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Covid: brutte notizie per i tifosi di calcio

26 Settembre 2020 | Autore:
Covid: brutte notizie per i tifosi di calcio

Il Comitato tecnico scientifico respinge la proposta di aprire gli stadi al 25% della loro capacità: «Non ci sono le condizioni». Il commento della Figc.

Non più di mille tifosi negli stadi per seguire le partite di calcio. Il «no» ufficiale ad aprire i cancelli ad un pubblico più numeroso è arrivato nel primo pomeriggio dal Comitato tecnico scientifico: secondo gli esperti, infatti, «oggi non esistono le condizioni per ulteriori aperture». Viene, così, respinta la proposta della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di aumentare gli ingressi al 25% della capacità degli impianti sportivi. Tutto sommato, la decisione era attesa, viste anche le perplessità in merito del ministro della Salute, Roberto Speranza, di fronte all’aumento dei contagi da Covid in Italia e alla situazione ben più preoccupante di altri Paesi europei i cui club sono coinvolti nei tornei calcistici di massimo livello.

Il Comitato ritiene gli eventi sportivi «la massima espressione di criticità per la trasmissione del virus, anche in considerazione del recente avvio dell’anno scolastico, il cui impatto sulla curva epidemica dovrà essere oggetto di analisi nel breve periodo». Sulla base degli attuali indici epidemiologici – si legge nella nota del Cts – «ed in coerenza con quanto più volte raccomandato, non esistono al momento le condizioni per consentire negli eventi all’aperto e al chiuso, la partecipazione degli spettatori nelle modalità indicate dal documento predisposto dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome».

Resta, comunque, la possibilità di far entrare agli stadi un numero massimo di mille tifosi, ma il Comitato si raccomanda: è imprescindibile «assicurare, per ogni evento autorizzato dalle norme attualmente in vigore, la prenotazione e la preassegnazione del posto a sedere con seduta fissa, il rigoroso rispetto delle misure di distanziamento fisico di almeno 1 metro, l’igienizzazione delle mani e l’uso delle mascherine“.

Nel caso in cui non fosse possibile rispettare queste regole, continua il Comitato, «i numeri indicati nel Dpcm dovranno necessariamente essere ridotti dagli enti organizzatori e posti sotto la valutazione e la responsabilità delle autorità sanitarie competenti».

Un vero peccato, commenta il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina: «Lo stadio è luogo di aggregazione, il calcio viene visto come azienda atipica, cronicizzata nel tema delle perdite. Noi – spiega il capo della Figc – abbiamo un prodotto che poniamo sul mercato che è l’evento sportivo, ci sono dei mezzi di produzione, come in tutte le aziende, che sono i calciatori, e il consumatore, che è il tifoso. È chiaro che all’interno dello stadio, agorà classico per stare tutti insieme, abbiamo visto che senza pubblico è triste e monco. Un corpo senz’anima. Quindi è fondamentale avere il pubblico, ma sappiamo che la riapertura dovrà avvenire con la massima gradualità e proporzione delle strutture».



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