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Sindacati: cosa sono e quali sono i loro compiti

2 Dicembre 2020 | Autore:
Sindacati: cosa sono e quali sono i loro compiti

Le organizzazioni sindacali possono operare sia all’esterno sia all’interno dei luoghi di lavoro: come sono organizzate e quali funzioni svolgono.

Non c’è giorno che i mezzi di informazione non parlino dei sindacati ad esempio in relazione ad una vertenza che vede contrapposti i lavoratori metalmeccanici e i loro datori di lavoro oppure per uno sciopero indetto nel comparto della scuola o anche per un incontro fissato con il Governo per il rinnovo di un determinato contratto collettivo.

Pertanto, in relazione a una di queste ipotesi può sorgere spontanea la domanda: i sindacati cosa sono e quali sono i loro compiti? I sindacati sono delle organizzazioni il cui ruolo principale è quello di rappresentare e difendere i diritti dei lavoratori, di cui si fanno portavoce non solo con i vertici aziendali ma anche a livello governativo e presso le altre istituzioni nazionali e locali. È la stessa Costituzione che riconosce il diritto alla libertà sindacale stabilendo che l’organizzazione sindacale è libera [1].

Nell’ambito di tale diritto è possibile individuarne altri tre ugualmente fondamentali: quello di ogni persona di dare vita ad associazioni sindacali di lavoratori o di datori di lavoro appartenenti alla stessa categoria, quello di non aderire ad alcuna organizzazione sindacale e quello di costituire più organizzazioni sindacali per una stessa categoria, che comporta l’esistenza di più sindacati.

In particolare, per quanto attiene la facoltà dei lavoratori di svolgere attività sindacale, la stessa può avvenire all’esterno dei luoghi di lavoro attraverso i così detti sindacati extra-aziendali ed all’interno dei luoghi di lavoro, attraverso le rappresentanze sindacali (Rsa o Rsu).

Come sono nati i sindacati

Le prime associazioni di lavoratori nacquero a seguito della Rivoluzione industriale, nella seconda metà dell’ottocento in Inghilterra. Assunsero la forma di società di mutua assistenza e raggrupparono i lavoratori per categoria (trade unions). Prestarono assistenza ai consociati in caso di malattia, di infortunio o di licenziamento, grazie ai contributi minimi versati dai lavoratori e ai fondi elargiti da alcuni benefattori. Nonostante fossero state proibite sia in Francia sia in Inghilterra, continuarono ad operare in clandestinità.

In Italia, le prime associazioni di mutuo soccorso furono costituite nella prima metà dell’ottocento in alcune Regioni del centro-nord (Piemonte, Lombardia e Toscana). Agli inizi del novecento, grazie alla loro azione, si assistette alla stipula dei primi contratti collettivi e all’istituzione della giurisprudenza dei probiviri, una magistratura speciale formata dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro con il compito di risolvere le controversie secondo equità.

Durante il fascismo vennero, però, imposti i sindacati di regime (corporazioni); successivamente, nel 1927, le organizzazioni dei lavoratori vennero sciolte per essere nuovamente ricostituite nel 1944 come Confederazione italiana del lavoro (Cgil unitaria). Quest’ultima venne poi suddivisa in più organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil), secondo l’ideologia politica che le ispirava. Attualmente, accanto a queste organizzazioni sindacali esistono anche i sindacati dei lavoratori autonomi (la Confartigianato, la Confesercenti) e le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro (Confindustria, Confagricoltura, Confcommercio, ecc.).

Sindacati: cosa sono e quali sono i loro compiti

I sindacati sono delle associazioni che hanno come obiettivo principale quello di rappresentare i lavoratori, tutelandone gli interessi attraverso la firma di contratti collettivi. A tal proposito, è opportuno ricordare che i contratti collettivi sono degli accordi vincolanti, attraverso i quali si regolamenta il trattamento economico (salario, ferie, orario di lavoro) e normativo dei lavoratori (sicurezza sul lavoro, possibilità di effettuare assemblee, ecc.).

Esistono due tipi di contratti collettivi, ovvero quelli:

  1. di primo livello, validi per tutto il territorio nazionale (contratti collettivi nazionali);
  2. e di secondo livello, validi in riferimento ad un territorio circoscritto o per determinate realtà aziendali.

I contratti collettivi nazionali (Ccnl) regolamentano il rapporto di lavoro per tutte le aziende che appartengono ad uno specifico settore; i contratti collettivi territoriali regolano, invece, i rapporti di lavoro con le aziende che appartengono ad un determinato territorio, di solito una Regione. I contratti collettivi aziendali regolano i rapporti di lavoro all’interno di una data azienda.

I sindacati hanno altri compiti oltre a quello relativo alla stipula dei contratti collettivi; in particolare:

  • verificano che le aziende rispettino le normative dettate per lo svolgimento delle proprie attività e i diritti dei lavoratori;
  • raccolgono le richieste dei lavoratori e ne tutelano gli interessi collettivi;
  • forniscono assistenza nelle controversie di lavoro, supportando i lavoratori nelle cause di licenziamento e nel caso di procedimenti disciplinari;
  • controllano i documenti relativi al rapporto di lavoro e le buste paga;
  • assistono e tutelano i diritti dei lavoratori nei confronti degli enti previdenziali e assicurativi (Inps e Inail);
  • offrono consulenza ed assistenza per il disbrigo di pratiche burocratiche e fiscali;
  • organizzano corsi di formazione e di qualificazione professionale per i lavoratori disoccupati;
  • organizzano manifestazioni e scioperi a livello nazionale e territoriale.

Come sono organizzati i sindacati

I sindacati, dal punto di vista giuridico, sono delle associazioni non riconosciute, alle quali si applicano le norme previste per tali tipi di organizzazioni dal codice civile o dalle leggi dello Stato.

