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Come contestare la notifica a una persona irreperibile

24 Settembre 2020
Come contestare la notifica a una persona irreperibile

Notifica a persona irreperibile o non presente a casa: come impugnare gli atti giudiziari, le multe e le cartelle esattoriali. 

Quando una persona non abita più in un determinato luogo e, ciò nonostante, alla precedente dimora arriva una raccomandata, la stessa non può considerarsi validamente notificata, a meno che il destinatario non si sia curato di effettuare, in Comune, il cambio di residenza. Se così fosse, infatti, il mittente non avrebbe modo di spedire la busta all’indirizzo esatto (non potendolo conoscere) e, pertanto, l’invio eseguito presso la precedente dimora deve considerarsi ugualmente valido anche se nei confronti di una persona irreperibile.

Di qui una domanda piuttosto frequente: come contestare la notifica a una persona irreperibile? La giurisprudenza offre dei chiari spunti per difendersi. Da ultimo, vi ha provveduto una recente ordinanza della Cassazione [1].

Cosa vuol dire “irreperibile”?

Quando si usa la parola irreperibile si intendono due diversi concetti: la cosiddetta irreperibilità relativa e l’irreperibilità assoluta. Vediamo di cosa si tratta.

Irreperibilità relativa

L’irreperibilità relativa è quella di chi è momentaneamente assente da casa, ma vi continua a vivere e a dimorare. In pratica, è il caso di chi non può aprire la porta al postino o all’ufficiale giudiziario perché si trova momentaneamente fuori, al lavoro, in vacanza o semplicemente per fare la spesa, ma che verosimilmente tornerà – prima o poi – in quelle stesse mura.

Irreperibilità assoluta

L’irreperibilità assoluta è, invece, quella di chi non vive più in un determinato luogo e, tuttavia, non ha fatto il cambio residenza in Comune sicché non è possibile sapere dove dimora. Fermo restando che comunicare all’ufficio Anagrafe l’esatta residenza è un obbligo di chiunque, non è però con questo espediente che si può sfuggire alle notifiche. Vedremo a breve perché.

Cosa succede se non c’è nessuno a casa quando arriva la notifica?

Quando l’ufficiale giudiziario (o il postino) deve notificare una cartella esattoriale, una multa stradale, un atto fiscale o del tribunale consegna la raccomandata nelle mani del diretto interessato o, in sua assenza, di una persona convivente trovata in casa sua, che non abbia meno di 14 anni e che non sia palesemente incapace di intendere e volere. Ma se non trova nessuno ad aprirgli la porta, lascia un avviso nella cassetta delle lettere con l’invito a ritirare il plico presso la casa comunale (se si tratta di ufficiale giudiziario) o presso l’ufficio postale più vicino (se si tratta di postino). Nelle ore successive, invia al destinatario una raccomandata con cui lo informa di aver tentato, poco prima, la notifica e di non esserci riuscito. 

Il plico resta in giacenza per 30 giorni. Dopodiché, se nessuno ne cura il ritiro, torna al mittente con la dizione “compiuta giacenza”, il che significa che la raccomandata si considera notificata e produce tutti i suoi tipici effetti (ad esempio, il decorso del termine per impugnare, la disdetta di un contratto, la citazione a giudizio e così via).

Questa è la procedura prevista dalla legge per la cosiddetta irreperibilità relativa.

Cosa succede se il destinatario non vive più a casa?

Viceversa, nel caso di irreperibilità assoluta, l’ufficiale giudiziario (o il postino), non potendo immettere alcun avviso nella cassetta delle lettere (proprio perché non c’è una buca intestata al nome del destinatario dell’atto), deposita il plico presso la casa comunale (se si tratta di ufficiale giudiziario) o presso l’ufficio postale (se si tratta di postino). 

La legge, in particolare, prevede che, qualora nel Comune ove debba eseguirsi la notifica non vi sia abitazione, ufficio o azienda del contribuente, un avviso, in busta chiusa e sigillata, deve essere affisso nell’albo del Comune. In tal caso, ai fini del termine per ricorrere, la notificazione si ha per eseguita nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione.

Nel caso delle cartelle di pagamento in ipotesi di irreperibilità, la notifica si dà per eseguita il giorno successivo alla data di affissione dell’avviso presso l’albo del Comune.

Come contestare la notifica a una persona irreperibile

Per contestare una notifica fatta in caso di irreperibilità relativa sarà bene controllare se, oltre all’avviso immesso nella cassetta delle lettere, il messo notificatore abbia anche inviato al destinatario il secondo avviso (tramite raccomandata a.r.) con la comunicazione del tentativo di consegna del plico e del deposito dello stesso presso la Casa comunale o l’ufficio postale.

Contestare la notifica fatta in caso di irreperibilità assoluta è, invece, più facile. Difatti, nella relazione di notificazione degli atti è necessario, nei casi in cui dal notificatore non sia rinvenuto il destinatario, non solo indicarne l’assenza ma anche l’espletamento di apposite ricerche, risultate vane, delle altre persone abilitate a ricevere l’atto. Inoltre, l’ufficiale giudiziario deve dare atto di aver fatto ricerche nel Comune ove si trova l’ultimo indirizzo noto o nel luogo di lavoro e che tali tentativi non abbiano sortito alcun risultato.

Tali attestazioni non necessitano di forme sacramentali, ma devono essere per forza riportate sul documento da notificare, pena l’invalidità della notifica stessa. 

Queste sono le importanti conclusioni cui è pervenuta la Cassazione nella sentenza richiamata ad inizio di questo articolo. La vicenda origina dal ricorso iniziale di un contribuente contro una cartella di pagamento, di cui si asseriva il vizio di notifica. Le commissioni tributarie davano ragione al contribuente, ritenendo che proprio le relate di notifica degli atti contestati non fossero complete o esaustive in quanto mancanti dell’indicazione delle dovute ricerche che avrebbe dovuto operare il messo notificatore o l’ufficiale giudiziario nel far pervenire l’atto al destinatario non reperito al suo domicilio.

La Cassazione ha verificato come, nel caso di specie, dalle relate di notificazione, la menzione delle ricerche svolte non era del tutto omessa, ma solamente generica, in quanto il messo si era limitato ad annotare di aver esperito le ricerche nei luoghi previsti (Comune di residenza e luogo di lavoro), all’esito delle quali le persone abilitate a ricevere l’atto erano risultate irreperibili.


note

[1] Cass. ord. n. 16726/2020.

Autore immagine: it.depositphotos.com


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