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Il Fantacalcio va tassato?

28 Settembre 2020 | Autore:
Il Fantacalcio va tassato?

Quale regime fiscale per chi vince premi in denaro o di altra natura? Le regole cambiano a seconda di chi organizza il gioco e di quanti sono i partecipanti.

Lo hanno chiamato il gioco più bello del mondo, dopo il calcio. Per molti italiani è uno svago, una passione coinvolgente che unisce l’amore per il calcio con il divertimento del gioco. Stiamo parlando del Fantacalcio, il gioco di ruolo che impegna gruppi di amici, reali o anche virtuali, nell’acquistare giocatori, creare formazioni ed elaborare strategie per le proprie squadre di calcio create su misura.

Il Fantacalcio è tanto divertente quanto impegnativo perché ha a che fare innanzitutto con il calciomercato, necessario per acquistare i giocatori in base alle proprie preferenze e al budget disponibile e poi perché comporta tutti i problemi che un allenatore deve porsi per schierare la propria formazione in campo. E possibilmente vincere le partite e magari il campionato, raggiungendo il “fantascudetto”.

Arrivare primi in classifica con la propria fantasquadra è un bel risultato, ampiamente meritato per chi ha saputo fare bene i suoi calcoli e creare la squadra che si è dimostrata la migliore. Così talvolta alla fine di questa “divertente fatica” c’è anche un premio, previsto per dare sale al gioco e un riconoscimento tangibile. Può trattarsi di una somma in denaro, piccola o grande, oppure di beni commerciali, come smartphone o viaggi.

A questo punto, però. a rovinare la bellezza del gioco potrebbe arrivare il Fisco: cosa succede se vinci un premio in denaro o in natura? Costituisce reddito? C’è una trattenuta sulle vincite o bisogna dichiararle? Insomma, il Fantacalcio va tassato? Sono domande serie e che bisogna porsi per poter giocare sereni. Ora ti forniamo le risposte. Appena conoscerai il regime fiscale del Fantacalcio, potrai essere più tranquillo per molti aspetti e giocare senza preoccupazioni, mantenendo tutto il divertimento.

Fantacalcio: cos’è e come funziona

Il Fantacalcio è un gioco fantasy che si basa sul calcio reale. Ogni partecipante prima è un presidente, che crea la sua squadra virtuale, selezionando i componenti tra i calciatori veri dei principali campionati nazionali ed esteri, e poi diventa l’allenatore, che la organizza e gestisce, partita per partita, secondo il calendario ufficiale degli incontri di serie A o anche dei campionati esteri e delle coppe internazionali, come la Champions League.

I giocatori vengono acquistati in un calciomercato basato sul meccanismo delle quotazioni e dell’asta (e in quel momento ogni “fantapresidente” deve stare attento a come utilizzare il budget di crediti assegnato a ciascuno, che è limitato e quindi richiede di fare delle scelte), poi per ogni partita il “fantallenatore” schiera la formazione in campo scegliendola tra i suoi giocatori disponibili.

Ogni settimana, si giocano le partite ed i punteggi del Fantacalcio vengono attribuiti in base alle prestazioni reali sul campo dei giocatori che compongono la fantasquadra. Questo solitamente avviene sulla base dei voti attribuiti dagli esperti ogni settimana, al termine di ogni turno di campionato, attraverso le pagelle dei quotidiani sportivi, a partire dalla Gazzetta dello Sport.

Fantacalcio: i tipi e le regole

Il Fantacalcio è un gioco di svago ed è nato in maniera spontanea e amatoriale; non c’è una regolamentazione ufficiale stabilita dalla legge. Così le regole del Fantacalcio possono variare a seconda degli ambiti e delle convenzioni che si decide di utilizzare. I regolamenti diventano “ufficiali” solo nell’ambito del gruppo che decide di partecipare al gioco.

Chiaramente, bisognerà fissare dei criteri precisi per l’attribuzione dei punteggi, che rappresenta la fase più delicata e critica: ci sono tantissimi fattori da considerare oltre il risultato della partita, come il comportamento dei giocatori sul campo, le sostituzioni, gli infortuni, il possesso di palla e molte altre cose che gli appassionati di calcio ben conoscono. Così esistono regolamenti molto analitici e particolareggiati, che disciplinano tutte le eventualità che possono presentarsi.

Esistono fondamentalmente due tipi di Fantacalcio: c’è quello più diffuso e divenuto quasi “ufficiale”, che fu lanciato al pubblico alcuni anni fa da un’iniziativa della Gazzetta dello Sport. è divenuto subito popolare e e rimane il modello più adottato, con alcune varianti introdotte da quando è diventato possibile giocare anche su internet: esistono moltissimi siti dedicati al Fantacalcio. C’è poi il Fantacalcio organizzato tra gruppi di amici, che possono scegliere liberamente le loro regole, anche se di solito per comodità si appoggiano a quelle più in voga e consolidate.

