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Giocare soldi a carte in casa con gli amici è reato?

27 Settembre 2020 | Autore:
Giocare soldi a carte in casa con gli amici è reato?

Giochi con vincite in denaro: sono legali? È reato giocare d’azzardo in un luogo privato? Si può organizzare un torneo in casa?

Quante volte ti sei trovato a casa di amici per fare una partita a poker oppure a scala quaranta? E quante volte, per rendere il gioco più eccitante, avete deciso di puntare soldi veri? Ebbene, questa condotta, apparentemente normale e innocua, potrebbe costituire un illecito, perfino un reato, soprattutto se il gioco si svolge in determinati luoghi. Giocare soldi a carte in casa con gli amici è reato? Per rispondere a questa domanda dobbiamo innanzitutto verificare cosa dice la legge a proposito dei giochi con vincite in danaro. Dopodiché, occorre analizzare la disciplina del gioco d’azzardo in Italia: giocare soldi a carte comporta quasi sempre praticare un gioco d’azzardo, cioè un’attività lasciata all’aleatorietà, cioè al rischio.

Come vedremo, la legge fa un’importante differenza: una cosa è puntare denaro sui giochi di carte restando in casa, altra cosa è farlo in un luogo pubblico o aperto al pubblico. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: ti basteranno cinque minuti per sapere se giocare soldi a carte in casa di amici è reato.

Giochi carte con vincite in denaro: sono legali?

In linea di massima, non c’è una norma che faccia divieto di giocare soldi a carte in casa con gli amici. In pratica, si può fare una partita a tressette, a poker o a briscola a casa di amici e compagni, anche puntando dei soldi.

Il problema che si pone per tutti i giochi con vincite in denaro è di tipo fiscale: questi tipi di introiti, infatti, vanno dichiarati all’Agenzia delle Entrate, esattamente come qualsiasi altro guadagno. In pratica, deve essere il contribuente a dichiarare la vincita, pena l’evasione fiscale.

Le vincite conseguite per effetto della partecipazione a giochi rientrano tra i cosiddetti redditi diversi  («vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico e i premi derivanti da prove di abilità o dalla sorte»), concorrendo alla formazione del reddito complessivo per l’intero ammontare percepito nel periodo d’imposta [1].

Il problema non si pone per le vincite riportate sui siti approvati dall’Aams (Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, oggi incorporato nella Agenzia delle dogane e dei monopoli), le quali vengono elargite già tassate (tassazione alla fonte) e giungono nelle tasche del giocatore al netto della ritenuta del Fisco.

Gioco d’azzardo: cos’è?

Quando i giochi con vincite in denaro rientrano nella nozione di gioco d’azzardo, le cose si complicano. In casi del genere, non si pone solamente il problema fiscale, ma anche quello della liceità o meno del gioco stesso.

Secondo la legge, per giochi d’azzardo si intendono quelli nei quali, ricorrendo il fine di lucro, la vincita o la perdita è esclusivamente o quasi esclusivamente rimessa a fattori di aleatorietà [2]. Un gioco può definirsi aleatorio quando è rischioso, imprevedibile, dall’esito incerto.

Gioco d’azzardo: è legale?

Secondo il Codice penale, è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno e con l’ammenda non inferiore a 206 euro chi, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero in circoli privati di qualunque specie, propone un gioco d’azzardo o lo agevola [3].

La legge punisce anche chi partecipa al gioco d’azzardo, sanzionandolo con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro [4]. In caso di condanna, è sempre ordinata la confisca del denaro esposto nel gioco e degli oggetti ad esso destinati.

Gioco d’azzardo: in quali luoghi è punito?

Come appena ricordato nel paragrafo precedente, il gioco d’azzardo costituisce reato solamente se praticato nei seguenti posti:

  • luoghi pubblici (piazze, vie, parchi pubblici, ecc.);
  • luoghi aperti al pubblico (teatri, cinema, discoteche, bar, ecc.);
  • circoli privati, cioè associazioni non riconosciute senza scopo di lucro ai quali può accedere solo chi sia in possesso di un tesserino di associazione.

Dunque, ritrovarsi a casa di amici per giocare a carte d’azzardo mettendo in palio dei soldi (come nel poker, per intenderci) sembrerebbe essere perfettamente legale; il reato scatterebbe se si organizzasse la stessa partita in un bar, all’aperto o in un circolo privato. Ma è proprio così? Prosegui nella lettura.

Giochi di carte con soldi in casa di amici: è reato?

Secondo il Consiglio di Stato [5], non è possibile organizzare tornei di poker dal vivo se non si ha l’autorizzazione da parte della Pubblica Amministrazione. In altre parole, senza regolare concessione non si può giocare.

La sentenza, pur riguardando il caso di un circolo privato che chiedeva di poter organizzare un torneo di poker, sembrerebbe potersi estendere a ogni forma di organizzazione del gioco d’azzardo. Se in una casa privata si cominciassero a programmare tornei di giochi di carte con l’obbligo di pagare in danaro la propria quota, si darebbe vita a un vero e proprio torneo che, secondo i giudici, è illegale.

Secondo la sentenza del Consiglio di Stato, in mancanza di concessione statale, i privati non possono organizzare ed esercitare il poker sportivo con modalità che prevedono il pagamento di una posta d’ingresso e la corresponsione ai vincitori di una ricompensa, anche di natura non pecuniaria, trattandosi di attività soggetta per legge, a tali condizioni e per ragionevoli esigenze di tutela dell’ordine pubblico, a riserva statale.

