Diritto e Fisco | Articoli

Prestito tra privati: come funziona

28 Settembre 2020
Prestito tra privati: come funziona

Contratto di mutuo: forma e registrazione, recupero credito, problemi fiscali e uso contanti.

Ti sarai chiesto se sia legale un mutuo tra privati o se tale attività spetti solo a banche e finanziarie. Ti sarai anche domandato come funziona un prestito tra privati e come bisogna comportarsi per non avere brutte sorprese. I rischi non provengono solo da un debitore poco rispettoso degli impegni assunti ma anche da un controllo dell’Agenzia delle Entrate che, accorgendosi di un insolito spostamento di denaro, potrebbe presumere che si tratti di redditi in nero.

Ci sono una serie di norme sui prestiti tra privati che bisogna conoscere prima di imbarcarsi in un’avventura di questo tipo.

Ecco quindi tutto ciò che devi conoscere in merito: come funziona un prestito tra privati, quali documenti bisogna firmare, quando si possono usare i contanti e quando invece è necessario operare tramite il conto corrente, cosa dire all’Agenzia delle Entrate in caso di accertamento e quali sono le armi di difesa in caso di mancata restituzione del denaro.

Prestito tra privati: è legale?

Il prestito è un contratto. Il Codice civile lo chiama mutuo.

Anche se siamo abituati a pensare al mutuo come a un contratto che si stipula solo con gli istituti di credito, in realtà vi possono ricorrere anche i privati. Così una persona può prestare soldi a un’altra o anche a più di una. L’importante è che questa attività non diventi professionale. Un individuo cioè non può fare del prestito il proprio mestiere se non lo esercita sotto forma di banca.

La seconda condizione affinché il prestito tra privati sia legale è che il saggio di interesse non superi la soglia dell’usura. A stabilire il tasso di usura è un decreto periodicamente emesso dal ministero dell’Economia. Non è detto che un mutuo – ossia un prestito – preveda sempre degli interessi. Potrebbe infatti trattarsi anche di un prestito gratuito, ossia non fruttifero di interessi; in tal caso, il problema dell’usura non si porrebbe mai.

Prestito tra privati: bisogna firmare un contratto?

Come abbiamo detto, il mutuo è già un contratto a prescindere dal fatto che questo avvenga verbalmente o per iscritto. La legge richiede la forma documentale solo per quanto riguarda i mutui con banche e finanziarie. I privati, invece, possono prestarsi soldi anche senza firmare documenti. Ciò nonostante il contratto – seppure orale – si perfeziona in automatico con la consegna della somma. In questo momento, sorge l’obbligazione del mutuatario – colui che riceve il denaro – di restituire il prestito secondo gli accordi stretti con il mutuante o, in assenza, a sua richiesta.

Firmare un documento scritto, per quanto non obbligatorio, è certamente opportuno per una serie di ragioni. La prima è che, in caso di inadempimento, si potrà ottenere un decreto ingiuntivo contro il debitore (decreto che invece non viene concesso se non c’è una prova scritta del credito).

La seconda ragione è che, con un documento scritto e munito di data certa (ad esempio, con la registrazione all’Agenzia delle Entrate) è possibile evitare problemi con il Fisco (di questo ci occuperemo in seguito).

In terzo luogo, il documento scritto elimina ogni equivoco in merito ai patti. Sicché, non ci sarà alcun dubbio sui tempi di restituzione del prestito e sul tasso di interesse. Si tenga peraltro conto che, se non convenuto per iscritto, gli interessi vengono fissati al saggio legale (sicuramente più basso di quello convenzionale). In ogni caso, se non è stabilito diversamente, col mutuo sono sempre dovuti gli interessi. Dunque, per poter provare che il mutuo era a titolo gratuito (ossia infruttifero) è necessaria la forma scritta.

Prestito tra privati: i soldi in contanti

È possibile versare la somma data in prestito e restituire la stessa per contanti solo se si tratta di importi inferiori a 2.000 euro (dal 1° gennaio 2022, la soglia scende a 1.000 euro). Per importi superiori sono necessari strumenti tracciabili come bonifici, assegni, carte.

Prestito tra privati e problemi fiscali

Il Fisco può presumere che il prestito sia a titolo oneroso, ossia produttivo di interessi. E siccome gli interessi vanno tassati in dichiarazione dei redditi, il mutuante potrebbe essere oggetto di un accertamento fiscale. Peraltro, in assenza di prove del prestito, il Fisco potrebbe altresì presumere che i bonifici ricevuti dal mutuante sul proprio conto siano in realtà pagamenti di prestazioni lavorative o comunque produttive di reddito e, come tali, imponibili. Pertanto, l’ufficio delle imposte potrebbe chiedere il versamento delle tasse, oltre alle relative sanzioni sull’evasione.

Ecco perché è sempre bene che il mutuo tra privati rivesta la forma scritta e sia munito di data certa: data cioè autenticata dal pubblico ufficiale, in modo che non possa essere contestata. È così possibile stilare un accordo e registrarlo all’Agenzia delle Entrate, oppure scambiarlo tramite Pec o posta raccomandata che fanno fede del contenuto e della spedizione del plico. O, in alternativa, si può dotare il documento di marca temporale.

Mancata restituzione del prestito tra privati

Che fare se il debitore non restituisce i soldi dati in prestito? Questo comportamento integra un semplice inadempimento, un illecito civile dinanzi al quale non si può procedere penalmente (a meno che il mutuatario, al momento del prestito, non abbia dolosamente e artificiosamente nascosto la propria condizione di incapacità a restituire la somma, in tal caso configurandosi il reato di insolvenza fraudolenta).

Se il mutuo è stato siglato con contratto, il creditore può rivolgersi al proprio avvocato affinché richieda al giudice un decreto ingiuntivo. Ottenuto e notificato il decreto ingiuntivo (insieme al cosiddetto atto di precetto, ossia un invito ad adempiere entro 10 giorni) è possibile fare pignoramento dopo 40 giorni. Se però, nel termine dei 40 giorni, il debitore fa opposizione al decreto ingiuntivo si instaura una vera e propria causa nel corso della quale spetterà al mutuante dimostrare il proprio diritto alla restituzione del denaro.

Se invece il creditore non è munito di prova scritta l’unica via è una causa ordinaria, molto più lunga e costosa.

Leggi anche “Come si fa un prestito tra privati”.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube