

Come puoi vedere, l’inadeguatezza di Tizio può portare ad una pronuncia di affidamento super esclusivo, a condizione che Caia dimostri la condotta pregiudizievole del marito.



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