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Circonvenzione di incapace: chi è la vittima?

29 Settembre 2020
Circonvenzione di incapace: chi è la vittima?

C’è reato in presenza di un rapporto squilibrato fra vittima e agente: non solo minori e malati di mente.

Approfittare di un’altra persona per ottenere un vantaggio economico o di altra natura integra il reato di circonvenzione di incapace. Ma chi è la vittima di tale illecito penale? In altri termini, chi può considerarsi “incapace”? A dare un interessante spunto di riflessione è una recente pronuncia della Cassazione [1]. Ecco cosa ha detto la Suprema Corte.

Reato di circonvenzione di incapace: quando?

L’articolo 643 del Codice penale recita nel seguente modo: «Chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 206 euro a 2.065 euro».

La norma è abbastanza chiara nell’identificare chi sono i soggetti incapaci: i minorenni, ossia coloro che non hanno ancora compiuto 18 anni, e le persone affette da ridotta capacità di intendere e volere. A tal fine, non è necessario che l’incapace sia stato dichiarato, dal tribunale, incapace di intendere e volere. Dunque, potrebbe trattarsi anche di una persona in uno stato momentaneo di incapacità.

Chi è “incapace”?

In termini generali, il diritto conosce tre categorie di soggetti incapaci:

  • i minorenni, che per legge sono considerati incapaci di compiere atti giuridici e quindi di comprenderne le conseguenze;
  • i soggetti interdetti o inabilitati per pronuncia del tribunale: in tal caso, la loro capacità è privata a monte da una sentenza del giudice tutelare;
  • i soggetti infermi o che, per qualsiasi altra ragione (anche transitoria), si trovino in una condizione di incapacità. Si pensi a una persona sotto l’effetto di alcol, sostanze stupefacenti, affetta da una monomania o da demenza senile. In questo caso, a differenza degli altri, l’incapacità non si presume automaticamente ma va dimostrata puntualmente.

Le regole appena indicate vengono utilizzate sia nell’ambito del diritto civile (ad esempio, per l’impugnazione di contratti stipulati da soggetto incapace) che nel diritto penale.

Circonvenzione di incapace: chi è la vittima?

Veniamo ora, più nello specifico, al reato previsto dall’articolo 643 del Codice penale ossia alla circonvenzione di incapace. La Cassazione, con la pronuncia qui in commento, ha spiegato chi deve intendersi per “incapace” ed è quindi considerato, dalla legge, la vittima del reato.

La giurisprudenza è costante nel ritenere che in tema di circonvenzione di persone incapaci, la legge individua tre categorie di soggetti passivi:

  • il minore;
  • l’infermo psichico (quello cioè affetto da una vera e propria malattia);
  • il deficiente psichico (quello non affetto da una malattia in senso stretto ma comunque incapace di intende e volere).

In particolare, tale reato può essere commesso in danno, oltre che di minori, di persona in stato di infermità psichica, cioè affetta da un vero e proprio stato patologico, conosciuto e codificato dalla scienza medica o da una condizione soggettiva, che, sebbene non patologica (ossia non riconosciuta clinicamente in una vera e propria malattia), menomi le facoltà intellettive e volitive del soggetto quale conseguenza di una anomalia mentale. Tale incapacità può essere sia definitiva che temporanea.

Inoltre, si intende incapace anche il soggetto in stato di deficienza psichica; con tale concetto si intende una alterazione dello stato mentale, meno grave e aggressiva dell’infermità vera e propria. Tale deficienza può dipendere da particolari situazioni fisiche (come l’età avanzata, la fragilità di carattere) o da anomale dinamiche relazionali, idonee a determinare una incisiva menomazione delle facoltà intellettive e volitive. Insomma, ci deve essere una compressione del potere di autodeterminazione, di critica e di difesa del soggetto passivo dall’altrui opera di suggestione.

Non è necessario che la vittima del reato si trovi nella condizione per essere interdetto o inabilitato.

Differenza tra infermo psichico e deficiente psichico

Per «infermità psichica» deve intendersi ogni alterazione psichica derivante sia da un vero e proprio processo morboso (quindi, catalogabile tra le malattie psichiatriche) sia da una condizione che, sebbene non patologica, menomi le facoltà intellettive o volitive.

Al contrario, la «deficienza psichica» è identificabile in un’alterazione dello stato psichico che, sebbene meno grave dell’infermità, è comunque idonea a porre il soggetto passivo in uno stato di minorata capacità in quanto le sue capacità intellettive, volitive o affettive, fanno scemare o diminuire il pensiero critico (vi rientrano, per esempio, l’emarginazione ambientale, la fragilità e la debolezza di carattere).

In particolare, lo stato di deficienza psichica non è quello di una completa assenza delle facoltà mentali o di una totale mancanza della capacità di intendere e di volere, pur momentanea; è sufficiente una minorata capacità psichica, uno stato di deficienza del potere di critica e di indebolimento di quello volitivo tale da rendere possibile l’altrui opera di suggestione, o tale da agevolare l’attività di induzione svolta dal soggetto attivo per raggiungere il suo fine illecito.

In ogni caso, il minimo comune denominatore di queste due situazioni sta nel fatto che, intanto il reato può essere configurato, in quanto si dimostri l’instaurazione di un rapporto squilibrato fra vittima e agente, nel senso che deve trattarsi di un rapporto in cui l’agente abbia la possibilità di manipolare la volontà della vittima a causa del fatto che costei si trova, per determinate situazioni da verificare caso per caso, in una minorata situazione e, quindi, incapace di opporre alcuna resistenza a causa della mancanza o diminuita capacità critica.

La riconoscibilità dell’incapacità

Per potersi avere reato di circonvenzione di incapace è necessario che la minorata capacità della vittima sia riconoscibile da parte di tutti in modo che il reo possa essere indotto ad abusarne per raggiungere i propri fini illeciti.


note

[1] Cass. sent. n. 23792/20 dell’11.08.2020.

Autore immagine: it.depositphotos.com


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