A ben vedere, esistono quindi tanti Fantacalcio per quanti sono i gruppi di partecipanti. I più spontanei e divertenti sono quelli organizzati tra amici, compagni di scuola o di università e colleghi di lavoro; qui il livello di partecipazione è diretto, ci si confronta a tu per tu con avversari ben conosciuti e abitualmente frequentati; con loro il Fantacalcio diventa un’occasione piacevole per discutere degli esiti delle partite, delle prestazioni dei giocatori e di tutti gli eventi che influenzano il mondo del calcio.

Poi, ci sono i gruppi di maggiori dimensioni (chiamati anche leghe), composti da centinaia o migliaia di persone, che sono organizzati in maniera virtuale ed in base a regole più stringenti e codificate proprio perché sono destinate ad un pubblico indistinto. Qui, fatalmente, i partecipanti non si conoscono tra loro e occorre un organizzatore, che fornisce regole e scandisce i tempi.

Oggi, la maggior parte di questi grandi gruppi di gioco è raggiungibile sui siti e portali specializzati, dove per partecipare occorre iscriversi in maniera formale: aprire un account, ricevere le credenziali e da quel momento avere accesso ai vari tornei disponibili, con tutte le operazioni che vengono inserite e gestite in via telematica.

L’iscrizione è normalmente gratis ma in molti casi per la partecipazione sono indispensabili i crediti necessari per poter acquistare i giocatori al calciomercato. Questi crediti hanno un costo: bisogna comprarli all’inizio, altrimenti non è possibile creare la squadra, e così esistono varie formule di acquisto, con abbonamenti, ricariche, credit card o coupon. Si paga con carta di credito o Paypal, generalmente a costi contenuti, tra i 20 ed i 50 euro per ciascuna stagione.

Fantacalcio: cosa si vince

Se giochi al Fantacalcio oppure se hai letto fin qui, avrai compreso che lo spirito che nutre il gioco è la passione e il divertimento, non la speranza di vincita. Chi vuole scommettere sulle partite di calcio ha dei modi molto più diretti per farlo, senza dover percorrere tutti i passaggi che il Fantacalcio richiede. E se non ama il calcio ma i giochi in genere, ha a disposizione una miriade di alternative sui casinò virtuali.

Abbiamo visto che il Fantacalcio non è disciplinato dalla legge e che non c’è un regolamento ufficiale di gioco. Quindi una posta in palio è marginale e si può giocare benissimo senza vincite. Anzi, il Fantacalcio è un gioco completo e “perfetto” anche senza premi. E gli esperti del gioco ed i migliori organizzatori suggeriscono che prevedere premi in denaro potrebbe creare tensioni tra i partecipanti e rovinare l’atmosfera dei fantacampionati.

Nonostante ciò, alcuni organizzatori, specialmente su internet, offrono in vincita soldi o premi vari ai partecipanti, come smartphone, tablet o altri prodotti. Questo avviene specialmente a fine campionato, come gratificazione  per le attività svolte durante la stagione. Per finanziare le vincite, una parte della quota di iscrizione andrà ad alimentare il montepremi.

Pure in questo caso non ci sono regole di legge per determinare l’ammontare e tutto è affidato alla discrezionalità di chi promuove e gestisce il torneo (in quelli con moltissimi partecipanti possono essere previste decine di premi per chi arriva nei primi posti della classifica: chi è in cima potrà ricevere anche qualche migliaio di euro o oggetti di valore equivalente); ma è essenziale che le regole sull’ammontare delle vincite e sulla loro suddivisione siano chiare sin dall’inizio.

Fantacalcio: quale tassazione sui premi

Di solito, al Fantacalcio organizzato in ambienti ristretti si gioca una pizza, una cena o una bevuta tra amici; al massimo i partecipanti all’inizio versano una quota di poche decine di euro che crea un piccolo montepremi da assegnare ai vincitori (ad esempio 8 partecipanti versano 50 euro a testa stabilendo che il primo classificato otterrà l’intera somma). Perciò, alla fine del campionato, non ci saranno certo grossi guadagni di qualcuno a discapito degli altri e il guadagno ottenuto sarà innocuo o comunque trascurabile.

Quindi, se con il Fantacalcio giochi in questo modo non ti devi preoccupare, non ci saranno tasse da pagare perché le pizze o le birre tra amici sono proventi occasionali e di piccolissima entità non fanno parte di un gioco lucrativo e non costituiscono reddito imponibile ai fini fiscali.

Il discorso, però, cambia se i premi sono in denaro e specialmente quando gli importi si fanno più consistenti e ti vengono accreditati dall’organizzatore virtuale con bonifico bancario, su carta di credito o mediante Paypal. Una somma di qualche centinaio o migliaio di euro difficilmente sfuggirebbe agli occhi del Fisco e dovrai indicarla nella dichiarazione dei redditi, pagando le imposte previste in base alla tua aliquota Irpef, nel modo che ora ti indicheremo.

Ma vediamo prima in maniera più approfondita dove si pone il discrimine tra questi due tipi di vincite per capire quando diventano tassabili.

