Gratuito patrocinio: ok anche nella separazione consensuale

29 Settembre 2020 | Autore:
Gratuito patrocinio: ok anche nella separazione consensuale

La Cassazione esclude il cumulo dei redditi dei coniugi: così aumentano le possibilità di accedere al beneficio.

Via libera della Cassazione alla possibilità di ottenere il gratuito patrocinio anche nelle cause di separazione consensuale: finora, l’ostacolo sorgeva a causa del cumulo dei redditi dei coniugi, che poteva comportare il superamento della soglia per l’ammissione al beneficio.

Ora, invece, la Suprema Corte con una nuova sentenza [1] esclude la necessità di dover sommare i redditi dei due coniugi separandi e degli eventuali altri componenti della famiglia, perché nel procedimento di separazione, anche quando è consensuale, gli interessi delle parti sono considerati confliggenti.

La norma di legge [2], infatti, stabilisce che se la parte che intende chiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato convive con il coniuge o altri familiari, il reddito da considerare è costituito dalla somma dei redditi di ciascun componente della famiglia; solo se la causa riguarda diritti della personalità, oppure se «gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti del nucleo familiare con lui conviventi» si ha riguardo al solo reddito della parte istante, che promuove il giudizio.

L’ostacolo derivava dal fatto che nella separazione coniugale i coniugi raggiungono un accordo consensuale, su base concordata, che poi il giudice (salvo particolari ostacoli) omologherà: in questa situazione, è difficile individuare posizioni contrapposte, ma applicando la regola del cumulo sarebbe in molti casi impossibile per entrambi ottenere il gratuito patrocinio, quando i loro redditi sommati superano i bassi limiti previsti, attualmente pari a 11.493,82 euro annui.

Adesso, diventa possibile considerare i redditi di ciascuno e in particolare di prendere a riferimento solo quelli di colui o colei che promuove la separazione consensuale; il reddito dell’altro coniuge non andrà considerato. La sentenza di oggi si muove nel solco di una giurisprudenza favorevole che già lo scorso anno aveva ammesso questa possibilità [3]. Leggi anche l’articolo “Gratuito patrocinio: separazione consensuale“.


note

[1] Cass. sent. n. 20545/20 del 29 settembre 2020.

[2] Art. 76, comma 2, D.P.R. n.115/2002.

[3] Cass. sent. n. 20385 del 26 luglio 2019.


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