Diritto e Fisco | Articoli

Padre immaturo: che fare?

25 Settembre 2020 | Autore:
Padre immaturo: che fare?

Quando viene deciso l’affidamento esclusivo alla madre di fronte ai comportamenti dell’uomo? Che cosa intende la giurisprudenza per immaturità?

Può un padre immaturo farsi carico di un figlio? No, secondo la giurisprudenza. Quindi, in caso di separazione o di divorzio, di fronte ad un padre immaturo, che fare? A chi bisogna rivolgersi per tutelare l’interesse del bambino?

Sia il tribunale ordinario sia la Cassazione si sono pronunciati in materia. E, ovviamente, non hanno trascurato un aspetto fondamentale, cioè quello che stabilisce che cosa si intende per immaturità di un genitore. Perché tutto deve partire da questa valutazione: quando si può dire che un padre è immaturo? Quando non riesce a prendere autonomamente una decisione o quando la prende per poi cambiare idea nell’arco di poco tempo? Quando non riesce a mantenere la famiglia? Oppure quando i mezzi ce li ha ma li dedica a soddisfare le proprie esigenze personali, anziché quelle di chi vive con lui? Partiamo proprio da qui per poi arrivare a scoprire che fare se un padre è immaturo secondo quanto dettato dai tribunali e dalla legge e se, in un caso come questo, si può chiedere l’affidamento esclusivo del minore all’altro coniuge.

Quando un padre è immaturo?

Una sentenza del tribunale di Salerno [1] ha elencato alcuni aspetti secondo i quali è possibile individuare un comportamento immaturo da parte di un padre. Il giudice campano cita, ad esempio, l’incapacità dell’uomo di assumersi delle responsabilità. «Aspetti di forte immaturità e narcisismo», si legge nella sentenza, che parla di inaffidabilità da un punto di vista economico e di scarsa costanza nelle visite ai figli, non rispettando i tempi fissati dal giudice per frequentarli.

Per non parlare dell’atteggiamento mostrato verso l’ex moglie anche davanti ai figli: chi accusa la madre dei bambini davanti a loro di non curarli a dovere, sostiene il tribunale, non dà segni di maturità. Si dimostra tale anche chi litiga sistematicamente con l’ex coniuge al telefono sempre in presenza dei figli, chi chiede proprio ai bambini se la donna abbia delle relazioni con altri uomini, chi interrompe il percorso di mediazione familiare.

In sostanza, secondo il giudice salernitano, l’immaturità del padre si dimostra quando costui tende a coinvolgere il figlio o i figli nelle discussioni con l’ex moglie, dimostrando in questo modo di non avere la capacità di tutelare l’interesse dei minori né di presentarsi a loro come affidabile figura di riferimento.

Padre immaturo: perde l’affidamento dei figli?

Secondo la Cassazione, il figlio di un padre immaturo deve essere affidato esclusivamente alla madre [2]. La decisione della Suprema Corte si basa su un concetto messo sempre al di sopra di qualsiasi altra cosa quando si deve stabilire con chi deve stare un minore in caso di separazione dei genitori: l’interesse del bambino.

È vero, ricordano gli Ermellini, che la situazione ideale è quella dell’affido condiviso, cioè la possibilità per i figli di frequentare entrambi i genitori per mantenere con loro un rapporto sereno e costruttivo, necessario per la crescita psico-fisica dei minori. Ma è altrettanto vero, sottolinea la Cassazione, che quando non c’è questa prospettiva occorre decidere diversamente.

Ciò che i giudici sostengono è che si ritiene «sostanzialmente travisato l’interesse superiore del minore cui, come noto, occorre dare preminenza, la cui portata, dev’essere intesa come non limitata all’intuibile o comprensibile desiderio del bambino di mantenere la bigenitorialità, ma in funzione del soddisfacimento delle sue oggettive, fondamentali e imprescindibili esigenze di cura, mantenimento, educazione, istruzione, assistenza morale, e della sua sana ed equilibrata crescita psicologica, morale e materiale».

Esigenze – continua la sentenza – che non sono soddisfatte quando c’è «scarso rilievo attribuito ai profili del mantenimento e della irregolarità e non assiduità delle frequentazioni paterne» e quando il figlio viene ripetutamente coinvolto nella conflittualità tra i genitori. Situazioni che si riflettono inevitabilmente in modo negativo «su sentimenti ed equilibri affettivi, personali e familiari e sui rapporti interpersonali e, dunque, dotati di rilevante influenza sullo stabilimento del regime di affidamento più consono, anche in prospettiva al figlio della coppia».

Da qui che il minore finisca, per forza, affidato a chi dei due genitori si dimostra più maturo e responsabile nei suoi confronti.


note

[1] Trib. civ. Salerno sent. n. 850/2020 del 03/03/2020.

[2] Cass. sent. n. 18559/2016 del 22.09.2016.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. IL mio ex era una persona irresponsabile. Eravamo molto giovani appena fidanzati. Quando gli ho detto che ero incinta lui ha cercato di tenere a tutti la cosa nascosta. Ero molto frustrata anche perché lui ha continuato la stessa vita di sempre. Sembrava che non riuscisse ad accettarlo e non mi è stato per nulla vicino, così ho messo fine a questa storia. Forse, un giorno gli farò vedere nostro figlio, se e solo il piccolo un giorno vorrà incontrarlo e mi chiederà di lui. Non vorrei mai che lui influenzasse il nostro bambino con le sue idee campate per aria, senza un lavoro, senza uno stipendio

  2. Dopo un matrimonio andato male, io e il mio ex ci siamo dapprima allontanati e abbiamo optato per l’affidamento condiviso. Io mi sono rifatta una vita con il mio nuovo compagno. Il mio ex non l’accettava ed ha iniziato a fare dispetti e usava nostro figlio per i suoi stupidi giochetti e alla fine tra strategie sbagliate e la comparsa della dipendenza da alcol lo avevano reso inidoneo per quello esclusivo così sono cambiate le cose fortunatamente

Rispondi a Fiorella Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube