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Quando non è necessario il testamento

27 Settembre 2020
Quando non è necessario il testamento

Eredità: la successione per legge e quella necessaria. Come si divide il patrimonio in assenza di testamento.

Fare il testamento non è obbligatorio. È un atto volontario, redatto per far sì che i propri beni finiscano a determinate persone secondo la misura voluta dal testatore. Diversamente, la divisione del patrimonio del defunto avverrebbe secondo regole e criteri prestabiliti dalla legge. Questo perché non è possibile che, alla morte di una persona, i suoi averi non trovino un nuovo proprietario. Ci deve quindi essere sempre un fenomeno di “successione”.

È dunque opportuno fare il testamento quando si vuol evitare che la ripartizione dei propri beni segua le regole legali. Si pensi al caso di chi non voglia lasciare nulla al proprio fratello che, altrimenti, sarebbe ritenuto dalla legge un erede necessario.

Detto ciò, è anche vero che ci sono dei casi in cui fare il testamento non è necessario. Ciò succede quando le ultime volontà coincidono con ciò che, in assenza di esse, la legge altrimenti prevede. Dunque, in tal caso, con o senza di esse il risultato non cambierebbe.

Stabilire quando non è necessario il testamento è molto facile. Lo scopriremo in questo breve articolo.

Quanto costa fare il testamento

Ci sono diversi tipi di testamento e a ciascuno di questi corrisponde un costo differente. C’è innanzitutto il tradizionale testamento fatto dinanzi a un notaio: quest’ultimo riceve le dichiarazioni del cliente e forma l’atto pubblico. Il prezzo da pagare varia da 800 a 2.000 euro ed è composto dalla parcella del notaio e dagli oneri fiscali. È sicuramente la forma di testamento più sicura perché viene custodita dallo studio notarile e nessuno potrà contestarne l’autenticità. Ma nulla esclude che il testatore possa averne modificato il contenuto con un altro documento custodito in casa propria, avente data successiva.

La seconda forma di testamento, altrettanto frequente, è quella del testamento olografo. Si tratta del testamento “fatto in casa”, redatto cioè dal testatore di proprio pugno, con foglio di carta e penna (senza ricorrere al computer), firmato, datato e custodito in vario modo (ad esempio nel cassetto, in cassaforte, consegnato ad amici o parenti o anche a un notaio in via fiduciaria). Questo testamento è del tutto gratuito: non è infatti necessario apporvi bolli. Ma è anche la forma più facilmente contestabile perché nessun pubblico ufficiale attesta l’autenticità della scrittura e della firma, sicché gli eredi potrebbero assumere un giorno che esso sia falso o modificato.

C’è poi il testamento segreto che è quello redatto dal testatore e poi consegnato al notaio che lo custodisce, il cui costo è leggermente inferiore al testamento pubblico.

Fare testamento è obbligatorio?

Come anticipato in apertura, fare testamento non è obbligatorio. Ma siccome non è possibile che il patrimonio del defunto non abbia un nuovo proprietario, la legge prevede che i beni di questi, alla sua morte, passino ai familiari (i più stretti escludono quelli più distanti di grado). Se questi non ci sono o rifiutano l’eredità, i beni vengono acquisiti dallo Stato.

Lasciare l’eredità al coniuge e ai figli

Il primo e più ricorrente esempio in cui non è necessario il testamento è quello di un uomo (o una donna) che voglia lasciare tutto al coniuge e ai figli, evitando così che i propri genitori o i fratelli possano mettere mano al patrimonio. In tal caso, il testamento è inutile. Difatti, con o senza di esso, i beni finirebbero ugualmente agli stessi eredi. In particolare, il coniuge acquisterebbe il 50% dell’eredità e l’altro 50% verrebbe assegnato al figlio unico. Se invece i figli sono più di uno, il coniuge prenderebbe il 33% dell’eredità, mentre l’altro 66% verrebbe diviso in parti uguali tra i figli.

Se il genitore volesse lasciare di più a un solo figlio (o al coniuge) che agli altri eredi potrebbe farlo purché a questi ultimi sia riconosciuto il minimo di legge (la cosiddetta legittima). In particolare:

  • se oltre al coniuge c’è un figlio unico, al coniuge va 1/3 dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa, mentre al figlio unico va 1/3 dell’eredità. Il restante terzo dell’eredità può essere distribuito a chi si vuole;
  • se oltre al coniuge ci sono 2 o più figli, al coniuge va 1/4 dell’eredità + il diritto di abitazione sulla casa mentre 1/2 dell’eredità va diviso tra i figli in parti uguali. Il restante 1/4 dell’eredità può essere attribuito a chi si vuole.

Per maggiori dettagli leggi: “Quali sono le quote di legittima e cosa spetta ai legittimari?“.

Se si vuole lasciare l’eredità ad altri parenti

Per stabilire tutti gli altri casi in cui non è necessario fare testamento è sufficiente controllare chi sono gli eredi senza testamento e le relative percentuali, ossia coloro che acquisirebbero una fetta del patrimonio del defunto per legge. Legge che interviene – come abbiamo detto in anticipo – tutte le volte in cui un testamento non è stato fatto. Per cui, se l’interessato sa già che, anche in assenza del testamento, la sua eredità andrà per legge alle stesse persone a cui avrebbe altrimenti voluto lasciare i suoi beni non ha necessità di scrivere le ultime volontà, risparmiando così l’eventuale costo del notaio.

Facciamo qualche esempio.

Se il coniuge è ancora in vita:

  • se il defunto lascia un coniuge e uno o entrambi i genitori, ma non lascia né figli, né fratelli, l’eredità va per 2/3 al coniuge più il diritto di abitare la casa familiare, mentre il residuo 1/3 agli ascendenti in parti uguali;
  • se il defunto lascia il coniuge e uno o più fratelli, ma non lascia né figli né genitori, l’eredità va per 2/3 al coniuge più il diritto di abitare la casa familiare, mentre il residuo 1/3 ai fratelli in parti uguali;
  • se il defunto lascia il coniuge e uno o entrambi i genitori o più fratelli, ma non lascia figli, l’eredità va per 2/3 al coniuge più il diritto di abitare la casa familiare, mentre il residuo 1/3 ai genitori e fratelli in parti uguali.

Se il defunto lascia uno o più figli, anche se sono in vita i fratelli e i genitori del defunto, l’intera eredità viene divisa tra i figli in parti uguali:

  • se il defunto lascia i genitori ma non lascia né figli né fratelli, ai genitori va l’intera eredità;
  • se il defunto lascia uno o più fratelli, ma non lascia né figli né genitori, ai fratelli va l’intera eredità divisa in parti uguali;
  • se il defunto lascia i genitori e uno o più fratelli, ma non lascia figli, metà dell’eredità va ai genitori e l’altra metà va divisa in parti uguali tra i fratelli;
  • in assenza di figli, genitori, fratelli/sorelle o loro discendenti, se il defunto lascia ascendenti paterni e ascendenti materni, metà dell’eredità va ai primi e l’altra metà ai secondi;
  • in tutti gli altri casi, l’eredità va ai parenti purché entro il 6º grado (in assenza di figli, ascendenti e fratelli del defunto); l’eredità viene così divisa in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.


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