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Bonus e supplemento di pensione per avvocati

1 Ottobre 2020 | Autore:
Bonus e supplemento di pensione per avvocati

Supplemento e prestazione contributiva a favore dell’avvocato che continua a esercitare: quando spetta, calcolo, beneficiari.

L’avvocato in pensione che continua a esercitare la professione forense deve continuare a versare i contributi? La risposta è positiva: sinché l’avvocato esercita, essendo iscritto alla Cassa Forense, deve continuare a versare la relativa contribuzione.

La contribuzione è tuttavia dovuta in misura ridotta [1]: gli avvocati in pensione che continuano ad esercitare sono difatti obbligati, dall’anno successivo al pensionamento, al versamento del contributo soggettivo, sino al tetto reddituale previsto annualmente, in misura pari al 7,5% (a decorrere dal 1° gennaio 2021) anziché in misura piena. Sulla parte eccedente il tetto reddituale l’aliquota dovuta è del 3% [2].

Ma i contributi versati dopo aver percepito il trattamento pensionistico danno diritto a un aumento della pensione? La contribuzione soggettiva versata dopo la data di pensionamento, a seconda della data di decorrenza del trattamento, può dar luogo a un bonus una tantum, o prestazione contributiva e ad un supplemento di pensione.

Facciamo allora il punto su bonus e supplemento di pensione per avvocati: chi può beneficiare delle prestazioni aggiuntive, quando sono liquidati i trattamenti extra, come sono calcolati. Bisogna in ogni caso ricordare, relativamente alla contribuzione versata dopo la decorrenza del trattamento pensionistico, che l’eventuale contribuzione del 3% versata da chi supera il tetto reddituale è utile ai soli fini solidaristici di categorie e non dà luogo ad alcuna prestazione.

Supplemento di pensione avvocati

Il supplemento di pensione è una prestazione aggiuntiva che incrementa l’ammontare del trattamento pensionistico erogato da Cassa Forense.

Il supplemento spetta, con riferimento ai pensionati presso Cassa Forense che continuano a esercitare la professione:

  • un’unica volta dopo un anno dal pensionamento per i trattamenti decorrenti dal 1° febbraio 2019 al 1° gennaio 2021;
  • un’unica volta dopo due anni dal pensionamento per i trattamenti decorrenti dal 1° febbraio 2017 al 1° gennaio 2019;
  • un’unica volta dopo tre anni dal pensionamento per i trattamenti decorrenti dal 1° febbraio 2014 al 1° gennaio 2017;
  • un’unica volta dopo quattro anni dal pensionamento per i trattamenti decorrenti dal 1° febbraio 2011 al 1° gennaio 2014.

Il supplemento è comunque dovuto dal mese successivo alla cancellazione dagli Albi, anche per causa di morte, se la cancellazione avviene prima della maturazione del diritto.

Per la precisione, il supplemento spetta agli iscritti alla Cassa Forense in pensione, che continuano ad esercitare la professione di avvocato in quanto non obbligati alla cancellazione dagli albi. L’incremento della pensione non riguarda, dunque, i pensionati di anzianità, in quanto per ricevere il trattamento è previsto l’obbligo di cancellazione dall’albo degli avvocati e dall’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori.

Gli avvocati che si pensioneranno a decorrere dal 1° febbraio 2021 non avranno più diritto al supplemento.

Come si calcola il supplemento?

In relazione alle pensioni di vecchiaia che hanno una decorrenza anteriore al 1° maggio 2007, i supplementi vengono calcolati con il sistema retributivo, basato sul reddito medio pensionabile.

In relazione alle pensioni con decorrenza compresa tra il 1° maggio 2007 ed il 1° gennaio 2021, i supplementi vengono determinati in base al sistema di calcolo contributivo, seguendo le regole della legge Dini [3].

Ai beneficiari del supplemento può inoltre spettare una prestazione extra una tantum, il Bonus avvocati, con riferimento ai contributi versati, in misura ridotta, a partire dall’anno successivo a quello di maturazione del supplemento stesso.

Bonus avvocati pensionati

Nel dettaglio, hanno diritto al bonus avvocati, o prestazione contributiva aggiuntiva:

  • gli avvocati che si pensioneranno a decorrere dal 1° febbraio 2021 e che continueranno ad esercitare la professione forense dopo il pensionamento, in quanto per questi iscritti non è previsto il diritto al supplemento;
  • gli avvocati la cui pensione ha una decorrenza collocata entro il 1° gennaio 2021, ma solo in rapporto alla contribuzione versata a partire dall’anno successivo alla liquidazione del supplemento.

Il bonus Cassa Forense è una prestazione contributiva una tantum, liquidata all’avvocato pensionato che continua a esercitare; la prestazione è riconosciuta al momento della cancellazione da tutti gli albi.

Per l’esattezza, il nuovo bonus avvocati pensionati spetta agli iscritti alla Cassa Forense in pensione, che continuano ad esercitare in quanto non obbligati alla cancellazione dagli albi. Come già osservato in relazione al supplemento, dunque, il bonus non riguarda i beneficiari della pensione di anzianità, ma può essere liquidato ai pensionati che ricevono un trattamento per il quale non sia obbligatorio cancellarsi dall’albo degli avvocati e dall’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori.

Ne hanno diritto, ad esempio, i pensionati per vecchiaia [4] ed i percettori di pensione anticipata in regime di cumulo, non obbligati alla cancellazione dagli albi al momento del pensionamento.

Come si calcola il bonus avvocati?

Il bonus, o più precisamente la prestazione contributiva, spetta sulla base del reddito professionale dichiarato, a partire dall’anno successivo al pensionamento sino alla cessazione dell’iscrizione alla Cassa Forense ed alla cancellazione da tutti gli albi.

La prestazione è calcolata su una quota del reddito professionale dichiarato nel Modello 5, sino al tetto massimo, il cui ammontare è aggiornato annualmente; la quota è pari al 2,5%, a partire dall’anno 2021. Il valore si determina rivalutando, al momento della liquidazione, il montante dei contributi versati sul reddito professionale, con il metodo di calcolo contributivo previsto dalla legge Dini.

I contributi versati che non danno luogo al bonus sono destinati a prestazioni di solidarietà.

Il bonus è liquidato in un’unica soluzione, non d’ufficio ma su domanda, alla cancellazione da tutti gli albi professionali; può essere liquidato, sempre a domanda, agli eredi in caso di decesso.

L’avvocato può chiedere la restituzione dei contributi?

L’avvocato può chiedere, in luogo del supplemento di pensione o della prestazione una tantum- bonus aggiuntivo, la restituzione dei contributi? La possibilità di rimborso dei contributi versati alla Cassa era prevista in passato [5]. A decorrere dal 1° dicembre 2004, la norma che prevedeva questa facoltà è stata abrogata: di conseguenza, in base a quanto previsto dal Regolamento per le prestazioni previdenziali della Cassa Forense [6], non sono più rimborsabili i contributi versati alla Cassa all’ente previdenziale. Fanno eccezione solo i contributi relativi ad anni di iscrizione dichiarati inefficaci [7].


note

[1] Art.2 Co.4 Regolamento dei contributi- Cassa Forense.

[2] Art. 3 Regolamento dei contributi- Cassa Forense.

[3] L. 335/1995.

[4] Art. 13 Regolamento per le prestazioni previdenziali- Cassa Forense.

[5] Art. 21 L. 576/1980.

[6] Art.8 Regolamento per le prestazioni previdenziali- Cassa Forense.

[7] Art. 22 L. 576/1980.


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