Superbonus: bloccati i decreti del Mise

26 Settembre 2020 | Autore:
Superbonus: bloccati i decreti del Mise

La Corte dei conti chiede al ministero dello Sviluppo indicazioni più chiare su requisiti e asseverazioni. Si dovrà attendere circa due settimane.

Tutto da rivedere. I decreti attuativi del ministero dello Sviluppo economico sulle norme che regolano l’accesso al superbonus del 110% e sulle asseverazioni necessarie per beneficiare della maxi-detrazione sono stati bloccati dalla Corte dei conti. La magistratura contabile ha chiesto al Mise di rimetterci le mani per correggere nella forma (non nel merito) alcuni passaggi che riguardano le certificazioni ed i requisiti tecnici. Significa che per avere un quadro definitivo sulla modalità di fruizione del superbonus occorrerà attendere ancora qualche giorno. Si parla di un paio di settimane prima che i provvedimenti finiscano sulla Gazzetta Ufficiale. Anche perché la sede del Mise è stata evacuata causa coronavirus: bisognerà aspettare che i tecnici possano rientrare nei loro uffici per mettersi al lavoro sulle modifiche richieste.

La richiesta della Corte dei conti punta a rendere i decreti più chiari da un punto di vista formale, affinché diventino applicabili in modo più semplice, senza lasciare spazio a dubbie interpretazioni o a contrasti rispetto alle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. Precisazioni che possono riguardare, ad esempio, la possibilità di accedere al superbonus per alcuni lavori trainati, per gli interventi sulle parti comuni degli edifici, per i dispositivi di controllo da remoto dell’impianto di climatizzazione, ecc.

Il risultato è che ancora non c’è un quadro dettagliato e preciso sulla modalità di fruizione della maxi-agevolazione fiscale, nonostante siano passati quasi tre mesi dal 1° luglio, dalla data a partire dalla quale è possibile beneficiare del superbonus sulle spese sostenute per i lavori di efficientamento energetico degli edifici.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube