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Opponibilità creditori: ultime sentenze

27 Settembre 2020
Opponibilità creditori: ultime sentenze

Formazione dello stato passivo fallimentare; giudizio di accertamento; opponibilità degli atti alla massa dei creditori.

Opponibilità della cessione ai creditori del cedente

La disciplina dettata dalla l. n. 52/91 detta un regime di opponibilità della cessione ai creditori del cedente e al fallimento di quest’ultimo di favore per le imprese autorizzate all’attività di factoring, utilizzabile in via alternativa a quello delineato dal diritto comune (art. 2914, n. 2 c.c. ed art. 45 l.fall., fondato sulla regola dell’anteriorità di data certa della notifica della cessione alla sentenza dichiarativa ovvero dell’accettazione sempre di data certa della medesima da parte del debitore ceduto).

Corte appello Venezia sez. I, 03/08/2020, n.1963

Ricognizione del debito e promessa di pagamento

La ricognizione di debito avente data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento del suo autore è opponibile alla massa dei creditori, in quanto deve presumersi l’esistenza del rapporto fondamentale, salva la prova – il cui onere grava sul curatore fallimentare – della sua inesistenza o invalidità.

Cassazione civile sez. I, 20/04/2018, n.9929

Concordato e marchi industriali: opponibilità della trascrizione ai creditori concorsuali

L’art. 45 l. fall., applicabile anche alla procedura concordataria ex art. 169 l. fall., stabilisce che le formalità necessarie per rendere opponibili gli atti ai terzi, se compiute dopo la data della dichiarazione di fallimento, sono senza effetto rispetto ai creditori, con ciò ricavandosi la regola secondo cui, affinché un atto, che necessiti di determinate formalità pubblicitarie per rendersi opponibile ai terzi, divenga opponibile anche ai creditori fallimentari o concordatari, è necessario che le anzidette formalità siano eseguite prima della data di presentazione della richiesta di concordato.

L’art. 138 co. 1 lett. h) CPI prevede, a sua volta, che le azioni di risoluzione aventi ad oggetto diritti di proprietà industriale, devono essere trascritte affinché gli effetti della trascrizione della sentenza risalgano alla data della trascrizione della domanda giudiziale. Coniugando le due disposizioni normative, emerge che la trascrizione delle domande giudiziali relative a marchi rende opponibile ai creditori concorsuali la sentenza che l’abbia accolta, soltanto se la formalità suddetta sia stata eseguita prima del deposito della proposta.

Tribunale Bologna sez. IV, 14/05/2020, n.762

Esecuzione in forma specifica e opponibilità alla massa dei creditori

E’ opponibile alla massa dei creditori la sentenza di trasferimento pronunciata ai sensi dell’art. 2932 c.c., in caso di trascrizione della domanda anteriormente a quella della sentenza dichiarativa del fallimento del promittente venditore; di contro, se la domanda trascritta non viene accolta, l’effetto prenotativo della trascrizione della domanda cessa, con la conseguente opponibilità all’attore della sentenza dichiarativa di fallimento rendendo, in tal modo, efficace, nei suoi confronti, la scelta del curatore di sciogliersi dal rapporto.

Tribunale Terni, 01/04/2020, n.240

Dichiarazione di fallimento

La ricognizione di debito avente data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento del suo autore è opponibile alla massa dei creditori, in quanto deve presumersi l’esistenza del rapporto fondamentale, salva la prova – il cui onere grava sul curatore fallimentare – della sua inesistenza o invalidità.

Cassazione civile sez. VI, 04/02/2020, n.2431

Efficacia endoconcorsuale del decreto

Nella formazione dello stato passivo fallimentare, il giudizio di accertamento è caratterizzato dall’opponibilità degli atti alla massa dei creditori e da una posizione marginale del fallito, privo di mezzi per impugnare la decisione del giudice delegato. Deriva da quanto precede, pertanto, che il decreto di sua esecutività reso da quest’ultimo ha – pur in assenza di specifica previsione nel regime della legge fallimentare anteriore all’introduzione dell’ultimo comma dell’articolo 96 della legge fallimentare con il decreto legislativo n. 5 del 2006 – efficacia endoconcorsuale, e altrettanto dicasi per le sentenze che, nel medesimo regime, concludono i giudizi a cognizione ordinaria previsti per l’accertamento del passivo.