La legge [1] stabilisce che i premi e le vincite, in generale, appartengono alla categoria dei “redditi diversi“. In questo calderone, rientrano le vincite ottenute alle lotterie o nei concorsi a premio, quelle dei giochi e delle scommesse «organizzati per il pubblico», i premi «derivanti da prove di abilità o dalla sorte» e quelli attribuiti «in riconoscimento di particolari meriti artistici, scientifici o sociali», come un premio letterario o di musica o pittura.

In tutti questi casi, i premi e le vincite costituiscono reddito (quelli diversi dal denaro andranno calcolati nel loro equivalente valore monetario) e vanno assoggettati ad imposta nell’anno della loro percezione, per l’intero importo e senza deduzioni. Finiranno, cioè, nell’insieme dei tuoi redditi imponibili Irpef e saranno tassati normalmente e pienamente, in base all’aliquota prevista per lo scaglione in cui rientri.

Ma quando superano 25,82 euro i premi devono essere assoggettati ad una ritenuta alla fonte [2] applicata dall’organizzatore (se è una società o comunque esercita un’impresa commerciale organizzata) con aliquote diverse a seconda del tipo di gioco: il prelievo è del 10% nel caso di lotterie, tombole o pesche di beneficenza e arriva al 25% in altri casi (lotto e lotterie nazionali, come tutti i concorsi a pronostici organizzati dallo Stato, ad esempio i “gratta e vinci”, hanno regole speciali che prevedono un’ulteriore “tassa sulle vincite”).

Il Fantacalcio potrebbe rientrare nella voce della tabella fiscale che stabilisce una ritenuta del 20% sui premi dei giochi «svolti in occasione di spettacoli radio-televisivi, competizioni sportive o manifestazioni di qualsiasi altro genere nei quali i partecipanti si sottopongono a prove basate sull’abilità o sull’alea o su entrambe» perché trae occasione dallo sport del calcio e il meccanismo è basato in parte sulle capacità del giocatore e in parte sulla fortuna.

Ma il Fantacalcio giocato con le regole “pulite” cui abbiamo accennato, e che vengono applicate nella quasi totalità dei casi, non è considerato un gioco d’azzardo perché il rischio non ha un ruolo preponderante e conta, invece, soprattutto la capacità e la bravura del partecipante che agisce come un “fanta allenatore” nel selezionare la squadra.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito [3] che i giochi di sorte effettuati in ambito «strettamente familiare e privato» – intendendosi per tali quelli svolti in abitazioni private e nel corso di riunioni familiari o di amici» ed anche quelli «realizzati all’interno di circoli privati, con riserva di partecipazione ai soli soci» sono liberi e non subordinati ad alcuna autorizzazione dell’Amministrazione finanziaria [4] e non sono assoggettabili a ritenuta alla fonte.

Perciò, giocando tra amici o comunque in un ambito ristretto non ci sarà nessun soggetto che agisce in qualità di sostituto d’imposta e quindi non sarà operata alcuna ritenuta alla fonte sulle eventuali vincite monetarie, fermo restando che i proventi ottenuti rientrano comunque tra i “redditi diversi” e non è prevista un’esenzione dall’obbligo di dichiararli neppure quando sono occasionali e di piccolo importo.

Se invece si gioca attraverso un operatore professionale – e il gestore di un sito internet con offerte di iscrizione aperte al pubblico è considerato tale – questi in caso di erogazione di premi è obbligato ad applicare la ritenuta, che agisce a titolo d’imposta, perciò il vincitore ottiene il netto, che non è ulteriormente tassato e non dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi.

Altrimenti, cioè se non rientri nell’ipotesi del gioco amatoriale tra amici ed in quello esercitato da soggetti che agiscono in qualità di sostituti d’imposta operando la ritenuta, se vinci al Fantacalcio – ad esempio giocando attraverso un forum organizzato su internet – dovrai indicare in dichiarazione, tra i redditi diversi (nel quadro RL del modello Unico per le persone fisiche) l’intero ammontare che hai percepito nel corso dell’anno.

Infine, tieni presente che se il Fantacalcio dovesse sganciarsi dalle sue regole tipiche e diventare un’attività di scommessa, magari giocata in bische clandestine, sarebbe illegale, perché sarebbe considerato gioco d’azzardo, cioè una forma non libera ma riservata allo Stato tramite i soggetti autorizzati, come avviene per i casinò. La fantasia non ha limiti e si stanno affacciando sul mercato dei siti sul modello “bet” che consentono addirittura di puntare, e dunque di scommettere, su determinate squadre di Fantacalcio. Qui, evidentemente, lo spirito del gioco scompare e diventa come assistere ad una corsa di cavalli puntando sul più promettente. Per questi aspetti ti consigliamo di leggere l’articolo “Fantacalcio: è legale?“.

note

[1] Art.67, comma 1, lettera d), D.P.R. n.917/1986 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

[2] Art. 30 del D.P.R. n. 600/1973 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi).

[3] Ministero Finanze, circolare n. 47 del 10 febbraio 1998; Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 42/E del 30 marzo 2000.

[4] Artt. 40 e 114 R.D. n.1933 del 19 ottobre 1938, conv. in Legge n. 973/1939, modificato dall’art. 19 della Legge n. 449 del 27 dicembre 1997.


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