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Danno arrecato a terzi: ultime sentenze

27 Settembre 2020
Danno arrecato a terzi: ultime sentenze

Efficacia vincolante del giudizio civile; danno patrimoniale indiretto; accertamento della responsabilità amministrativa.

Giudizio di responsabilità

L’azione contabile trae origine da un rapporto di natura pubblica (di impiego o di servizio), per cui il dipendente viene chiamato non già per il danno arrecato a terzi, bensì per quello arrecato alla p.a. e la sua obbligazione trova fondamento e disciplina in specifiche norme (art. 82 r.d. 18 novembre 1923 n. 2440; art. 52 r.d. 14 luglio 1934 n. 1214; art. 18 d.P.R. 10 gennaio 1957 n. 3), affatto diverse da quelle civilistiche. Pertanto, in ipotesi di danno indiretto il giudice contabile, pur potendo trarre dal giudizio civile elementi utili di cognizione ai fini dell’accertamento della responsabilità amministrativa, non è da esso vincolato, e l’intervenuta pronuncia del giudice civile non impedisce a quello contabile una diversa valutazione dei medesimi fatti dai quali è scaturito il danno indiretto.

Corte Conti sez. III, 13/04/2005, n.184

Danno dei pubblici dipendenti

Va esclusa la giurisdizione della Corte dei conti nei confronti di magistrato per il danno recato direttamente allo Stato o ad altro ente pubblico nell’esercizio di attività giudiziaria, in quanto nei confronti del medesimo che, nell’esercizio della funzione giurisdizionale medesima non è legato da rapporto di impiego o di servizio ma è soggetto soltanto alla legge, non possono trovare applicazione le norme che disciplinano la responsabilità amministrativa per danno dei pubblici dipendenti, mentre la responsabilità dei magistrati resta circoscritta alle ipotesi prese in considerazione dalla l. n. 117 del 1988 che prevede, da una parte, una limitata azione di rivalsa dello Stato per il danno arrecato a terzi e, dall’altra, la responsabilità diretta nella sola ipotesi di danni derivanti da reato, la cui conoscenza è riservata al giudice ordinario (fattispecie relativa a magistrato chiamato a risarcire il danno arrecato ad un ente locale per aver, erroneamente, emanato un decreto ingiuntivo per una somma maggiore di quella indicata nella fattura annessa all’istanza di ingiunzione).

Corte Conti, (Sicilia) sez. reg. giurisd., 06/12/1995, n.394

Danno arrecato a terzi

Ai fini dell’esercizio del potere riduttivo dell’addebito, in ipotesi di attività, potenzialmente di danno, nelle quali l’entità delle conseguenze lesive costituisce variabile indipendente rispetto al comportamento tenuto, va preso in considerazione anche l’altro indice di rischiosità proprio connesso all’uso di mezzi e strumenti necessari per lo svolgimento di tali attività (fattispecie di danno arrecato a terzi a seguito di irregolare maneggio di arma da fuoco).

Corte Conti sez. I, 10/12/1993, n.153

Condanna della PA a risarcire danni a terzi

Sussiste il danno patrimoniale indiretto causato al Ministero dell’interno a seguito di condanna in giudicato dello stesso al pagamento in sede civile di ingente somma a titolo risarcitorio per il danno arrecato a terzi per l’assai negligente condotta illecita (ferita dolosa al capo con arma da fuoco) di un poliziotto in situazione di occasionalità necessaria con compiti d’ufficio.

Corte Conti, (Lombardia) sez. reg. giurisd., 15/12/2006, n.688

Responsabilità civile della PA

Il giudicato civile affermativo di responsabilità della p.a. per un danno arrecato a terzi in correlazione causale con la condotta e l’attività posta in essere da agenti pubblici non esercita efficacia vincolante nel giudizio di responsabilità, essendo un mero presupposto per l’azione della Procura; nel senso che, dall’affermazione della responsabilità civile della p.a. non consegue – come esito ex se necessario – la responsabilità dei dipendenti e, anzi, il giudice contabile può e deve rivalutare il comportamento del soggetto convenuto per verificarne la gravità dell’elemento soggettivo che sola potrebbe giustificare una sua condanna.

Corte Conti, (Lazio) sez. reg. giurisd., 03/04/2014, n.312

Il risarcimento del danno arrecato a terzi

In una fattispecie tipica di danno cd. indiretto, l’antigiuridicità del danno assume una specifica valenza in quanto connessa all’esistenza di una sentenza di condanna al risarcimento del danno arrecato a terzi emessa dal giudice civile nei confronti dell’ente, da cui derivi un esborso non corrispondente ad alcuna pubblica utilità acquisita.

Corte Conti, (Campania) sez. reg. giurisd., 08/04/2010, n.558

Il giudizio di responsabilità

Nel giudizio di legittimità amministrativo-contabile occorre procedere ad un’autonoma valutazione della risarcibilità del danno, il cui verificarsi, con il pagamento al terzo, costituisce mero presupposto per l’azione di rivalsa e, quindi, alcun vincolo discende dal giudicato civile. Pertanto il giudicato civile, che abbia affermato essere responsabile la p.a. per danno arrecato a terzi – danno casualmente collegato alla attività posta in essere dal dipendente – non ha efficacia vincolante nel giudizio di responsabilità.

Corte Conti, (Sicilia) sez. reg. giurisd., 07/06/2007, n.1488

Vincolo derivante da previo giudicato civile

Il giudicato civile che abbia affermato essere responsabile la Pubblica Amministrazione per danno arrecato a terzi – danno, è evidente, causalmente collegato ad attività posta in essere da agenti pubblici – non ha efficacia vincolante nel giudizio di responsabilità, anche se il giudice contabile può avvalersene ai fini della formulazione di un suo autonomo convincimento rispetto all’an ed al quantum della pretesa risarcitoria azionata dal Pubblico Ministero contabile.

Corte Conti, (Sicilia) sez. reg. giurisd., 13/06/2006, n.1488

Prescrizione del diritto dell’amministrazione al risarcimento

In ipotesi di danno arrecato a terzi di cui l’amministrazione sia tenuta a rispondere, la prescrizione del diritto dell’amministrazione al risarcimento nei confronti del proprio dipendente autore del fatto lesivo, inizia a decorrere dal momento in cui sorge l’obbligo per la p.a. di pagare l’indennizzo in forza di sentenza passata in giudicato o di transazione approvata nei modi di legge.

Corte Conti sez. II, 08/11/1978, n.209



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