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Pec obbligatoria per gli automobilisti

25 Settembre 2020 | Autore:
Pec obbligatoria per gli automobilisti

Chi deve dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata: sulla casella possono essere inviate le notifiche delle violazioni al Codice della strada.

Viviamo in un mondo sempre più dominato dall’informatica e la nostra stessa identità sta diventando sempre più digitale anziché fisica. Le email e i messaggi via smartphone hanno sostituito le lettere, il denaro contante cede terreno di fronte all’impiego della moneta elettronica e il nostro modo di porgerci agli altri – e di essere individuati in modo certo – si sta irrimediabilmente trasformando: pensa solo alla possibilità di firmare con sottoscrizione digitale.

Così anche la Pec, posta elettronica certificata, guadagna terreno: non è più solo utile per evitare la spedizione di una lettera raccomandata, ma sta diventando necessaria in molti ambiti, specialmente nel mondo delle imprese e delle professioni dove è ormai indispensabile per poter operare.

Dal 1° ottobre 2020 scatta l’obbligo, per tutte le imprese ed i professionisti, di dotarsi di un indirizzo Pec valido, a pena di pesanti sanzioni; di fronte ad un’introduzione sempre più vasta e generalizzata della posta elettronica certificata, molti si chiedono se si è già arrivati, o si arriverà prossimamente, alla Pec obbligatoria per gli automobilisti in modo da poterli raggiungere facilmente con la notifica di multe per violazioni alla circolazione stradale.

Vediamo quindi come stanno le cose per capire se e in quali casi il proprietario di un veicolo deve dotarsi di Pec oppure se è utile farlo anche nei casi in cui questo adempimento non è obbligatorio.

Pec: a cosa serve e come si utilizza

La Pec, acronimo di posta elettronica certificata, serve ad attribuire valore legale alle comunicazioni inviate o ricevute via email. Infatti, il sistema di trasmissione – gestito da soggetti appositamente autorizzati – certifica l’avvenuta consegna dei messaggi e garantisce l’integrità del loro contenuto, che non può essere modificato dal destinatario.

Non si potrà, dunque, smentire di aver ricevuto una Pec contenente un determinato messaggio se queste circostanze risultano dalle ricevute di avvenuta consegna emesse dall’operatore e inviate al mittente come prova dell’invio.

Per questo, la Pec ha il medesimo valore di una lettera raccomandata con avviso di ricevimento (detta anche con ricevuta di ritorno), con la tradizionale cartolina cartacea sostituita da un file digitale in formato xml allegato alla ricevuta di consegna. In sintesi, la Pec attraverso il suo funzionamento elettronico e gli standard di sicurezza adottati garantisce il valore legale delle comunicazioni.

Pec: per chi è obbligatoria

L’obbligo di dotarsi di una casella Pec esiste dal 2009 per i professionisti iscritti a Ordini o Collegi, e dal 2011 per tutte le società, che adempiono dichiarando l’indirizzo elettronico al momento dell’iscrizione al Registro Imprese.

In seguito, l’obbligo è stato esteso alle ditte individuali, compresi gli artigiani e a tutte nuove partite Iva. Infine, tutte le pubbliche amministrazioni e gli Enti pubblici devono essere dotati di almeno una casella Pec per le comunicazioni con i cittadini.

Ora, per rendere effettive queste prescrizioni, il Decreto Semplificazioni [1] ha introdotto sanzioni amministrative per le società e le imprese individuali che non ottemperano all’obbligo entro il 1° ottobre 2020.

Per tutte le altre categorie, dunque anche per gli automobilisti in generale, la Pec non è obbligatoria, anche se, come vedremo tra poco, esistono proposte di legge in tal senso. Gli obblighi di attivare la Pec sono stabiliti per le categorie che abbiamo indicato, non per chi è semplicemente titolare di patente di guida o proprietario di autoveicoli o motoveicoli.

Ma già oggi qualsiasi cittadino maggiorenne, a prescindere dall’attività svolta – quindi anche un privato, un lavoratore dipendente, uno studente o un pensionato – può dotarsi di un proprio indirizzo di posta elettronica certificata per tutte le sue necessità.

Pec e multe stradali

Per i soggetti obbligati a dotarsi di Pec, e in particolare per ditte e imprese e per i professionisti iscritti ad un albo, gli organi di polizia che hanno rilevato la violazione possono, in alternativa alla lettera raccomandata, notificare i verbali di contravvenzione tramite un messaggio di posta elettronica certificata, che dovrà contenere in allegato il verbale completo di tutti i suoi elementi e firmato digitalmente [2]. Infatti, per queste categorie, l’obbligo di dotarsi di Pec equivale alla costituzione di un “domicilio digitale” e l’indirizzo sarà inserito negli appositi elenchi del registro Ini-Pec, consultabile digitalmente (leggi “Come cercare gli indirizzi Pec di imprese e professionisti“).

