Covid: ecco i tamponi più efficaci e meno costosi

24 Settembre 2020
Covid: ecco i tamponi più efficaci e meno costosi

Guida ai test di rilevazione del Coronavirus: quello rinofaringeo, al momento, è ancora il più attendibile, ma è più lento rispetto ai prelievi di ultima generazione.

Test per la rilevazione del Coronavirus: c’è l’imbarazzo della scelta, ormai. Negli ultimi tempi, l’offerta dei tamponi è stata ampliata, fornendo strumenti di tipo diverso. E c’è da scommettere che l’evoluzione proseguirà.

Ecco tutti i tipi di tampone attualmente in uso per accertare la positività al Covid, dai primi messi in campo per il monitoraggio dei contagi a quelli di «nuova generazione»; dai test a pagamento a quelli gratuiti. Si può scegliere a seconda dell’esigenza prevalente: affidabilità, rapidità, gratuità.

Se, infatti, il tampone classico è il metodo ritenuto attualmente più affidabile, è anche quello più dispendioso in termini di tempo. Diversamente, i nuovi tamponi hanno puntato sulla rapidità ma devono ancora essere perfezionati per raggiungere gli stessi livelli di attendibilità.

Perché scegliere il tampone tradizionale? 

Inizialmente, era l’unica tecnica di rilevazione del Covid, eseguibile soltanto da personale della Asl in modo gratuito. Ora c’è anche la possibilità di farlo privatamente – il che ha notevolmente diminuito il carico di lavoro ai laboratori attrezzati per analizzarli – pagando una cifra che oscilla tra gli 80 e i 150 euro. È uno strumento diagnostico universale, validato da organismi internazionali e utile sia a titolo di screening sia ogni volta che si ha modo di pensare di essere stati contagiati (se si accusano sintomi, per esempio).

Come spiega oggi il Corriere della Sera, la forza del tampone tradizionale o molecolare è nella sua «specificit໫sensibilità», cioè, rispettivamente, nella sua capacità di dare risultati e di limitare al minimo i falsi negativi. Questo metodo riesce a individuare 98 positivi su 100, perciò si dice che abbia una sensibilità del 98%.

Va fatto però anche nella tempistica giusta: se eseguito troppo presto, per esempio, si può risultare falsamente negativi. Il consiglio è di attendere almeno 72 ore dalla comparsa dei sintomi o di avvertire comunque il proprio medico per farsi dare suggerimenti sulla corretta tempistica, così da limitare risultati non rispondenti al vero.

Si preleva una buona quantità di secrezioni respiratorie dalla faringe e dalle narici. È importante prenderne la giusta quantità che possa consentire la verifica: se si prende poco materiale c’è il rischio di un falso negativo, o comunque il prelievo va ripetuto, nell’immediato o successivamente. Viene analizzato da personale specializzato di un laboratorio microbiologico per capire se il campione contiene tracce di virus, attraverso il riconoscimento del suo Rna (acido nucleico).

Per l’analisi di laboratorio servono dalle due alle sei ore, più i tempi tecnici dell’iter amministrativo. In totale, per conoscere l’esito, servono da uno a due giorni. Bisogna aspettare i risultati in isolamento, onde evitare di contagiare qualcuno in caso di positività.

Perché scegliere il tampone salivare?

I suoi vantaggi sono velocità e gratuità. Mentre il tampone classico impone l’isolamento, prima di conoscere l’esito, qui l’attesa è di appena cinque o dieci minuti. C’è anche da dire che il prelievo non richiede personale addestrato: è molto più semplice del tampone tradizionale, dove l’affidabilità del test dipende molto anche dalla quantità di secrezione prelevata. Qui un po’ di saliva è più che sufficiente.

In Italia il ministero della Salute non ha ancora validato questo tipo di test, segno evidente che non si è ancora certi della loro attendibilità: sono in corso sperimentazioni per testarne il livello. Certamente è un tipo di test utile in caso di screening di massa, quando cioè sia necessario testare molte persone in un lasso di tempo breve.

Perché scegliere il tampone rapido, la saponetta o test antigene?

Si tratta del tipo di tamponi che si stanno eseguendo attualmente negli aeroporti. Anche in tal caso, la marcia in più è rappresentata dalla possibilità di avere l’esito in pochi minuti. Rispondono, quindi, alla stessa esigenza preponderante dei tamponi salivari: rapidità e gratuità.

Sono sempre bastoncini da infilare nelle narici ma, a differenza dei tamponi tradizionali dove si rileva l’Rna virale, qui si va alla ricerca degli antigeni o proteine virali. La sensibilità è pari all’80-85%, quindi inferiore ai tamponi classici. Vengono chiamati anche «saponette» perché a volte hanno una forma e un aspetto che le ricorda.



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