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Alcoltest: serve l’avvocato?

1 Ottobre 2020 | Autore:
Alcoltest: serve l’avvocato?

Quando la Polizia deve avvisare il conducente che può farsi assistere da un difensore di fiducia durante la misurazione del tasso alcolemico con l’etilometro?

Sei in giro in macchina con i tuoi amici o con la tua ragazza quando si alza una paletta: alt di polizia e controllo. Scendi dall’auto, forse sembri un po’ allegro o barcolli, fatto sta che gli agenti decidono di sottoporti all’alcoltest nell’immediatezza.

In quei momenti, sei confuso e non ricordi bene se gli operanti ti avvisano che puoi farti assistere da un avvocato di tua fiducia durante l’operazione. Purtroppo, l’esito della misurazione è positivo e ti viene contestata la guida in stato di ebbrezza: è un reato e prevede anche la sospensione della patente. Nel tuo caso, è pure aggravato perché guidavi di notte.

Così sorge la domanda che acquista una valenza pratica: per l’alcoltest serve l’avvocato? Se la risposta fosse positiva, l’accertamento sarebbe nullo o comunque inutilizzabile per violazione del diritto di difesa. Altrimenti, sarai costretto ad accettare il risultato del test e ti dovrai difendere in altre maniere.

Vediamo dunque cosa dice la legge e com’è orientata la giurisprudenza: ti anticipo che occorre un avvertimento della possibilità di farsi assistere, ma bisogna vedere quando e in che forma va dato e come deve essere provato.

Alcoltest: cos’è e come funziona

L’alcoltest è un accertamento tecnico speditivo che misura il valore di alcol presente nel sangue. Serve a verificare se il tasso supera i limiti consentiti per poter guidare. Rispetto al prelievo ematico, che consente una determinazione precisa attraverso le analisi, il test è più rapido perché viene fatto sul posto con un apparecchio chiamato etilometro.

L’etilometro misura il quantitativo di alcol contenuto nell’aria espirata e, con una formula scientifica prestabilita, determina il valore del tasso di metanolo (alcol etilico) presente in quel momento nel sangue in circolazione nell’organismo.

Il grado di accuratezza della misurazione è elevato nei moderni strumenti, ma la precisione dipende anche dalle condizioni concrete dell’apparecchio e dal modo in cui viene utilizzato. Per questo, l’etilometro deve essere periodicamente calibrato.

Ci sono vari tipi di etilometro; quelli in uso alle forze dell’ordine devono avere determinate caratteristiche tecniche, indicate negli appositi Decreti ministeriali [1]. I più antiquati sono quelli di tipo chimico (test del palloncino) ormai desueti. Oggi, si usano prevalentemente dispositivi elettronici, con un boccaglio in cui soffiare l’aria che viene istantaneamente analizzata da sensori e il risultato viene visualizzato con un numero che appare sul display.

Guida in stato di ebbrezza

Il Codice della strada [2] punisce severamente la guida in stato di ebbrezza, cioè sotto l’influenza dell’alcool. L’ebbrezza è qualcosa di più lieve e “nascosto” di quella che comunemente chiamiamo ubriachezza (la quale manifesta sintomi evidenti, che l’ebbrezza può non presentare) e la legge stabilisce il divieto di guidare quando il tasso alcolemico del conducente di un veicolo supera il valore di 0,5 grammi per litro di sangue.

Le sanzioni sono amministrative o penali e vengono graduate proprio in base all’entità del tasso misurato:

  • quando il valore è compreso tra 0,5 e 0,8 g/l c’è una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 532 a 2.127 euro, con sospensione della patente da 3 a 6 mesi;
  • se il tasso è superiore a 0,8 ma inferiore a 1,5 g/l scatta il reato di guida in stato di ebbrezza, punito con l’arresto fino a 6 mesi e con l’ammenda da 800 a 3.200 euro; si applica la sanzione accessoria della sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno;
  • un tasso superiore a 1,5 g/l comporta l’arresto da 6 mesi a 1 anno e l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro; la patente è sospesa per un periodo da 1 a 2 anni.

