Codice della strada: ecco le ultime novità

25 Settembre 2020
Codice della strada: ecco le ultime novità

Il testo, dopo aver fatto capolino alla Camera, torna in Commissione Trasporti. Polemica su alcune delle disposizioni contenute nelle oltre 100 pagine del provvedimento, in cantiere da tempo e che ha davanti ancora un lungo percorso prima di diventare legge. 

Una storia infinita che, sicuramente, non terminerà adesso, anzi: si allunga l’iter per l’approvazione del nuovo Codice della strada, ben lontano dall’ok definitivo. Dopo una breve apparizione alla Camera, il testo è tornato in Commissione Trasporti dove dovrà essere esaminato e modificato, prima di essere sottoposto ai due rami del Parlamento.

A chiederne il ritorno in Commissione, il relatore Diego De Lorenzis (Movimento 5 Stelle), «per tenere conto delle modifiche normative intercorse tra quando il provvedimento è approdato in Aula e oggi». Una decisione che ha fatto discutere, dal momento che si parla di un provvedimento sul quale si lavora da almeno dieci anni.

L’ultima versione, un testo unificato di oltre cento pagine, conteneva molte modifiche all’attuale Codice della strada, alcune delle quali sarebbero «un disastro», secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori.

Semaforo giallo 

Tra queste, la legalizzazione della durata del semaforo giallo a soli tre secondi, misura che lo stesso Dona, dalle colonne del Corriere della Sera, ritiene utile solo «a provocare incidenti e a far fare cassa ai comuni con i semafori vampiri». Il presidente dell’Unione nazionale consumatori obietta che servirebbero almeno 4 secondi per un incrocio sicuro.

«Il tempo di reazione per un conducente attento e pronto è di circa un secondo – ha ricordato Dona – durante il quale, se uno viaggia anche solo a 50 all’ora percorre già 15 metri, portandosi in prossimità del semaforo. Poi bisogna aggiungere lo spazio di frenatura, per un totale di 28 metri».

Smartphone, casco e cinture

Lotta senza quartiere all’uso dello smartphone alla guida, ma anche alla pessima pratica di non allacciare le cinture in auto o non indossare il casco in moto. Nel testo unificato, così come da ultima versione, è presente anche una multa da 422 euro a 1.697 euro per chi tiene il cellulare in mano mentre è al volante, con sospensione della patente da una settimana a 60 giorni, più taglio di 5 punti sulla patente. Per i recidivi, la multa può arrivare fino a 2.588 euro, con sospensione da uno a tre mesi e 10 punti in meno.

Si introduce l’obbligo del casco per i bambini sotto i 12 anni che viaggiano in bicicletta, a partire dal quarto mese successivo all’approvazione della legge. A chi viaggia su un veicolo a due ruote non si chiede solo di mettere il casco ma anche di farlo mettere al proprio passeggero. Idem per le automobili: cintura obbligatoria per chi guida, ma anche per i maggiorenni che gli sono accanto, dei quali il conducente è responsabile. Invece, non rispondono del mancato uso delle cinture da parte dei passeggeri gli autisti di taxi e noleggio con conducente, ma dovranno comunque avvisare chi viaggia con loro dell’obbligo di indossare la cintura, con cartelli o altri tipi di avviso.

Utenti vulnerabili e nuovo drug test 

La versione attuale del testo prevede anche l’istituzione di una particolare categoria di soggetti: l’«utenza vulnerabile», composta da ciclisti, pedoni, disabili e conducenti di motocicli e ciclomotori. Via libera, in questa versione del nuovo Codice ancora in fieri, a strisce bianche rialzate e porzioni colorate di marciapiede per segnalare le aree dedicate ai pedoni. Si pensa a più parcheggi dedicati alle donne incinte, che dovranno esporre il «contrassegno rosa» sul parabrezza.

Occhio a lasciare la macchina in sosta sulle aree adibite alla ricarica dei veicoli elettrici: si rischia la decurtazione di due punti della patente di guida. Multa (fino a 673 euro) e taglio dei punti (4, invece degli attuali 2) anche se si parcheggia nei posti riservati ai disabili. Questi ultimi avranno la possibilità di transitare sulle piste ciclabili con i loro veicoli motorizzati speciali.

Potrebbe cambiare anche il test per capire se il conducente di un veicolo è sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Il nuovo testo non approvato prevede la possibilità, per la polizia stradale, di prelevare un campione di saliva invece della mucosa del cavo orale, il che rende necessaria la presenza di un agente medico al momento del test.

Multe e pubblicità violente o sessiste

Qualora il testo dovesse essere approvato nella forma attuale, senza alcuna modifica, prevederebbe anche l’obbligo, per Comuni e Province, di trasparenza sul bilancio delle multe. Le istituzioni locali dovrebbero, cioè, pubblicare sul web, nei propri portali, il bilancio delle multe riscosse l’anno prima. All’autore della violazione dev’essere lasciato sul parabrezza del veicolo un foglietto di preavviso, per consentirgli di pagare l’importo ridotto nei cinque giorni dalla multa.

Stop anche alle pubblicità violente o sessiste sulle strade. Il testo attuale bandisce ogni forma di messaggio promozionale che contenga discriminazioni, stereotipi di genere o offese a gruppi etnici, politici, religiosi. Ammessa la pubblicità – sempre rigorosamente senza contenuti violenti – nelle rotatorie, ma servirà un decreto autorizzativo del ministero dei Trasporti.



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