Ammalarsi due volte di Covid: scoperti nuovi casi

25 Settembre 2020
Ammalarsi due volte di Covid: scoperti nuovi casi

In cinque Paesi si registrano reinfezioni di persone già positive nei mesi scorsi.

Ammalarsi una seconda volta di Coronavirus è possibile? L’esperienza dice di sì. In diversi Paesi, anche europei, di stanno verificando casi di reinfezione: gente che aveva già contratto il Sars-CoV-2 e che adesso si scopre nuovamente positiva.

Lo si legge su un report dell’Istituto nazionale Malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, di cui dà notizia l’agenzia di stampa Adnkronos. Il report fa riferimento a una pubblicazione dell’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, dove si passa in rassegna la casistica disponibile. In particolare, sarebbero 6 i casi di reinfezione in cinque Stati.

Il primo, scoperto da un gruppo di studiosi dell’Università di Hong Kong, ha riguardato una persona, un uomo di 33 anni, che è tornato positivo 142 giorni dopo il primo contagio. Era stato ricoverato in ospedale sul finire di marzo e poi dimesso a metà aprile. Il team di ricercatori ha notato che il soggetto ha contratto un ceppo di virus diverso da quello che aveva originariamente.

Secondo caso a Ferragosto: una persona che aveva già contratto il Covid è stata trovata positiva dopo un controllo all’aeroporto di Hong Kong. Veniva dalla Spagna e aveva fatto scalo in Gran Bretagna.

L’Università del Nevada, Reno School of Medicine e dal Nevada State Public Health Laboratory, ha segnalato il caso di un ragazzo di 25 anni, positivo ad aprile, con sintomi lievi, reinfettatosi il mese dopo, con questa volta una forma più grave di Covid-19.

In Virginia, Stati Uniti, un militare addetto ai servizi sanitari che si era già infettato il 21 marzo ha contratto di nuovo l’infezione a maggio. Il primo contagio era stato senza particolari conseguenze: era pressoché asintomatico. Durante il secondo, invece, ha accusato più sintomi.

Due i casi registrati in Belgio. Qui una donna si è infettata di nuovo a giugno dopo essere stata positiva a marzo. Anche stavolta, si è capito che si trattava di un nuovo ceppo di virus, con ben 11 mutazioni rispetto al precedente contagio. Idem in Olanda, dove l’Erasmus Medical Center di Rotterdam ha comunicato la reinfezione di un anziano, con un virus dal ceppo diverso nel secondo contagio rispetto al primo.

Stamattina, dai microfoni di Radio Cusano Campus, il viceministro Pierpaolo Sileri è tornato a lanciare un appello a sottoporsi al vaccino antinfluenzale, attualmente disponibile. Se nulla può fare direttamente contro il Coronavirus, può però certamente aiutare a distinguere un po’ di febbre dall’infezione polmonare. «Qualche polemica sulla carenza c’è stata. Conviene farlo. Conveniva anche prima quando non c’era il Covid, perché l’influenza fa 10mila morti diretti e indiretti l’anno, quest’anno è ancora più importante, consente di discriminare se i sintomi simil influenzali sono riferibili a qualcos’altro».



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