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Inps: Conte giustifica lo stipendio di Tridico

29 Settembre 2020 | Autore:
Inps: Conte giustifica lo stipendio di Tridico

Il premier definisce «adeguato» il raddoppio della retribuzione del presidente Inps, ma incalza: lavori anche di notte per assicurare la cassa integrazione.

Nulla di scandaloso: il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, non prende uno stipendio troppo elevato. «Ma deve lavorare giorno e notte per assicurare la cassa integrazione a chi ancora l’aspetta». Con un colpo al cerchio e un altro alla botte, il premier, Giuseppe Conte, cerca di chiudere così la polemica sull’aumento della retribuzione del numero uno dell’Inps.

Conte, sollecitato sullo stipendio di Tridico, passato da 62mila a 150mila euro l’anno, risponde: «Io stesso nei giorni scorsi, quando mi è stata posta la domanda, vi ho detto “permettetemi di verificare”. All’esito dell’informativa assunta, ho verificato che il presidente Inps prendeva emolumenti molto inferiori rispetto al precedente». E quindi? «C’è stato un riassetto dei vertici dell’Inps e credo dell’Inail – spiega il premier –   sono stati insediati i Cda, a quel punto, su base di procedimenti legislativi e regolamentari, è stato necessario adeguare gli stipendi. Questo ha portato a un adeguamento stipendiale per Tridico che, se guardate le tabelle comparative, ancor oggi risulta in linea o inferiore a quelli dei vertici di istituti paragonabili».

Insomma, uno stipendio adeguato, secondo il presidente del Consiglio. Che, però, ora chiede a Tridico uno sforzo maggiore: «Lavori anche di notte per assicurare la cassa integrazione ai cittadini che ancora l’aspettano».

Conte ammette che ci sono dei ritardi nei pagamenti del sostegno al reddito ai lavoratori penalizzati dalla crisi generata dal Covid. «Su questo – incalza – il presidente dell’Inps, tutti i lavoratori Inps e coloro che hanno un ruolo, io per primo, dobbiamo lavorare giorno e notte. Questo è un problema per chi non ha mezzi di sostentamento. Non ha senso dire che milioni l’han preso ma c’è ancora un piccolo numero che non lo ha percepito, perché si tratta di famiglie».



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