Donna e famiglia | Articoli

Il figlio ignorato dalla madre può essere adottato?

5 Dicembre 2020
Il figlio ignorato dalla madre può essere adottato?

Se la mamma non intrattiene rapporti con il minore da tanto tempo lo stesso può essere dato in adozione.

Hai avuto un bambino quando eri molto giovane. Non avevi né una casa né un lavoro e il tuo compagno ti ha lasciata dopo aver saputo della gravidanza. Per tale ragione, sono intervenuti i servizi sociali che hanno portato via tuo figlio. Con il passare del tempo, le cose sono migliorate. Sei stata assunta come commessa in un negozio di abbigliamento e, adesso, hai una relazione con un uomo più grande di te di dieci anni. Del tuo bambino, però, non hai più saputo nulla né lo hai mai cercato per sapere dove e con chi vive. Ma il figlio ignorato dalla madre può essere adottato? Devi sapere che quando una famiglia attraversa un momento di difficoltà tale da non potersi prendere cura del minore, quest’ultimo può andare temporaneamente in affido ad una coppia, ad una persona singola oppure ad una comunità familiare. Lo scopo è quello di garantire al minorenne un ambiente idoneo alla sua crescita, affinché possa fare ritorno quanto prima nella sua famiglia di origine. Tuttavia, può capitare anche che l’affidamento si trasformi in adozione nel momento in cui il genitore si disinteressi completamente del figlio. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di approfondire l’argomento in questo articolo.

Che succede se la famiglia non può prendersi cura del proprio figlio?

Partiamo da un esempio pratico.

Paolo e Giulia sono una coppia sposata. A causa della crisi economica, sono entrambi disoccupati e non hanno i soldi per dar da mangiare al figlioletto di cinque mesi. Per giunta, vivono in affitto in un piccolo appartamento di 35 mq, umido e con il tetto che cade a pezzi.

L’esempio che ti ho riportato è un caso molto frequente nella realtà: ossia una coppia che attraversa un periodo di difficoltà che non le consente di prendersi cura del figlio minorenne. Ebbene, in situazioni del genere, potrebbe scattare l’affido familiare, un rimedio temporaneo che consente al bambino di essere accolto da altri parenti oppure, se ciò non è possibile, da terze persone quali una coppia (sposata o convivente), una persona single o ancora una comunità familiare.

Essendo l’affido un rimedio provvisorio, il minore potrà tornare presso la famiglia di origine una volta superata la situazione di difficoltà.

Naturalmente, i soggetti affidatari devono possedere determinati requisiti, in particolare:

  • la maggiore età;
  • la disponibilità di una casa in cui accogliere il minore;
  • la capacità educativa necessaria per crescere la persona data in affido;
  • la possibilità economica per provvedere al mantenimento del bambino.

Come funziona l’affido familiare?

L’affido familiare può essere consensuale, se disposto direttamente dai servizi sociali, o giudiziale, se disposto direttamente dal tribunale per i minorenni.

Nel provvedimento di affido devono essere precisati:

  • la durata: che non può eccedere i 24 mesi. Tale termine, tuttavia, può essere prorogato dal tribunale per i minorenni se ritiene che la sospensione possa danneggiare il minore;
  • l’esercizio dei poteri attribuiti ai soggetti affidatari;
  • le modalità che regolano i rapporti tra il minore e la sua famiglia di origine.

Il procedimento si avvia con una segnalazione proveniente dalla scuola, dai vicini di casa, ecc. a cui seguono delle indagini, per ordine del tribunale, onde verificare la situazione di difficoltà e il tipo di intervento da effettuare.

Durante il periodo di affido familiare, il bambino mantiene i contatti con la famiglia di origine mentre i soggetti affidatari devono provvedere al mantenimento, all’educazione e all’istruzione del minore in attesa che quest’ultimo torni dai propri genitori. Terminato il periodo di affidamento, il bambino può continuare a mantenere rapporti con i soggetti affidatari.

Il figlio ignorato dalla madre può essere adottato?

Il minore che è stato dato in affido potrebbe essere dichiarato adottabile qualora la famiglia di origine non mantenga con lo stesso stretti contatti e un valido rapporto affettivo ed educativo. La giurisprudenza ha infatti di recente confermato l’adottabilità di un figlio che è stato ignorato per anni dalla mamma e dalla nonna. La vicenda riguardava il caso di un bambino che in tenerissima età era stato lasciato dapprima ad un padre violento e, successivamente, alle istituzioni di pubblica assistenza. Tuttavia, né la madre né gli altri familiari si erano mai attivati, pur avendo le risorse e gli strumenti necessari, per avere notizie o per riprendersi il minore.

Inoltre, i giudici di legittimità hanno precisato che la sopraggiunta disponibilità a prendersi cura del figlio dato in affido, manifestata dalla mamma e dai parenti entro il quarto grado, non esclude comunque il suo stato di abbandono qualora gli stessi non abbiano con il bambino rapporti affettivi significativi [1].

Nel caso simile a quello sopra descritto, il tribunale, una volta verificato lo stato di abbandono, dichiara l’adottabilità del minore. Contro il provvedimento è possibile comunque presentare opposizione entro 30 giorni dalla notificazione.

Se poi il minore verrà dato in adozione con sentenza definitiva del tribunale, si produrranno i seguenti effetti:

  • il bambino diverrà figlio della coppia di coniugi (anche sotto il profilo ereditario) e acquisterà il cognome del padre adottivo;
  • si interromperanno i rapporti tra il minore e la sua famiglia di origine (ad eccezione dei divieti matrimoniali previsti per i legami di parentela).

Compiuti i 25 anni, l’adottato potrà accedere alle informazioni sulla propria origine e sull’identità dei genitori biologici, a meno che il genitore naturale abbia espresso l’intenzione di non voler essere nominato o la madre non abbia voluto riconoscere il figlio.


note

[1] Cass. sent. n. 19825/2020 del 23.09.2020.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube