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Lo sai che? Se il professionista si fa pagare i compensi non sul conto dello studio

Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2013

Sono un professionista: posso chiedere a un cliente di pagarmi una fattura sul conto corrente postale di mia moglie del quale non ho delega e non sono cointestatario.

 

L’operazione non è di per sé scorretta sotto l’aspetto civilistico (il pagamento, infatti, resta valido e concorre a determinare il reddito per il professionista). Tuttavia essa non è assolutamente consigliabile in quanto potrebbe creare problemi in caso di eventuale accertamento fiscale.

Non è, infatti, opportuno generare delle commistioni tra l’attività professionale e la sfera privata, specie se si tratta di un conto cointestato a un altro soggetto ove affluiscono quindi redditi differenti.

Per quanto la legge non lo prevede come obbligatorio, è opportuno gestire gli incassi e le spese riguardanti l’attività professionale con un conto corrente completamente separato rispetto ad uno o più conti correnti (bancari e/o postali) relativi alla sfera personale. E ciò onde esercitare, con massima efficacia, il controllo di ogni rimessa bancaria o prelievo effettuato in passato (si ricordi che gli accertamenti possono intervenire anche a distanza di diversi anni) e poter così difendersi più agevolmente in caso di un eventuale controllo fiscale.

Solo una volta effettuata tale operazione di incasso sul conto dedicato, i “guadagni” riferibili all’esercizio dell’attività potranno essere successivamente trasferiti sui conti personali al fine di poterne disporre liberamente.

note

Autore foto: 123rf.com


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