Negozi chiusi per Covid: sconto sull’affitto

29 Settembre 2020 | Autore:
Negozi chiusi per Covid: sconto sull’affitto

Il tribunale di Milano stabilisce una riduzione del 60% del canone di locazione per i periodi di lockdown, ma dispone il sequestro conservativo sui beni del debitore.

Prosegue la scia delle pronunce giurisprudenziali favorevoli agli esercenti colpiti dall’emergenza Coronavirus: a breve distanza dalla pronuncia del tribunale di Roma che ha stabilito canoni ridotti per il Covid, adesso anche il tribunale di Milano [1] stabilisce uno sconto del 60% sul canone di affitto di un bar con tavola calda rimasto chiuso durante il lockdown.

Si è verificata, secondo il giudice milanese, una limitazione nel godimento del bene locato, essendo divenuta impossibile, dal 9 marzo al 18 maggio 2020, l’utilizzazione dei locali secondo l’uso convenuto, anche se la chiusura obbligata non è imputabile al locatore. Perciò – afferma l’ordinanza – il fittuario «ha diritto a una corrispondente riduzione della prestazione da lui dovuta» [2], altrimenti verrebbe alterato l’equilibrio tra le prestazioni contrattuali pattuite; e per gli stessi motivi non è neppure responsabile del ritardo nel pagamento dei canoni mensili.

Si tratta – precisa il giudice – di una «impossibilità temporanea e parziale», dunque transitoria e circoscritta solo al periodo di lockdown. Da qui scaturisce il riconoscimento del diritto del conduttore ad una riduzione del canone, proporzionata alla sopravvenuta diminuzione del godimento» [2], che il tribunale ha provvisoriamente determinato «in via di approssimazione, nel 60% del canone negoziale» e che verrà esattamente determinata nel prosieguo del processo: l’ordinanza di oggi è stata emessa in forma di provvedimento cautelare a cognizione sommaria [3] e deve ancora svolgersi l’istruttoria.

Ma c’è un paletto contro l’inadempimento: il tribunale ha disposto il sequestro conservativo [4], richiesto dal locatore, per evitare il pericolo di insolvenza del debitore, che è risultato privo di adeguata capienza bancaria, come dimostrato da un assegno che il fittuario aveva rilasciato in favore del locatore ed al momento dell’incasso è risultato privo di fondi.

Inoltre, il titolare dell’esercizio era rimasto inerte anche in seguito di fronte alle continue richieste di versamento del canone ed è rimasto contumace anche nel presente giudizio. Questi comportamenti hanno fatto temere che la futura esecuzione nei suoi confronti per recuperare i canoni non pagati possa risultare infruttuosa, perciò il giudice ha ritenuto opportuno vincolare i beni mobili ed immobili del debitore.

Leggi anche gli articoli “Coronavirus e affitto: bisogna pagare il canone?” e “Nuovo sconto affitto causa Covid“.


note

[1] Trib. Milano, sez. 13° Civile ord. n. (omissis)/2020.

[2] Art. 1464 Cod. civ.

[3] Art. 669 bis Cod. proc. civ.

[4] Art. 671 Cod. proc. civ.


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