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L’ex che non versa il mantenimento ha diritto al passaporto?

29 Settembre 2020
L’ex che non versa il mantenimento ha diritto al passaporto?

Se il genitore separato non corrisponde il mantenimento ai figli, l’altro può revocare l’assenso al suo espatrio.

Ti sei separato da tua moglie dopo anni passati a litigare furiosamente. Ancora adesso, i rapporti tra voi non sono molto buoni, soprattutto perché lei approfitta di ogni situazione per metterti in cattiva luce con i tuoi figli. Per giunta, l’azienda per la quale lavori naviga in cattive acque e, da qualche mese, non versi l’assegno per i bambini, così come previsto dal provvedimento del giudice. Di conseguenza, per ordine del questore, non puoi recarti all’estero. Ma l’ex che non versa il mantenimento ha diritto al passaporto? In pratica, quando un genitore si sottrae all’obbligo di assistenza materiale nei confronti della prole, l’altro può negare il consenso al suo espatrio oppure revocarlo tramite una semplice dichiarazione rilasciata in Questura.

Si tratta di uno dei rimedi previsti dall’ordinamento contro il quale il genitore inadempiente può rivolgersi al giudice tutelare, il quale valuterà se concedere o meno l’autorizzazione a viaggiare in un Paese estero. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di affrontare la questione punto per punto.

Cos’è il passaporto?

Prima di addentrarci nell’argomento, devi sapere che il passaporto è quel documento che ti permette di circolare liberamente all’estero, cioè al di fuori degli Stati dell’Unione europea.

Puoi chiedere il rilascio del passaporto compilando un apposito modulo presso:

  • la Questura;
  • l’ufficio passaporti del commissariato di Pubblica Sicurezza;
  • la stazione dei Carabinieri.

Una volta rilasciato, il passaporto ha una validità pari a 10 anni, scaduti i quali è necessario richiedere l’emissione di un nuovo documento.

Cosa occorre per il rilascio del passaporto?

Se vuoi ottenere il passaporto devi munirti della seguente documentazione:

  • due fotografie recenti in formato tessera;
  • il contrassegno telematico pari a 73,50 euro;
  • la ricevuta del versamento di 42,50 euro per il pagamento delle spese necessarie all’emissione del passaporto;
  • un documento d’identità in corso di validità;
  • la firma di assenso dell’altro coniuge nel caso in cui vi siano figli minorenni oppure l’autorizzazione del giudice tutelare se il richiedente è genitore separato o divorziato con figli minori senza che vi sia stato il consenso dell’altro genitore.

L’ex che non versa il mantenimento ha diritto al passaporto?

Fin qui, ti ho spiegato brevemente cos’è il passaporto, a cosa serve e quali sono i documenti che occorrono per ottenerlo. Ma non è tutto. Capita spesso, infatti, che chi richiede il passaporto sia un genitore separato o divorziato. Ebbene, in presenza di figli minorenni è necessaria, come ti ho già anticipato, anche la firma di assenso dell’altro genitore oppure, in mancanza, l’autorizzazione del giudice tutelare. Ti faccio un esempio.

Tizio è separato ed ha un figlio di 5 anni. Un giorno deve recarsi in Brasile per seguire un convegno di lavoro. Prima di partire, però, deve provvedere al rinnovo del suo passaporto. Tuttavia, l’ex moglie, per ripicca, non vuole firmargli la richiesta.

Nell’esempio che ti ho riportato, per il rinnovo del passaporto di Tizio occorre la firma dell’ex moglie perché hanno in comune un figlio minorenne. Il motivo di una simile procedura è molto semplice: si vuole evitare una fuga all’estero del genitore obbligato a corrispondere il mantenimento alla prole. Ti faccio un altro esempio.

Caio è separato e, in base al provvedimento del giudice, è tenuto a corrispondere al figlio Mevio di 8 anni un mantenimento di 450 euro al mese.

Ebbene, se Caio si rende inadempiente, cioè non corrisponde al bambino quanto dovuto, la moglie potrà rifiutarsi di dare il suo assenso al rilascio del passaporto del marito oppure revocare l’assenso già prestato. In altri termini, Caio non potrà recarsi all’estero e sarà annotata sulla carta d’identità e su un altro documento equipollente la dicitura “non valido per l’espatrio”. Cosa fare quindi? La soluzione migliore è quella di rivolgersi al giudice tutelare, il quale dovrà convocare le parti per valutare, sulla base delle loro dichiarazioni, se dare o meno la propria autorizzazione all’espatrio.

All’udienza, il genitore inadempiente deve dar prova dell’impossibilità di corrispondere il mantenimento e della necessità di doversi recare in un Paese straniero per motivi di lavoro o di salute. A questo punto, il giudice tutelare può:

  • negare l’autorizzazione all’espatrio;
  • autorizzare il genitore all’utilizzo del passaporto a condizione che egli corrisponda il mantenimento ai figli;
  • concedere una validità temporanea del passaporto in base al tempo che occorre per recarsi all’estero ed espletare le attività necessarie.

L’ex non versa il mantenimento ai figli: che fare?

Dal punto di vista penale, se l’ex coniuge non paga il mantenimento commette il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare [1]. L’altro coniuge, quindi, può presentare una denuncia all’autorità competente (carabinieri, polizia o Procura della Repubblica). È importante, tuttavia, che il genitore inadempiente sia consapevole di essere obbligato a mantenere la prole in virtù di una sentenza del giudice e di non essere in regola con i pagamenti.

Dal punto di vista civile, invece, la sentenza con cui il giudice stabilisce l’obbligo di versare il mantenimento è un titolo esecutivo. In altre parole, si può notificare all’ex coniuge inadempiente un atto di precetto per intimargli il pagamento di quanto dovuto (oltre agli interessi e alle spese legali) entro un dato termine, altrimenti si procederà con il pignoramento dei beni.


note

[1] Art. 570 bis cod. pen.


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