Diritto e Fisco | Articoli

Visita fiscale Inps: come comunicare il cambio indirizzo

25 Settembre 2020 | Autore:
Visita fiscale Inps: come comunicare il cambio indirizzo

Nuovo servizio online per comunicare la variazione del domicilio di reperibilità al medico fiscale: come funziona, chi deve utilizzarlo.

Sei assente dal lavoro per malattia, ma ti sei accorto che nel certificato trasmesso telematicamente all’Inps dal tuo medico curante l’indirizzo di reperibilità per la visita fiscale è sbagliato? Oppure l’indirizzo è corretto, ma devi cambiare domicilio?

Devi sapere che, se il medico dell’Inps non dovesse trovarti all’indirizzo indicato nella certificazione di malattia, potresti subire pesanti conseguenze, come la perdita dell’indennità di malattia e l’irrogazione di sanzioni disciplinari da parte del tuo datore di lavoro.

Tra l’altro, se cambi domicilio senza comunicarlo non puoi nemmeno venire a conoscenza dell’eventuale passaggio del medico fiscale, dato che non ha la possibilità di controllare la tua cassetta della posta, per verificare se vi sono comunicazioni scritte (solitamente, il medico dell’Inps che non trova nessuno in casa lascia al lavoratore l’invito a presentarsi a una visita ambulatoriale).

Chiedere al medico di richiamare il certificato trasmesso per modificare l’indirizzo non è possibile: per variare il domicilio di reperibilità per la visita fiscale si deve seguire un’apposita procedura, che è stata recentemente modificata e unificata per i lavoratori del settore privato e per i dipendenti pubblici.

Osserviamo allora, ai fini della visita fiscale Inps, come comunicare il cambio indirizzo.

L’Inps ha illustrato le regole relative alla nuova procedura in un’importante circolare [1]: ad ogni modo, è possibile utilizzare la vecchia procedura di cambio indirizzo in caso di malfunzionamenti del servizio telematico.

Chi è esonerato dalla visita fiscale?

L’esonero dalla visita fiscale è previsto solo in casi tassativi, ad esempio per patologie che richiedono terapie salvavita, o collegate all’invalidità riconosciuta. Inoltre, vi sono delle situazioni, al di fuori dei casi di esonero, in cui l’assenza dal proprio domicilio può essere giustificata. Ne abbiamo parlato in: Reperibilità visita fiscale, orari ed esenzione.

Quali sono gli orari per la visita fiscale?

Il medico dell’Inps può passare a casa per la visita fiscale 7 giorni su 7, festivi compresi. Deve però rispettare specifiche fasce di reperibilità:

  • dalle 9 alle 13, e dalle 15 alle 18, se sei un dipendente pubblico;
  • dalle 10 alle 12, e dalle 17 alle 19, se sei un lavoratore dipendente del settore privato.

Se il medico dell’Inps è già passato per la visita fiscale, devi sapere che la visita può essere ripetuta più volte nell’arco della stessa malattia, e addirittura nell’arco della stessa giornata.

Posso cambiare l’indirizzo di reperibilità per la visita fiscale?

Per particolari esigenze (terapie, necessità di assistenza), oppure in caso di errore sul domicilio comunicato, il lavoratore può cambiare l’indirizzo di reperibilità indicato dal medico curante nel certificato di malattia inviato all’Inps.

La procedura per comunicare il cambio indirizzo è recentemente variata.

Cambio indirizzo visita fiscale: vecchia procedura

Prima dell’operatività della nuova procedura per comunicare il cambio indirizzo, il lavoratore poteva informare l’Inps della variazione con una delle seguenti modalità:

  • contattando il call center dell’Inps al numero verde 803164 (06164164 da cellulare);
  • inviando una mail alla propria sede territoriale dell’istituto, all’indirizzo (differente a seconda della sede) nomesede@inps.it; ad esempio: MedicoLegale.cagliari@inps.it;
  • inviando un fax o una raccomandata.

In ogni caso, l’inoltro della comunicazione all’Inps non esonerava dall’invio della comunicazione al datore di lavoro.

Per i dipendenti pubblici, la procedura era differente: questi, per comunicare la variazione dell’indirizzo di reperibilità, dovevano contattare direttamente la propria amministrazione di riferimento.

Cambio indirizzo visita fiscale: nuova procedura

Attraverso la nuova procedura recentemente attivata dall’Inps, per comunicare il cambio del domicilio di reperibilità il lavoratore deve:

  • accedere al sito web dell’Inps, previa autenticazione tramite le proprie credenziali dispositive (a breve sarà possibile accedere solo tramite sistema pubblico d’identità digitale Spid);
  • entrare nella sezione Servizi online, Sportello al cittadino per le Vmc (visite mediche di controllo);
  • comunicare il nuovo indirizzo di reperibilità attraverso la funzione “Indirizzo reperibilità ai fini delle visite mediche di controllo”; è possibile variare il domicilio più volte nell’arco di una stessa assenza per malattia.

Il lavoratore, utilizzando lo stesso servizio, può controllare tutti gli indirizzi di reperibilità comunicati all’Istituto.

Cambio indirizzo visita fiscale: va comunicato al datore di lavoro?

Grazie alla nuova procedura telematica, il datore di lavoro viene messo al corrente del cambio di indirizzo di reperibilità comunicato dal lavoratore:

  • in fase di richiesta di una visita fiscale, se la comunicazione è stata effettuata prima della richiesta dell’accertamento sanitario da parte dell’Inps;
  • al momento della consultazione degli esiti della visita fiscale, qualora il lavoratore abbia comunicato una variazione di reperibilità dopo la richiesta dell’accertamento sanitario e il datore abbia acconsentito, spuntando l’apposito campo, ad inviare la visita al diverso indirizzo fornito dal lavoratore.

In ogni caso, la nuova procedura d’invio della variazione di domicilio non esonera dalle comunicazioni al riguardo, da inviare al datore di lavoro, previste obbligatoriamente da disposizioni di legge o contrattuali.

Cambio indirizzo visita fiscale: spostamento all’estero

Nessuna delle modalità per comunicare il cambio di domicilio appena elencate risulta valida, nel caso in cui il lavoratore si sposti all’estero.

In quest’ipotesi, infatti, deve richiedere una specifica autorizzazione:

  • alla Asl, se lo spostamento avviene in uno Stato facente parte dell’Unione Europea, o in un paese con cui sono in vigore convenzioni con l’Italia in materia di assistenza sanitaria; in quest’ipotesi, deve essere inviata una copia dell’autorizzazione sia all’Inps che al datore di lavoro;
  • alternativamente all’Inps o alla Asl,, per gli spostamenti in uno Stato non convenzionato con l’Italia in materia di assistenza sanitaria; nel caso in cui l’interessato si rivolga all’Inps, il medico fiscale deve valutare la necessità di migliori cure e di assistenza all’estero: a tal fine, può subordinare l’autorizzazione allo spostamento all’obbligo, per il lavoratore, di sottoporsi a visite di controllo da parte di istituzioni sanitarie del luogo o di medici di fiducia dei consolati o delle ambasciate d’Italia.

note

[1] Circ. Inps 106/2020.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube