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Rinuncia all’eredità: quando va fatta

30 Settembre 2020 | Autore:
Rinuncia all’eredità: quando va fatta

C’è un termine entro il quale rifiutare il patrimonio del defunto? Se ne può prendere solo una parte? E a chi vanno i beni?

Non sempre la persona a cui viene a mancare un parente è disposta ad accettare l’eredità. Ci sono delle situazioni in cui può darsi che non sia nemmeno conveniente: accettare i beni del defunto vuol dire anche accollarsi i suoi debiti. Bisogna, quindi, fare due conti e valutare se il gioco vale la candela, come si suol dire. Se, cioè, quello che si riceve compensa di gran lunga quello che si deve versare. Altrimenti, se non ne vale la pena, si può optare per la rinuncia all’eredità. Ma quando va fatta? È una circostanza a cui, solitamente, si pensa quando arriva il momento di metterci la firma dopo il decesso del caro estinto. Chi già intuisce che è meglio «sfilarsi» dalla lista degli eredi quando si è ancora in tempo, può farlo prima che il parente muoia?

Va premesso che la rinuncia all’eredità deve essere una conseguenza di una libera scelta ben ponderata. Perché, una volta che si sarà presa la decisione di non intascare un centesimo dal patrimonio del defunto o di non accettare la casa, l’auto o la collezione di orologi antichi, non si potrà mettere una data di scadenza, come non si possono nemmeno porre delle condizioni alla rinuncia («solo se rinuncia anche mio fratello», «solo se mia sorella vende la casa ad un terzo», ecc.).

Chi opta per la rinuncia all’eredità non potrà nemmeno farlo parzialmente, cioè scegliere di tenersi solo certi beni e scartare altri (oltre ai debiti, naturalmente). O si fa parte dell’elenco degli eredi o ci si toglie completamente, insomma. Le mezze misure non sono accettate in questo caso. Ecco perché vale la pena pensarci bene. Se, comunque, si decide di non pretendere nulla, ecco quando va fatta la rinuncia all’eredità.

Rinuncia all’eredità: che cos’è?

Per rinuncia all’eredità si intende la dichiarazione in cui si attesta di non voler accettare il patrimonio lasciato da una persona defunta, con o senza testamento, frutto di una libera scelta, senza condizioni o termini, gratuita e a favore di tutti gli altri eredi.

Si tratta, dunque, di uno strumento a disposizione di chi ha il diritto di ricevere tutto o una parte del patrimonio lasciato dal defunto per decidere di rinunciarvi. In questo caso, vengono meno gli effetti dell’eredità a seguito dell’apertura della successione. Lo svantaggio è che non vedrà un solo centesimo del patrimonio oggetto dell’eredità. Il vantaggio è che nessun creditore del defunto busserà alla sua porta.

Rinuncia all’eredità: quali limiti?

Come si diceva prima, la rinuncia all’eredità ha certi limiti. Non si può fare «a certe condizioni» dettate dal rinunciatario. In particolare, non è ammesso prevedere:

  • delle imposizioni agli altri eredi: rinunciare all’eredità solo se l’altro erede compie un determinato atto sulla sua parte;
  • delle scadenze: rinunciare all’eredità solo fino a una certa data;
  • delle limitazioni: rinunciare a una parte dell’eredità per tenersene un’altra.

Significa che, per esempio:

  • Mario non può rinunciare all’eredità pretendendo che il fratello Luigi ne venda la sua parte;
  • Mario non può rinunciare all’eredità solo per un certo periodo di tempo, magari quello che occorre agli altri eredi per pagare i debiti del defunto;
  • Mario non può rinunciare ai beni che detesta e tenersi la casa a Portofino e la Ferrari.

Rinuncia all’eredità: come si fa?

Per fare la rinuncia all’eredità va fatta una dichiarazione presso un notaio oppure presso il cancelliere del tribunale in cui è stata aperta la successione e in cui verrà registrata la rinuncia.

Rinuncia all’eredità: quando va fatta?

Secondo il Codice civile, la rinuncia all’eredità deve essere fatta entro 10 anni dalla morte del defunto, altrimenti cade in prescrizione [1]. Il termine decorre anche dal passaggio in giudicato della sentenza di accertamento dello stato di filiazione.

Non è detto, però che occorra attendere tutto questo tempo. Il termine decennale, infatti, può essere ridotto nel caso in cui un creditore solleciti l’erede tramite il tribunale a decidere se accetta l’eredità oppure se vuole decidere per la rinuncia.

Ad ogni modo, trascorso il termine, non è possibile rinunciare o accettare.

È possibile revocare la rinuncia all’eredità se questa non è stata già acquisita dagli altri eredi aventi diritto.

Rinuncia all’eredità: a chi spettano i beni?

Fatta la pratica, vediamo le conseguenze: che succede se si decide di rinunciare all’eredità? I beni dove vanno a finire? Certo, chi non accetta la sua parte del patrimonio potrebbe pensare: «E che mi interessa?». Ma può anche capitare che cambi idea nel momento in cui lo scopre.

Le possibilità sono due. La prima, riguarda le successioni legittime. Se ci sono altri eredi legittimi, la parte di chi rinuncia viene suddivisa equamente tra questi, tranne per il diritto di rappresentazione, che coinvolge i discendenti di chi rinuncia all’eredità

L’altra eventualità riguarda la successione testamentaria. La parte di chi rinuncia viene equamente suddivisa tra gli altri eredi a meno che il defunto abbia deciso una sostituzione. Se non ci sono altri eredi testamentari, l’eredità viene ripartita tra gli eredi legittimi.

Mario muore e non lascia testamento. Ha quattro figli: Filippo, Cinzia, Marianna e Mirko. Marianna rinuncia all’eredità. Il suo 25% viene suddiviso tra i tre fratelli, che prenderanno ciascuno il 33% della sua quota.

Giorgio muore e non lascia testamento. Ha un solo figlio, Carlo, che, a sua volta, ha un figlio, Giorgio Jr. Carlo rinuncia al patrimonio del padre, che passa interamente a Giorgio Jr.

Patrizia muore lasciando un testamento. Ha tre figli, Barbara, Vittorio e Vanessa. Ha disposto nel testamento che, nel caso in cui i figli rinuncino all’eredità, i suoi beni devono passare ad un determinato ente di beneficenza. Barbara rinuncia all’eredità. La sua parte passa all’ente di beneficenza, mentre Vittorio e Vanessa incassano il patrimonio.

Alessandro muore lasciando un testamento. Non dispone nulla in caso di rinuncia all’eredità da parte dei figli Piero e Chiara. Piero rinuncia: i beni passano agli eredi legittimi di Chiara.


note

[1] Art. 480 cod. civ.


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