E, infatti, se si cominciassero a organizzare tornei a pagamento in un’abitazione, si finirebbe per creare un circolo privato a tutti gli effetti, ricadendo così nel divieto generale di praticare il gioco d’azzardo in tali luoghi. Questo divieto si deve estendere, ovviamente, a tutti i tipi di giochi d’azzardo, dalla tombola al bingo, i quali quindi sono vietati nelle case private se assumono la forma di un torneo, cioè di un gioco organizzato e praticato sistematicamente.

Quali giochi di carte sono d’azzardo?

Quali giochi di carte sono d’azzardo e, pertanto, devono ritenersi vietati dall’ordinamento giuridico, a meno che non vi sia un’autorizzazione statale? La legge italiana prevede una tabella dei giochi proibiti nei locali pubblici italiani: si tratta di un elenco dei giochi d’azzardo che, secondo la legge [6], non possono essere giocati nei posti pubblici. Per estensione, tali giochi non possono essere praticati nemmeno nei circoli privati, senza autorizzazione statale.

Tra i giochi d’azzardo rientrano praticamente la maggior parte dei giochi di carte: poker, burraco, scala quaranta, bridge, sette e mezzo, ramino, mercante in fiera, ecc.

Una sentenza della Corte di Cassazione, ribaltando il precedente orientamento, ha ritenuto che anche il poker nella sua variante Texas Hold’em è da considerarsi d’azzardo [7].

Sono vietate altresì le scommesse di ogni tipo, i dadi, la lotteria, la roulette, la morra, la tombola e tanti altri giochi.

Il gioco d’azzardo è sempre illegale?

Il gioco d’azzardo non costituisce sempre reato. La legge dice che l’organizzazione e l’esercizio di giochi di abilità che prevedono una vincita di qualsiasi tipo e per la cui partecipazione sia richiesto un pagamento in denaro sono riservati allo Stato [8].

Pertanto, il gioco d’azzardo è legale ogni volta che ottiene l’assenso dello Stato; ciò accade in due circostanze:

  1. il gioco è gestito dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (Aams, ora Adm, cioè Agenzia delle dogane e dei monopoli), un organo che ha il compito di controllare i giochi più praticati, come il Lotto, il Superenalotto, il Gratta&Vinci, i giochi online, le slot machine, ecc.;
  2. il gioco è gestito da privati (normalmente grandi società) autorizzati dallo Stato. Si tratta delle case da gioco vere e proprie, ovvero dei casinò (in Italia sono solo quattro: Venezia, Saint Vincent, Sanremo e Campione d’Italia).

Giochi di carte con soldi a casa di amici: sintesi

Tirando le fila di quanto detto sinora, possiamo dire che giocare a carte a casa di amici mettendo in palio dei soldi presenta le seguenti problematiche:

  • innanzitutto, da un punto di vista fiscale, ogni vincita andrebbe dichiarata all’Erario;
  • in secondo luogo, se il gioco rientra nella nozione di gioco d’azzardo, allora bisogna prestare attenzione a non organizzare tornei o competizioni similari, in quanto il monopolio del gioco d’azzardo è riservato allo Stato. Insomma: non si può creare una bisca clandestina.

Giocare a carte a casa di amici mettendo in palio dei soldi presenta le seguenti problematiche:

  • innanzitutto, da un punto di vista fiscale, ogni vincita andrebbe dichiarata all’erario;
  • in secondo luogo, se il gioco rientra nella nozione di gioco d’azzardo, allora bisogna prestare attenzione a non organizzare tornei o competizioni similari, in quanto il monopolio del gioco d’azzardo è riservato allo Stato. Insomma: non si può creare una bisca clandestina.

note

[1] Art. 67, comma 1, lettera d), D.P.R. n. 917/1986 del 22/12/1986.

[2] Art. 721 cod. pen.

[3] Art. 718 cod. pen.

[4] Art. 720 cod. pen.

[5] Cons. di Stato, sent. del 15 maggio 2018.

[6] Art. 110 T.u.l.p.s.

[7] Cass., sentenza del 27 dicembre 2018.

[8] Art. 1, Decreto legislativo n. 496/1948.

Autore immagine: Pixabay.com


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4 Commenti

  1. Io ed i miei amici d’estate ci mettiamo sempre al tavolino di fronte al bar e facciamo partite a carte finché non siamo esausti. Non giochiamo a soldi ma in palio ci sono le birre. Così siamo felici e ubriachi a fine partita

  2. Il pokerino e il mercante i fiera in compagnia sono d’obbligo quando ci si riunisce soprattutto nelle feste natalizie. Giochiamo pochi euro alla fine. Ma scatta quella competizione che a volte porta pure a discussioni assurde. Ma alla fine dei conti, ci divertiamo tutti insieme

  3. C’è chi si gioca un sacco di soldi, lo stipendio o la pensione e poi si creano debiti di gioco. Un conto è non saldarli tra amici, ma se poi c’è in mezzo altra gente, si può rischiare grosso

  4. Purtroppo il gioco d’azzardo può diventare una grave dipendenza. Conosco gente che ha perso la casa, lasciando la propria famiglia in gravissime condizioni. Praticamente, c’è chi chiedeva prestiti per il mutuo ad amici e parenti e poi si giocava questi soldi alle schedine, alle macchinette… Che situazioni! Immaginate lo shock per la famiglia

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