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Quanto dura la nomina del medico di lavoro?

1 Ottobre 2020
Quanto dura la nomina del medico di lavoro?

Il datore di lavoro ha l’obbligo di tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti.

Hai avviato da poco una nuova attività imprenditoriale. Sei consapevole che la legge ti considera responsabile della salute e della sicurezza dei lavoratori. Hai deciso di nominare il medico del lavoro e ti chiedi quali devono essere le caratteristiche del relativo incarico.

Chiunque decida di aprire un’impresa e di assumere del personale, nel nostro ordinamento, deve essere consapevole dell’obbligo di sicurezza che la legge pone a carico di ogni datore di lavoro nei confronti della salute e della sicurezza dei dipendenti.

L’assolvimento di tale obbligo di protezione rende necessaria l’adozione di una serie di misure. Tra queste, la legge prevede l’obbligo della cosiddetta sorveglianza sanitaria che si realizza nominando il medico competente.

Ma quanto dura la nomina del medico del lavoro? Con quale atto deve essere nominato? Come vedremo, il rapporto che si viene ad instaurare tra il datore di lavoro ed il medico competente è un normale rapporto di collaborazione professionale regolato, dunque, dalle norme del Codice civile che riguardano il lavoro autonomo professionale.

Che cos’è l’obbligo di sicurezza?

Nonostante le numerose leggi emanate nel corso degli anni per rafforzare la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, ogni giorno la cronaca ci racconta di infortuni e malattie professionali che hanno colpito i dipendenti sul luogo di lavoro. Per frenare tale fenomeno, la legge [1] ha posto in capo al datore di lavoro un preciso obbligo di protezione nei confronti della salute e della sicurezza dei dipendenti che viene detto obbligo di sicurezza.

Secondo tale regola, quindi, il datore di lavoro ha l’obbligo di porre in essere tutte le misure necessarie ad evitare che, sul posto di lavoro, possano crearsi dei rischi per la salute e per la sicurezza dei lavoratori.

Che cos’è la sorveglianza sanitaria?

Uno dei principali doveri che la legge pone a capo dei datori di lavoro, nell’ambito dell’obbligo di sicurezza, è la sorveglianza sanitaria [2]. Si tratta, in sostanza, dell’obbligo di verificare, prima dell’instaurazione del rapporto di lavoro e nel corso di esso, se le condizioni di salute del lavoratore sono idonee allo svolgimento delle mansioni a lui assegnate.

È, infatti, evidente che l’adempimento dell’obbligo di protezione può avvenire solo se il datore di lavoro possiede uno strumento per verificare lo specifico stato di salute del lavoratore e la sua compatibilità con le funzioni che gli sono state conferite.

La sorveglianza sanitaria è, dunque, il servizio che deve essere allestito in ogni impresa per assolvere a tale fine. In particolare, fa parte della sorveglianza sanitaria la nomina del medico competente.

Chi è il medico competente?

Il medico competente, in base alla definizione fornita dal Testo unico sulla salute e sicurezza dei dipendenti [3], è un medico che possiede determinati titoli professionali che collabora con il datore di lavoro al processo di valutazione dei rischi ed effettua la sorveglianza sanitaria al fine di proteggere lo stato di salute e la sicurezza dei lavoratori.

Ma quali sono le funzioni del medico competente? Egli deve, tra le altre cose, effettuare le seguenti attività:

  • collaborare con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione nel processo di valutazione dei rischi presenti sull’ambiente di lavoro;
  • collaborare nell’attuare i programmi di promozione della salute;
  • effettuare la sorveglianza sanitaria come misura di protezione della salute dei lavoratori.

La sorveglianza sanitaria, in particolare, viene effettuata sottoponendo il lavoratore ad una prima visita medica all’atto dell’assunzione e a visite mediche successive di controllo per verificare che il suo stato di salute continui ad essere compatibile con le mansioni specifiche a lui assegnate. Il processo di sorveglianza sanitaria si conclude con la firma, da parte del medico del lavoro, di un certificato di idoneità alla mansione.

Quanto dura la nomina del medico del lavoro?

Il rapporto che si instaura tra datore di lavoro e medico del lavoro è un rapporto di lavoro autonomo professionale. Il datore di lavoro, quindi, conferirà al medico del lavoro un incarico di collaborazione professionale retto dalle norme del Codice civile relative al lavoro autonomo intellettuale [4].

La durata della nomina del medico del lavoro è, dunque, rimessa alla libera negoziazione delle parti. Nella prassi, solitamente, l’incarico del medico del lavoro è triennale. Anche a causa degli adempimenti che devono essere svolti all’atto di cessazione dell’incarico, non è consigliabile una modifica frequente del medico competente.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] Art. 41, D.lgs. 81/2008.

[3] Art. 2, comma 1, lett. h), D.lgs. 81/2008.

[4] Artt. 2222 e ss. cod. civ.


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