Cassazione civile sez. I, 06/04/2018, n.8484

Opponibilità cessione del credito ai creditori concorrenti: condizioni

In tema di cessione del credito, la cessione è opponibile ai creditori concorrenti soltanto se tali crediti , sorti dopo il perfezionamento della cessione, siano divenuti esigibili prima del pignoramento o della declaratoria di fallimento.

Tribunale Ancona sez. II, 11/03/2018

Creditori del concordato preventivo del cedente

Dalla lettura degli artt. 169 e 45 L.F., in combinato disposto con l’art. 2914 n. 2 c.c., discende che ai creditori dell’imprenditore cedente possono essere opposte soltanto quelle cessioni di credito che siano state notificate al debitore ceduto o dal medesimo accettate con atto di data certa anteriore alla data di presentazione della domanda di concordato preventivo; il disposto dell’art. 2914 n. 2 c.c. – secondo cui sono inefficaci nei confronti del creditore pignorante e dei creditori che intervengono nell’esecuzione le cessioni di credito che, sebbene anteriori al pignoramento, siano state notificate al debitore o da lui accettate dopo il pignoramento – opera, pertanto, anche nei casi in cui il creditore cedente sia in fallimento o in concordato preventivo.

Tribunale Reggio Emilia sez. II, 12/10/2017, n.1074

Impignorabilità dei beni costituiti in fondo patrimoniale

L’onere della prova dei presupposti di applicabilità dell’art. 170 c.c. grava su chi intenda avvalersi del regime di impignorabilità dei beni costituiti in fondo patrimoniale, sicchè, ove sia proposta opposizione, ex art. 615 c.p.c., per contestare il diritto del creditore ad agire esecutivamente, il debitore opponente deve dimostrare non soltanto la regolare costituzione del fondo e la sua opponibilità al creditore procedente, ma anche che il suo debito verso quest’ultimo venne contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia, a tal fine occorrendo che l’indagine del giudice si rivolga specificamente al fatto generatore dell’obbligazione, a prescindere dalla natura della stessa.

Pertanto, i beni costituiti in fondo patrimoniale non potranno essere sottratti all’azione esecutiva dei creditori quando lo scopo perseguito nell’obbligarsi fosse quello di soddisfare i bisogni della famiglia, da intendersi non in senso meramente oggettivo ma come comprensivi anche dei bisogni ritenuti tali dai coniugi in ragione dell’indirizzo della vita familiare e del tenore prescelto, in conseguenza delle possibilità economiche familiari.

Cassazione civile sez. III, 28/10/2016, n.21800

L’opponibilità della sentenza alla massa dei creditori

Le domande principali (prodromiche) di simulazione e risoluzione contrattuale, trascritte anteriormente alla dichiarazione di fallimento della parte convenuta in giudizio, proseguono legittimamente con il rito ordinario attesa l’opponibilità della relativa sentenza alla massa dei creditori in ragione dell’effetto prenotativo della trascrizione, mentre le pretese, accessorie, di restituzione e risarcimento del danno devono necessariamente procedere, previa separazione dalle prime, nelle forme degli art. 93 e ss. l.fall., in quanto assoggettate alla regola del concorso e non suscettibili di sopravvivere in sede ordinaria.

Cassazione civile sez. I, 29/02/2016, n.3953

Onere della prova a carico del creditore

Nel caso di trasferimento di un’azienda bancaria (o di un ramo di azienda), il cessionario, nelle controversie aventi ad oggetto rapporti compresi in quell’azienda (o ramo d’azienda), assume la veste di successore a titolo particolare, con applicazione delle disposizioni dettate dall’art. 111 cod. proc. civ., senza che assuma rilievo, a tal fine, l’art. 58 del d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385, il quale non implica la perdita della legittimazione sostanziale e processuale della banca cedente, ma ha unicamente l’effetto di derogare, nello specifico settore bancario, alla disciplina dettata dal codice in tema di opponibilità ai creditori della cessione dei debiti in caso di trasferimento dell’azienda.

Ne consegue che, in caso di procedura esecutiva intrapresa nei confronti di soggetto diverso da quello indicato nel titolo, spetta al creditore procedente allegare e dimostrare l’effettiva estensione soggettiva del titolo esecutivo ovvero che l’esecuzione era stata intrapresa nei confronti del successore “ex latere debitoris”.

Cassazione civile sez. III, 26/08/2014, n.18258



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