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Come dimostrare stabile legame affettivo

29 Settembre 2020
Come dimostrare stabile legame affettivo

Separazione e divorzio: se l’ex moglie convive con un altro uomo perde il diritto all’assegno di mantenimento.

Ormai, è a tutti noto che la Cassazione ritiene non più dovuto l’assegno di mantenimento all’ex che convive con un’altra persona. Ma la convivenza deve essere stabile: non può trattarsi di una semplice situazione occasionale, magari basata sulla condivisione delle spese dell’affitto. Al contrario, deve ricorrere uno stabile legame affettivo, quello tipico di una famiglia di fatto. Insomma, tra i due partner ci deve essere lo stesso rapporto collaborativo e lo stesso intento familiare che sussiste tra marito e moglie seppur in assenza di un matrimonio.

Di qui, il ricorso di numerosi uomini che, versando l’assegno di mantenimento da più anni, avevano sperato che il giudice glielo cancellasse accertando la sussistenza di una convivenza dell’ex moglie con un altro partner. Ma alcune di queste cause non hanno raggiunto l’obiettivo: questo perché sono mancate le prove certe della stabile convivenza. Di qui, il dubbio di molti: come dimostrare lo stabile legame affettivo? Un chiarimento lo offre una recente ordinanza della Cassazione [1]. Ecco cosa ha detto la Corte in merito.

Come dimostrare che l’ex moglie convive con un altro uomo

Secondo la Corte, è valida la prova dell’investigatore privato assoldato per dimostrare che l’ex coniuge vive in casa di un’altra persona. E tanto basta: il semplice fatto di riuscire a provare che una persona vive e dorme a casa di un’altra è sufficiente per decretare la fine dell’assegno di mantenimento. Per sempre. In altri termini, anche se la convivenza dovesse successivamente naufragare per una ragione o per un’altra, gli alimenti non potrebbero più essere richiesti.

Un altro modo per dimostrare lo stabile legame affettivo è la prova testimoniale. Nel caso deciso dalla Corte con la sentenza in commento è stato sentito il portiere dello stabile che ha confermato che la donna stava sempre a casa di un altro uomo.

In un altro articolo abbiamo anche chiarito che è possibile dimostrare che l’ex moglie convive con un’altra persona sulla base dell’intestazione delle utenze o della partecipazione alle spese di casa (si pensi alla ristrutturazione dell’immobile o al pagamento delle spese condominiali). Leggi “Come dimostrare che l’ex moglie convive“.

Infine, una valida prova potrebbe essere il fatto di aspettare un bambino, cosa che farebbe pensare che l’ex moglie ha intrapreso un nuovo percorso familiare con un’altra persona.

Insomma, in tutti questi casi si spezza il legame con il precedente coniuge e quest’ultimo, ricorrendo al giudice del tribunale, può farsi cancellare definitamente e completamente l’obbligo di versare gli alimenti. Alimenti solo per l’ex moglie e non per i figli, i quali invece, al contrario, vantano il diritto ad essere mantenuti fino a quando non si rendono indipendenti dal punto di vista economico (condizione che non si raggiunge necessariamente con la maggiore età).

Che succede se la convivenza dell’ex finisce?

Chi inizia una nuova convivenza si assume anche il rischio del naufragio di questa seconda avventura amorosa e non può quindi ritornare a battere cassa dal precedente coniuge. Tanto più che, il 10 maggio 2016, la Cassazione ha detto che l’assegno divorzile non è una rendita parassitaria, ma va “meritato”. Di qui una serie di condizioni per poter richiedere il beneficio: l’impossibilità di lavorare per sopraggiunti limiti di età (45-50 anni circa) o per condizioni di salute (una grave malattia invalidante); o, ancora, l’incapacità a trovare lavoro per aver prestato per una vita i propri servigi al ménage domestico o perché il mercato occupazionale non lo consente (circostanza da dimostrare allegando le richieste di assunzione o la partecipazione a bandi e concorsi).


note

[1] Cass. ord. n. 20499/2020 del 29.09.2020.


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