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Lo sai che? Tracciabilità: se il pagamento superiore a mille euro è a rate

Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2013

Nel caso di pagamento rateizzato, per stabilire se si incorre nel divieto legale di pagamento in contante è decisiva la natura del contratto.

Uno dei tanti problemi che pone il divieto di pagamento in contanti per importi uguali o superiori a 1000 euro [1] è nel caso di vendita di beni o servizi a rate.

Come noto, nel 2011 è stato nuovamente abbassato il limite per la tracciabilità delle operazioni di trasferimento di denaro tra soggetti diversi. Attualmente, il pagamento in contanti è possibile solo per importi  fino a 999,99 per singola operazione. Superato tale limite, è obbligatorio usare strumenti di pagamento tracciabili come il bonifico bancario, la carta di credito, gli assegni, ecc.

Sul punto, la legge vieta espressamente manovre elusive del divieto di legge. Pertanto non è corretto frazionare il pagamento in più rate al solo fine di aggirare il divieto di pagamento con il contante.

Infatti, il vincolo in questione investe il valore complessivo oggetto di trasferimento. In particolare – dice la legge – il trasferimento in contanti è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia se essi siano stati artificiosamente frazionati solo per ovviare al limite delle mille euro.

In pratica, per stabilire se il pagamento rateizzato è “artificioso” – e quindi illecito perché usato solo per eludere la legge – bisogna vedere la natura del contratto e gli usi commerciali intercorsi tra le parti. Se la suddivisione dell’importo pari o superiore a 1.000 euro dipende da contratti stipulati tra le parti che prevedano, ad esempio, rateazioni o somministrazioni, la molteplicità dei trasferimenti si può considerare una prassi commerciale e non, invece, una elusione della normativa. In tal caso, quindi, il pagamento in rate con cash è lecito.

note

[1] Decreto legge n. 201 del 13 agosto 2011, (la cosiddetta “manovra Monti”).

Autore foto: 123rf.com


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