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Covid: cosa succederà nelle prossime settimane

28 Settembre 2020 | Autore:
Covid: cosa succederà nelle prossime settimane

Il consulente del ministero della Salute: si attende un peggioramento, a rischio chiusura alcune regioni. Mascherine all’aperto anche in Sicilia da mercoledì.

L’Italia, a differenza della Francia, non avrà bisogno di un lockdown generale a causa del Covid se i cittadini si comportano correttamente. Ma la situazione è maggiormente critica in Lazio e Campania: le sue regioni sono a rischio di chiusura. Lo sostiene, in un’intervista pubblicata questa mattina da La Stampa, il consulente del ministero della Salute e del ministro Speranza Walter Ricciardi.

Secondo il professore, «dipenderà dai contagi. In questa fase tutte le città e le regioni sono ripartite alla pari. In primavera Lombardia e Piemonte erano i territori più colpiti, mentre ora sono Lazio, Campania e anche la Sardegna».

Ricciardi chiede tempo per valutare ciò che sta accadendo nelle scuole, dopo la ripresa delle lezioni: «Servono due settimane per esserne certi, ma la prima impressione è positiva», commenta il consulente del ministero. «È stato importante riportare dieci milioni di persone alla normalità, che però va assicurata nel tempo». Parere positivo anche sulla decisione di non aumentare l’afflusso di tifosi negli stadi: «Non può essere che così in un momento di circolazione intensa del virus. Bisognerà aspettare fino a che il contagio non sarà diminuito o non sarà stato trovato il vaccino».

Nessun ostacolo alla vita sociale, secondo Ricciardi, purché si dimostrino attenzione e rigore. Ma sulla movida avverte: «La sensazione di benessere estiva ha portato un certo rilassamento, ma ora ci sono migliaia di casi al giorno per cui è bene osservare attentamente misure come le mascherine dopo le 18» nelle zone di aggregazione.

Il consulente guarda al breve periodo con preoccupazione. Nelle prossime due settimane, si attende «un peggioramento della situazione, spero non intenso, con più pressione sugli ospedali anche per l’arrivo di raffreddori e influenze. Per questo è importante il richiamo alle precauzioni e il vaccino antinfluenzale per tutte le età. Va anche ripresa la app Immuni – continua Ricciardi – che consente un tracciamento digitalizzato più tempestivo di quello manuale».

Il picco del contagio? «È troppo presto, ma potrebbe essere a dicembre o a gennaio-febbraio, quando arriverà l’influenza e porterà un po’ di confusione nel riconoscere il coronavirus intasando gli ospedali. Se saremo bravi nel rispettare le misure però supereremo l’una e l’altro».

Intanto, il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, ha firmato un’ordinanza che introduce da mercoledì 30 settembre l’obbligo delle mascherine anche all’aperto. Una misura analoga era già stata adottata in Campania e in Calabria e nei prossimi giorni potrebbe essere decisa anche nel Lazio.



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