I sindacati sono organizzati secondo:

  • una struttura verticale, in base alla categoria merceologica, al settore produttivo (ad esempio metalmeccanica, commercio, edilizia, ecc.) o per ramo d’industria. In tale struttura rientrano i sindacati e le federazioni di categoria del settore produttivo che compongono le confederazioni;
  • ed una struttura orizzontale, che comprende tutti i lavoratori dei vari settori produttivi presenti in un determinato territorio. La struttura orizzontale è costituita dalle strutture intersettoriali o confederali, dove si riuniscono tutte le strutture associative del sindacato quali ad esempio gli organismi di ricerca o quelli di formazione.

La struttura verticale e quella orizzontale confluiscono nella confederazione. Attualmente, le confederazioni italiane più importanti sono:

  1. la Cgil, di ispirazione comunista e socialista;
  2. la Cisl, di ispirazione cattolica;
  3. la Uil, di ispirazione socialdemocratica.

Come funzionano i sindacati

I sindacati si finanziano attraverso i contributi versati dagli associati, la cosiddetta quota sindacale. La stessa, calcolata in base alla retribuzione dei dipendenti, viene trattenuta direttamente in busta paga dal compenso del lavoratore e versata dall’azienda al sindacato direttamente per conto del lavoratore. Di solito la trattenuta si aggira intorno al 1% dello stipendio lordo.

Se previsto dal regolamento interno, alla quota sindacale può aggiungersi una quota associativa iniziale.

Come avviene l’iscrizione ai sindacati

Il lavoratore può scegliere liberamente il sindacato al quale iscriversi così come può decidere di non iscriversi ad alcuno di essi. Di solito per l’iscrizione, occorre compilare dei moduli online, che si trovano sui siti dei diversi sindacati, e successivamente recarsi nella sede territoriale per perfezionare la procedura. In alternativa è possibile recarsi direttamente presso la sede territoriale. L’iscrizione si rinnova automaticamente di anno in anno senza bisogno di doverne sottoscrivere una nuova.

Cosa sono le Rappresentanze sindacali aziendali

Le Rappresentanze sindacali aziendali (Rsa) sono delle organizzazioni attraverso le quali il sindacato è presente in un’azienda. Possono essere istituite dai lavoratori in ogni unità produttiva nell’ambito delle associazioni sindacali che sono firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nell’unità produttiva medesima.

Nelle aziende dove sono presenti più unità produttive, le Rsa possono costituire degli organi di coordinamento.

Le Rappresentanze sindacali aziendali sono applicabili in tutti i settori economici, eccezion fatta per i datori di lavoro non imprenditori (associazioni con fini politici, sindacali, ricreativi e sportivi).

Cosa sono le Rappresentanze sindacali unitarie

La Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) stanno progressivamente prendendo il posto delle Rappresentanze sindacali aziendali. Sono delle organizzazioni previste e disciplinate dagli accordi interconfederali tra sindacati e Confindustria e Confcommercio, applicabili alle aziende del settore industriale e del commercio.

Le Rsu hanno il compito di negoziare sulle materie rinviate a livello aziendale in conformità a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali.

Quali diritti sono riconosciuti alle Rappresentanze sindacali aziendali

La legge [2] riconosce specifici diritti alle Rappresentanze sindacali aziendali purché in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto siano presenti più di 15 dipendenti (5 per le imprese agricole). Se non si raggiunge tale soglia minima di lavoratori, viene preso come riferimento il territorio comunale.

I diritti riconosciuti alle Rsa e alle Rsu legittimamente costituite sono:

  • collettivi (vedi il diritto di assemblea e di affissione);
  • ed individuali (si pensi al proselitismo ed al divieto di discriminazione).

Per quanto attiene ai diritti collettivi, in particolare quello di assemblea consiste nella possibilità riconosciuta a ciascun lavoratore, aderente o meno al sindacato, di partecipare alle riunione indette per discutere di problemi di natura contrattuale e sindacale. Le assemblee possono svolgersi durante l’orario di lavoro all’interno della stessa azienda e nel limite di 10 ore annue retribuite o anche fuori dall’orario di lavoro, senza alcun limite temporale.

Il diritto di affissione si esplica nella facoltà riconosciuta ai sindacati aziendali di affiggere in appositi spazi, comunicazioni relative a materie sindacali e di diritto del lavoro. Le aziende devono predisporre gli spazi dove è possibile l’affissione, accessibili a tutti i dipendenti. Le unità produttive con più di 200 lavoratori devono mettere a disposizione dei sindacati aziendali, gratuitamente e in via permanente, un locale comune all’interno dello stabilimento o nelle immediate vicinanze.

In relazione ai diritti individuali, i dipendenti possono svolgere attività di proselitismo all’interno dei luoghi di lavoro purché non rechino pregiudizio allo svolgimento dell’attività di impresa.

In merito al divieto di discriminazione, all’interno dei luoghi di lavoro è vietato qualsiasi atto, accordo o comportamento dei datori di lavoro che determinano un trattamento peggiore di alcuni dipendenti rispetto agli altri, derivanti da motivi sindacali. Allo stesso modo, è vietata la concessione di trattamenti economici più vantaggiosi a favore solo di alcuni lavoratori, dettati da motivi sindacali. Inoltre, i lavoratori non possono essere licenziati per l’iscrizione ad un sindacato. Se ciò dovesse avvenire, i datori di lavoro dovranno reintegrarli nel posto di lavoro e saranno tenuti a risarcire loro i danni subiti.

I datori di lavoro, altresì, non possono impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale nonché del diritto di sciopero, trattandosi di una condotta antisindacale.


note

[1] Art. 39 Cost.

[2] L. n. 300/1970.


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