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Cosa rischia chi allontana i bambini dai nonni?

30 Settembre 2020
Cosa rischia chi allontana i bambini dai nonni?

Chi impedisce ai figli di frequentare i parenti decade dalla responsabilità genitoriale.

Finalmente ti sei separata da tuo marito. Dopo 10 anni di matrimonio, non lo sopportavi più, per non parlare della sua famiglia con la quale non sei mai andata d’accordo. Inoltre, sei contraria al fatto che i tuoi figli debbano continuare a frequentare i nonni paterni. Non solo non ti hanno mai accettata come nuora, ma nessuno di loro ha speso una parola di conforto nei tuoi confronti quando hai deciso di lasciare tuo marito a causa delle sue continue scappatelle. Ma cosa rischia chi allontana i bambini dai nonni? Il nostro ordinamento riconosce ai parenti il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni sanzionando con la perdita della responsabilità genitoriale chi ostacola tale frequentazione senza un valido motivo.

Perdere i contatti con i propri nipoti è sicuramente doloroso. Tale situazione può essere causata da varie ragioni: un trasferimento della famiglia in un’altra città, una separazione dei genitori particolarmente conflittuale oppure un’antipatia tra parenti che rende tutto più difficoltoso. Qualunque sia il motivo dell’allontanamento è bene fare sempre un’analisi di coscienza e pensare solo a ciò che è meglio per il bambino. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di fare il punto della situazione in questo articolo.

I nonni hanno il diritto di frequentare i nipoti?

Partiamo subito con un esempio.

Lucia e Marco hanno divorziato da poco a causa dei continui tradimenti e bugie di lui. Pertanto, Lucia decide, per ripicca, di impedire ai suoi due figli di frequentare i nonni paterni.

Ebbene, devi sapere che i nipoti hanno il diritto di mantenere un rapporto stabile e continuativo con i nonni anche dopo la separazione o il divorzio dei genitori. Tale diritto – riconosciuto anche ai nonni non biologici – è sancito espressamente nel Codice civile [1] (oltre che a livello comunitario) e può essere negato solamente se la frequentazione risulta dannosa per il minore. Di conseguenza, i genitori non possono impedire ai propri figli di passare del tempo in compagnia del nonno e della nonna senza un valido motivo, in caso contrario, infatti, andranno incontro a conseguenze molto serie che vedremo a breve.

Inoltre, a tutela dei nonni e dei nipoti è intervenuta più volte la Cassazione, la quale ha chiarito che, alla luce dei principi sanciti nelle varie convenzioni europee, il diritto di instaurare e mantenere rapporti significativi non va riconosciuto ai soli soggetti legati al minore da un rapporto di parentela in senso stretto, ma anche ad ogni altra persona che affianchi il nonno biologico del bambino, sia esso il coniuge o il convivente di fatto. L’importante è che questo soggetto abbia instaurato con il minore una relazione affettiva stabile, dalla quale quest’ultimo possa trarre un beneficio sul piano della sua formazione e del suo equilibrio psicofisico [2].

Anche i nonni acquisiti, perciò, hanno tutto il diritto di rivolgersi al giudice per conservare con i nipoti un legame stabile e duraturo.

Quando può essere impedito ai nonni di frequentare i nipoti?

Fin qui, ti ho spiegato che i nonni devono avere un rapporto significativo con i nipoti minorenni, a meno che la frequentazione si riveli inadeguata o addirittura dannosa per lo sviluppo del bambino. Ti faccio subito un altro esempio.

Paolino ha sette anni e ha sofferto molto per la separazione dei genitori. Ogni venerdì, passa il pomeriggio in compagnia della nonna materna, la quale non fa altro che parlare male del suo papà accusandolo di essere l’unico responsabile per la fine del matrimonio con la figlia. Con il passare del tempo, Paolino diventa sempre più triste e non vuole più andare dalla nonna. Quest’ultima, allora, decide di ricorrere al giudice per chiedere degli incontri con il ragazzino.

Come puoi notare nell’esempio riportato, il rapporto con la nonna materna influisce negativamente sull’educazione e sulla crescita di Paolino. Se, quindi, la frequentazione con i nonni provoca nei nipoti uno stato ansioso oppure delle sensazioni di disagio o malessere, il loro diritto di visita può essere negato. L’ago della bilancia, infatti, è sempre l’interesse superiore del minore che deve essere tutelato soprattutto quando sussiste una conflittualità familiare.

Cosa rischia chi allontana i bambini dai nonni?

Se un genitore fa di tutto per impedire oppure ostacolare – senza una motivazione valida – la frequentazione tra nonni e nipoti, rischia di perdere la responsabilità genitoriale, in quanto con una simile condotta non fa altro che arrecare un grave pregiudizio al minorenne.

I nonni possono far valere comunque i loro diritti ricorrendo al giudice del luogo di residenza del minore, il quale valuterà la situazione e adotterà i provvedimenti più idonei nell’esclusivo interesse del bambino. Se poi il nipotino ha compiuto i 12 anni oppure è di età inferiore ma è comunque ritenuto capace di discernimento, allora dovrà essere ascoltato dal giudice affinché manifesti chiaramente la sua volontà e le sue esigenze.

Con il provvedimento di decadenza, il genitore non può più assumere decisioni nell’interesse del figlio minorenne. Sussiste, tuttavia, l’obbligo di mantenimento della prole, in proporzione alle proprie sostanze e alla capacità di lavoro professionale o casalingo.

Inoltre, va precisato che l’accertata incapacità di assumere decisioni a favore del figlio fa sì che il genitore dichiarato decaduto dalla responsabilità dovrà seguire scrupolosamente le indicazioni del giudice minorile e dell’altro genitore.


note

[1] Art. 317 bis cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 19780/2018 del 25.07.2018.


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