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Covid: riaprono i reparti dedicati negli ospedali

29 Settembre 2020 | Autore:
Covid: riaprono i reparti dedicati negli ospedali

Le Regioni riattivano progressivamente le terapie intensive e lavorano per aumentare la disponibilità dei posti letto.

I contagi aumentano e le Regioni cominciano ad organizzarsi per evitare di essere colte alla sprovvista, come la scorsa primavera. Sono stati riaperti in alcuni ospedali i reparti Covid, chiusi durante l’estate ma lasciati in stand-by nel caso, come si teme possa succedere da qui a breve, ci fosse una nuova impennata di ricoveri per coronavirus.

Il ministero della Salute stima in 11mila i posti letto che nell’arco di poco tempo saranno disponibili nelle terapie intensive, oltre il doppio rispetto a quelli su cui si poteva contare a febbraio. Un terzo di quelli nuovi è già operativo. Ieri, 28 settembre, i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva in Italia erano 264, quasi la metà dei quali in Lazio, Lombardia e Campania.

Proprio la Lombardia è una delle Regioni che stanno correndo ai ripari, vista la drammatica esperienza della fase 1 dell’emergenza. Sette gli ospedali a disposizione dei cittadini contagiati, 17 quelli che tengono pronti i reparti di rianimazione. In Piemonte, i posti per i malati di coronavirus sono quasi al limite ma si sta potenziando una nuova struttura che, da qui a un mese, avrà 80 posti letto.

In Toscana, sono pronti cinque ospedali dedicati a Prato, Lucca, Massa, Pistoia e Pisa, che si aggiungono ai reparti di terapia intensiva già esistenti da sempre. La Liguria si prepara a riaprire le terapie intensive. Puglia e Calabria stanno vivendo la fase attuale con relativa calma come numero di contagi.

In Emilia-Romagna è occupata ad oggi una ventina dei 115 posti di terapia intensiva disponibili, a cui si aggiungono i 146 posti letto che rientrano nel progetto Covid Intensive Care, pronto ad entrare in funzione in caso di necessità. Si sta sull’attenti anche in Friuli Venezia Giulia, dove già qualche letto della terapia intensiva è occupato ma dove al momento non si registrano particolari criticità. Meglio non rischiare di essere colti impreparati, comunque. È la stessa filosofia che si segue in Veneto, dove entro la fine di ottobre si conta di avere 840 posti in rianimazione.



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4 Commenti

  1. Che disgrazia! Ma sapevamo che questo momento sarebbe arrivato in autunno. Lo preannunciavano da tempo. Speriamo che stavolta i vari reparti siano davvero organizzati e non si verifichi ciò che è già successo in precedenza e che le persone non si infettino negli stessi ospedali

  2. Non è affatto una novità o una sorpresa. Era logico che succedesse. Hanno voluto riaprire le discoteche e le scuole a tutti i costi ed ora ne pagheremo le conseguenze.

  3. Io temo che non solo con la riapertura delle scuole, ma anche con i concorsi ci saranno situazioni complicate. Voi immaginate delle grandi aule in cui tutti provengono dai vari paesi italiani e sostengono le prove concorsuali. Certo, misureranno le temperature, igienizzeranno tutto, ma pensate che ci saranno asintomatici e che magari si useranno i vari servizi igienici comuni. Magari si va in bagno e basta una sciocchezza per prendersi il virus. Bisogna stare seriamente attenti per non rischiare il caos e il boom generale dei contagi

  4. Mi auguro solo che a questo giro non si ripeteranno gli stessi errori visto che ci siamo passati. Cioè, bisogna monitorare costantemente anche chi è guarito dal virus poiché ci sono stati tanti casi in cui si è ripresentato… Inoltre, bisogna evitare viaggi all’estero, viaggi a meno che non sia necessario. Bisogna restare a casa. C’è stata gente che in attesa dei risultati del test se ne andava in giro a fare quel che gli pareva infettando tutti coloro che stavano intorno. Un po’ di coscienza, responsabilità per evitare una nuova esplosione di casi. Ma l’annuncio dell’attesa dei contagi e dei morti dell’Oms mi fa tremare

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