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Quante assenze per malattia si possono fare in un anno?

27 Settembre 2020
Quante assenze per malattia si possono fare in un anno?

Il lavoratore è destinatario di un’apposita tutela contro il licenziamento quando è assente per malattia.

Sei assente dal lavoro da molto tempo a causa del protrarsi di una lunga malattia. Temi che il perdurare dello stato morboso possa danneggiarti sul posto di lavoro. Vuoi sapere se c’è un numero massimo di giorni di assenza per malattia ogni anno.

Quando un lavoratore viene colpito da una malattia che gli impedisce di recarsi regolarmente al lavoro siamo in presenza di un evento, indipendente dalla volontà delle parti, che rende momentaneamente impossibile l’esecuzione del contratto di lavoro. Proprio per questo la legge offre al lavoratore la possibilità di stare a casa senza recarsi al lavoro.

Ma quante assenze per malattia si possono fare in un anno? Come vedremo, la tutela del lavoratore durante la malattia non dura all’infinito ma solo entro un determinato arco temporale che viene generalmente fissato dai contratti collettivi di lavoro. Se, allo scadere di tale periodo, l’assenza per malattia dovesse protrarsi il lavoratore rischia di essere licenziato.

Malattia del dipendente: cosa si intende?

Nel rapporto di lavoro, quando si parla di malattia del dipendente, ci si riferisce ad ogni alterazione del suo stato di salute che non gli permetta di svolgere regolarmente la prestazione di lavoro prevista nel contratto di assunzione.

La malattia “congela” il rapporto di lavoro in quanto esonera il lavoratore dall’esecuzione dell’attività lavorativa e il datore di lavoro dal pagamento della retribuzione.

Il primo diritto del lavoratore in malattia è, dunque, quello di assentarsi per tutto il periodo previsto dal medico curante e indicato nel certificato telematico di malattia.

Il secondo diritto del lavoratore in malattia è ricevere una indennità economica, quando ne ricorrono i presupposti, a carico dell’Inps. Alcuni contratti collettivi di lavoro prevedono che questo emolumento debba essere integrato con un’ulteriore somma di denaro a carico del datore di lavoro.

Malattia del dipendente: i doveri del lavoratore

Il lavoratore che si ammala e non può recarsi al lavoro non ha solo diritti ma anche degli obblighi da rispettare. In particolare, prima che inizi il turno lavorativo, il lavoratore deve comunicare prontamente al datore di lavoro la sua assenza per malattia con qualsiasi mezzo idoneo. Inoltre, deve recarsi immediatamente dal proprio medico e farsi rilasciare il certificato telematico di malattia.

Il codice identificativo del certificato dovrà essere inviato al datore di lavoro il quale, accedendo all’apposito portale Inps, potrà scaricare l’attestazione di malattia.

Il dipendente, durante l’assenza per malattia, deve inoltre farsi trovare a casa durante le fasce di reperibilità. In tale lasso temporale potrebbe, infatti, ricevere una visita del medico fiscale Inps e, in caso di assenza, subirebbe delle penalizzazioni sia economiche che disciplinari.

Infine, il giorno successivo alla scadenza del periodo di prognosi, il lavoratore deve riprendere regolarmente servizio.

Quante assenze per malattia si possono fare in un anno?

Un’altra importante tutela del lavoratore durante il periodo di assenza per malattia è rappresentata dal divieto di licenziamento. La legge [1], infatti, prevede che il lavoratore in malattia non possa essere licenziato per un periodo di tempo detto periodo di comporto la cui durata è determinata generalmente dai contratti collettivi di lavoro. In questo periodo, l’azienda può licenziare il dipendente solo se ricorre una giusta causa di licenziamento o se viene completamente cessata l’attività aziendale.

Ma quanto dura il periodo di tutela contro il licenziamento? Il periodo di comporto, individuato dai contratti collettivi, non dura all’infinito. Ne consegue che, se alla fine dello stesso il lavoratore continua ad essere assente per malattia, l’azienda può intimargli il licenziamento per superamento del periodo di comporto.

Per sapere il numero di assenze per malattia che possono essere fatte in un anno dal lavoratore occorre, dunque, consultare la disciplina prevista dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro.

Il Ccnl Commercio, ad esempio, [2] prevede che il lavoratore non in prova abbia diritto, in caso di assenza per malattia, alla conservazione del posto di lavoro per un periodo massimo di 180 giorni nell’anno solare.

Alcuni contratti collettivi, inoltre, prevedono la possibilità per il lavoratore, alla fine del periodo di comporto, di chiedere un ulteriore periodo di assenza per malattia, con la garanzia del posto di lavoro, detto aspettativa non retribuita per malattia.

In questo caso, il lavoratore mantiene il posto di lavoro ma non matura il diritto alla retribuzione né ad alcun altro istituto legale e contrattuale. Se anche alla fine dell’aspettativa non retribuita per malattia lo stato morboso perdura e il lavoratore continua ad essere assente potrà essere licenziato per superamento del periodo di comporto.


note

[1] Art. 2110 cod. civ.

[2] Art. 175, Ccnl Commercio.


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