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Vizio strutturale: ultime sentenze

29 Settembre 2020
Vizio strutturale: ultime sentenze

Presunzione di responsabilità del proprietario; riconducibilità del danno ad anomale iniziative del conduttore o al fatto del terzo; danni causati a terzi da cose in custodia.

Abuso edilizio

Anche dopo la declinazione normativa dei casi di nullità, di cui all’art. 21 septies, l. n. 241/1990, e di annullabilità di un provvedimento amministrativo, di cui al successivo art. 21 octies, l. n. 241 del 1990, l’elemento di indeterminatezza costituito dalla mancanza del numero progressivo e della data dell’ordinanza demolitoria gravata non costituisce né un vizio strutturale né un vizio di illegittimità dell’atto bensì una mera irregolarità non invalidante e comunque sanabile. Ne è prova il fatto che non sussistono le ragioni di incertezza dell’azione amministrativa, la quale, al più, ove sussistente, avrebbe effetti eventuali e limitati sul decorso del termine breve, posto a pena di decadenza, per proporre ricorso in sede giurisdizionale.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 03/05/2018, n.2989

Vizio strutturale dell’immobile

In tema di danni causati a terzi da cose in custodia ai sensi dell’art. 2051 c.c., originati da un immobile condotto in locazione, sussiste la responsabilità del proprietario ove detti danni siano derivati da vizio strutturale del bene, che investa le mura od impianti ivi conglobati, dovendosi presumere che il conduttore sia stato immesso in queste condizioni nella disponibilità della “res locata”.

Al contrario, la riconducibilità del menzionato vizio alle anomale iniziative dello stesso conduttore può assumere rilievo qualora essa sia dimostrata dal proprietario ai fini della rivalsa o quale caso fortuito, idoneo ad esonerare il locatore da responsabilità, ma solo nei limiti, tipici del “fatto del terzo” ex art. 2051 c.c., in cui tale riconducibilità, rivelandosi come autonoma, eccezionale, imprevedibile ed inevitabile, risulti dotata di efficacia causale esclusiva nella produzione dell’evento lesivo.

Cassazione civile sez. III, 26/11/2019, n.30729

Vizio strutturale palesemente occulto

Non può essere attribuita nessuna responsabilità, neppure a titolo di concorso, per i danni subiti dal conduttore derivanti da un difetto dell’immobile – un vizio strutturale palesemente occulto. Ed infatti, se al momento della consegna al conduttore medesimo, il locatore ignorava senza colpa l’esistenza del difetto (nella specie il cattivo funzionamento di un pluviale incassato nella muratura che aveva determinato notevoli infiltrazioni, ed allagamenti, all’immobile locato), l’obbligo del risarcimento dei danni grava sul soggetto che ha costruito e venduto l’immobile (poi locato dall’acquirente). Tale terzo soggetto, è tenuto, dunque, a risarcire tutti i danni occorsi all’immobile, la misura dei quali deve essere valutata, peraltro, anche in base alla tempestività con cui tali danni sono stati denunciati. Ed infatti il conduttore – detentore quindi del bene – può eseguire direttamente, ai sensi dell’art. 1577 c.c., le riparazioni urgenti e chiedere di queste il rimborso al locatore senza aspettare, cioè, che il bene si deteriori in maniera sempre più grave.

Corte appello Genova sez. II, 07/01/2008, n.1

Vizi gravi che alterano la possibilità di godimento della cosa acquistata

Qualora il bene compravenduto presenti dei vizi gravi che interessano un elemento strutturale essenziale che ne altera la stessa integrità e la possibilità di godimento (nella specie: l’autovettura compravenduta presentava un vizio allo scambiatore di calore del cambio ove passa il liquido refrigerante), il compratore non ha diritto alla riduzione ad equità quando non provi l’incidenza del vizio riscontrato sul valore del bene al momento dell’acquisto, ma ha diritto al risarcimento dei danni ex art. 1494 c.c. (nella specie: le voci che sono state riconosciute a titolo di risarcimento dei danni sono spese per riparazione veicolo, per anomalia del cambio e per noleggio auto, non il fermo tecnico poiché l’utilizzo della vettura a noleggio esclude in radice il riconoscimento di detta voce di danno).

Tribunale Foggia sez. II, 07/10/2019, n.2248

La mancata indicazione di un abuso edilizio nell’ordinanza demolitoria 

Anche dopo la declinazione normativa dei casi di nullità, di cui all’art. 21 septies, l. n. 241/1990, e di annullabilità di un provvedimento amministrativo, di cui al successivo art. 21 octies, l. n. 241 del 1990, l’elemento di indeterminatezza costituito dalla mancanza del numero progressivo e della data dell’ordinanza demolitoria gravata non costituisce né un vizio strutturale né un vizio di illegittimità dell’atto bensì una mera irregolarità non invalidante e comunque sanabile. Ne è prova il fatto che non sussistono le ragioni di incertezza dell’azione amministrativa, la quale, al più, ove sussistente, avrebbe effetti eventuali e limitati sul decorso del termine breve, posto a pena di decadenza, per proporre ricorso in sede giurisdizionale.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 03/05/2018, n.2989

L’esistenza di un vizio di tipo strutturale

La notifica della citazione in appello, non seguita da iscrizione a ruolo, non consuma il potere d’impugnazione, atteso che la consumazione presuppone, al tempo della proposizione della seconda impugnazione, l’esistenza di una declaratoria di inammissibilità o improcedibilità della precedente; ne consegue che, in assenza di tale declaratoria, la riproposizione di un’impugnazione della medesima specie, di contenuto identico o diverso, è condizionata dal carattere sostitutivo del secondo gravame, dall’esistenza di un vizio, di tipo strutturale o funzionale, del primo gravame, nonché dalla tempestività, da valutarsi, anche in caso di mancata notificazione della sentenza, in relazione al termine breve decorrente dalla data di proposizione della prima impugnazione, che equivale alla conoscenza legale della decisione impugnata.

Cassazione civile sez. III, 04/12/2012, n.21717

Difformità dell’immobile rispetto al progetto approvato

Allorquando la compravendita abbia per oggetto un immobile costruito in difformità del progetto edilizio approvato, non si ha nullità del contratto per illiceità o impossibilità dell’oggetto nè vizio della cosa venduta, secondo la previsione dell’art. 1490 c.c., non vertendosi in tema di anomalia strutturale della cosa stessa, bensì si verifica una fattispecie riconducibile al paradigma dell’art. 1489 c.c. per il quale il compratore può chiedere la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo, quando la cosa risulti gravata da oneri o diritti reali o personali non apparenti che ne diminuiscano il libero godimento.

Pertanto, quando, in conseguenza della accertata difformità della costruzione rispetto al progetto edilizio sopraggiunga l’ordine amministrativo di demolizione dell’opera illegittima, si producono gli effetti sostanziali dell’evizione totale o parziale (art. 1483, 1484 c.c.), a seconda che sia disposta la eliminazione integrale o soltanto per una parte della costruzione, e, quindi, il venditore, anche se non tenuto alla garanzia per essere l’acquirente a conoscenza della difformità dell’immobile rispetto al progetto approvato, dovrà pur sempre restituire a quest’ultimo il prezzo e rimborsargli le spese, salvo il caso in cui la compravendita sia stata conclusa a rischio e pericolo del compratore.

Cassazione civile sez. II, 06/12/1984, n.6399



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