Così, quando gli organi accertatori al momento della stesura del verbale e dell’identificazione del trasgressore (che, a parte i casi di contestazione diretta, solitamente avviene attraverso la targa del veicolo) rilevano che il proprietario del veicolo è un soggetto obbligato ad avere una casella Pec, come ad esempio una società, rintracciano l’indirizzo da questi elenchi digitali e notificano il verbale sulla casella Pec che risulta attribuita.

In tali casi, la notifica si intenderà effettuata nel momento in cui il messaggio è stato inoltrato e consegnato nella casella Pec del destinatario, a prescindere dal fatto che egli lo abbia effettivamente letto o meno. Da tale data decorreranno, quindi, i termini utili per effettuare il pagamento o per presentare l’eventuale ricorso.

In particolare, per verificare la data di spedizione (e controllare, ad esempio, se essa non sia avvenuta oltre il termine di decadenza) si dovrà avere riguardo alla ricevuta di accettazione, mentre per constatare e provare la ricezione ci sarà la ricevuta di avvenuta consegna, che equivarrà alla cartolina dell’avviso di ricevimento della raccomandata.

Ma è possibile notificare a mezzo Pec una multa anche nei casi in cui chi ha commesso la violazione, e sia stato identificato al momento dell’accertamento dell’infrazione, abbia fornito agli agenti di polizia un proprio indirizzo Pec in corso di validità. Per molti, infatti, risulta più comodo ricevere i verbali sulla propria casella Pec anziché attraverso una lettera raccomandata che potrebbe comportare problemi di recapito o di ritiro presso l’ufficio postale in caso di assenza del destinatario dall’abitazione.

Decurtazione punti patente

Per molte violazioni del Codice della strada, come l’eccesso di velocità di oltre 10 km/h oltre il limite stabilito, è prevista, in aggiunta alla sanzione amministrativa, la decurtazione dei punti dalla patente di guida.

In tali casi, se il trasgressore non è stato identificato nell’immediatezza, quando si riceve il verbale di contravvenzione bisognerà comunicare all’Autorità, entro 60 giorni, i dati dell’effettivo conducente, cioè della persona che si trovava alla guida del veicolo al momento dell’infrazione rilevata. Se la comunicazione non viene inviata, scatta un’ulteriore sanzione pecuniaria [3] nei confronti del proprietario inadempiente; l’importo è molto pesante, parte da 292 euro e può arrivare a 1.168 euro.

Con le nuove modifiche al Codice della strada – nel momento in cui scriviamo in fase di approvazione parlamentare per la conversione in legge – la comunicazione dei dati del conducente non sarà più necessaria se il proprietario è persona fisica e coincide con il conducente responsabile della violazione: la decurtazione del punteggio sarà applicata direttamente sulla patente del proprietario stesso, quando la comunicazione della multa è avvenuta tramite Pec.

Pec per automobilisti: le modifiche in arrivo

Presto potrebbe arrivare l’obbligo per tutti gli automobilisti e motociclisti italiani di dover attivare una casella Pec. In Parlamento, è stata depositata una proposta di legge che modifica l’articolo del Codice della strada in materia di revisioni [4] stabilendo che, al momento della prima revisione periodica successiva alla data di entrata in vigore della legge, il proprietario dovrà comunicare il proprio indirizzo Pec, che sarà inserito negli archivi informatizzati della Motorizzazione Civile tra i dati dell’intestatario della carta di circolazione, per consentire la notificazione delle violazioni su tale casella elettronica.

L’autore della proposta è il Cnel (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro), che si propone l’obiettivo di semplificare la comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini e di abbattere i tempi ed i costi di recapito dei verbali, che attualmente arrivano ad incidere per 10 o 15 euro per ogni multa notificata con lettera raccomandata: la voce è rilevabile nelle “spese di notifica” che si aggiungono alla sanzione da pagare.


note

[1] Art. 37 D.L. n. 76 del 16 luglio 2020 convertito con modificazioni in Legge 11 settembre 2020, n. 120.

[2] Decreto ministero dell’Interno 18 dicembre 2017, “Disciplina delle procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada, tramite posta elettronica certificata”.

[3] Art. 126 bis Codice della strada.

[4] Art. 80 Codice della strada.


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