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Se un condebitore vince causa, l’altro ha diritto al rimborso?

3 Ottobre 2020
Se un condebitore vince causa, l’altro ha diritto al rimborso?

Siamo due condebitori in solido verso il Fisco. L’altro condebitore ha vinto una la causa contro il Fisco ottenendo l’annullamento della cartella in un giudizio al quale io non ho partecipato. Siccome ho pagato l’importo indicato in cartella, posso chiederne il rimborso al Fisco oppure chiedere all’altro condebitore di rimborsarmi la sua quota di debito?

Per quanto riguarda il primo quesito la Corte di Cassazione, con sentenza n. 16.849 del 2016, ha stabilito che, in base ai principi generali contenuti nell’articolo 1306 del Codice civile, la sentenza passata in giudicato favorevole ad uno dei condebitori solidali non può produrre effetto a favore di un altro condebitore solidale che sia rimasto estraneo al processo (conclusosi con quella sentenza) e, quindi, in base ad essa non si può ottenere il rimborso di quanto pagato da parte del condebitore che non abbia partecipato a quel processo.

La sentenza favorevole ottenuta dal’altro condebitore non può essere “usata” da lei per ottenere dal Fisco il rimborso di ciò che ha pagato; la sentenza della Corte di Cassazione sopra citata ha infatti chiarito che, a seguito del pagamento effettuato dal condebitore in solido che non ha partecipato al processo conclusosi con sentenza favorevole per altro condebitore, il rapporto tributario tra il Fisco e il condebitore che ha pagato è da considerare un rapporto “definito e concluso” che non può più essere rimesso in discussione (con la richiesta di rimborso) e sul quale non ha alcun effetto la sentenza favorevole pronunciata nei confronti di altro condebitore.

Per quanto riguarda il secondo quesito, la possibilità da parte sua di richiedere all’altro condebitore la restituzione della quota di debito su di lui gravante e che lei ha pagato, occorre precisare che sempre la Corte di Cassazione (con sentenza n. 16.117 del 26 giungo 2013) ha chiarito che nei rapporti interni tra i condebitori solidali per stabilire se ed in che misura il condebitore che ha pagato per intero possa chiedere (con la cosiddetta azione di regresso) all’altro condebitore il rimborso della sua quota di debito occorre valutare, caso per caso, quali siano le rispettive responsabilità relativamente al sorgere del debito ed all’avvio dell’azione di recupero da parte del fisco.

In altri termini, non esiste un criterio generale per stabilire se ed in che misura il condebitore che ha pagato per intero possa chiedere (con la cosiddetta azione di regresso) all’altro condebitore il rimborso della sua quota di debito, ma occorre verificare in concreto (se del caso nel corso di una causa avviata contro l’altro condebitore per ottenere il rimborso) se nei rapporti interni tra i condebitori esistano elementi per distribuire tra i condebitori la responsabilità per il sorgere del debito con il fisco e per il ritardo nel pagamento dello stesso che ha poi causato l’avvio dell’azione di recupero forzoso (con l’inoltro della cartella di pagamento).

La stessa sentenza (la n. 16.117 del 2013 della Corte di Cassazione) esclude infine che il fatto che un condebitore abbia ottenuto una sentenza di annullamento dell’atto impositivo (cioè della cartella) sia da sola ragione sufficiente per opporsi alla richiesta di rimborso proveniente dal condebitore che ha pagato per intero il debito fiscale.

Ovviamente, se l’altro condebitore spontaneamente le restituisse la sua quota parte di debito, tutto sarebbe più semplice; ma se ciò non accadesse, occorrerebbe avviare una causa contro di lui nell’ambito della quale il giudice dovrà accertare (sulla base delle prove fornite dalle parti) se nel concreto rapporto tra lei e l’altro condebitore esistono elementi per distribuire tra i condebitori la responsabilità per il sorgere del debito con il Fisco e per il ritardo nel pagamento dello stesso e, quindi, per dare fondamento alla sua richiesta di rimborso.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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