Se il conducente in stato di ebbrezza ha provocato un incidente stradale, le pene previste per il reato di guida in stato di ebbrezza sono raddoppiate, c’è il fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni (a meno che non appartenga a persona estranea all’illecito) e se il tasso è superiore a 1,5 g/l la patente è revocata. Inoltre, le ammende che abbiamo indicato sono aumentate da un terzo alla metà se la guida è avvenuta in orario notturno, tra le 22,00 e le 07,00.

Come si fa l’alcoltest

Il Codice della strada autorizza gli organi di Polizia stradale all’impiego di apparecchi portatili da utilizzare per le misurazioni sul posto: sono gli etilometri che abbiamo esaminato. Perciò, direttamente sul luogo del controllo, la pattuglia potrà sottoporre il conducente “sospetto” alla rilevazione del tasso alcolemico, senza necessità di condurlo in caserma, in ospedale o in una struttura sanitaria.

La decisione degli agenti è discrezionale e non richiede che si manifestino nel guidatore i sintomi tipici dell’assunzione eccessiva di bevande alcoliche (alito vinoso, eloquio sconnesso, movimenti rallentati, barcollamenti ecc.), mentre il prelievo ematico è sottoposto a requisiti più stringenti, come un incidente stradale con lesioni personali o un alcoltest positivo da confermare o uno «stato di alterazione psico-fisica derivante dall’assunzione di alcol» da parte del soggetto controllato.

In pratica, l’alcoltest è un accertamento a campione, una sorta di screening compiuto su un gran numero di soggetti e che si incrementa nei fine settimana per prevenire il fenomeno delle “stragi del sabato sera”.

Alcoltest: l’assistenza dell’avvocato

Se gli agenti operanti decidono di eseguire l’alcoltest sul conducente di un veicolo, devono avvisarlo – prima di iniziare l’accertamento – della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia. È un obbligo previsto dalla legge [3] come garanzia che deve precedere un atto urgente ed irripetibile che sta per compiersi nei confronti di un potenziale indagato (abbiamo visto che la guida in stato di ebbrezza può essere reato se il tasso supera gli 0,8 g/l).

Anche la Cassazione è orientata nel medesimo senso e richiede l’avviso come presupposto indefettibile per la validità della procedura [4] soprattutto ai fini dell’acquisizione, come prova utilizzabile nel processo penale, del risultato del test; perciò l’omissione dell’avviso non comporta nullità se la rilevazione comporta l’applicazione delle sole sanzioni amministrative, senza integrare l’ipotesi di reato.

Altrimenti, in caso di omissione dell’avviso la nullità potrà essere fatta valere anche successivamente all’effettuazione del test, fino al momento di deliberazione della sentenza di primo grado a carico del conducente imputato del reato di guida in stato di ebbrezza.

Alcoltest: come difendersi

Ma come deve essere dato l’avviso? Una nuova sentenza della Corte di Cassazione [5] ha stabilito che è sufficiente la forma orale, ma la circostanza dovrà essere riportata nel verbale. Non è, dunque, necessaria la forma scritta: «una volta che dell’avvertimento in questione, dato in forma orale, sia dato atto in un verbale, sottoscritto da uno o più pubblici ufficiali accertatori, a meno di ritenere e provare che ci si trovi di fronte a un falso ideologico, l’avvenuto avviso deve dirsi provato», afferma il Collegio.

Il verbale potrà essere redatto anche in un momento successivo a quello di effettuazione dell’alcoltest: la Suprema Corte ha precisato che non c’è un «obbligo giuridico, in capo ai verbalizzanti, di redazione contestuale del verbale di accertamento all’esame etilometrico, essendo sufficiente che l’avvertimento venga espresso oralmente prima della sottoposizione dell’indagato all’esame, per poi essere trasposto per iscritto col verbale successivamente redatto, a meno di non volere e potere dimostrare che quanto scritto in quell’atto redatto dai pubblici ufficiali verbalizzanti sia falso».

Insomma, prima di compiere l’alcoltest il conducente deve essere avvisato, anche a voce, della possibilità di farsi assistere da un avvocato, e in caso di omissione ci sarà la nullità dell’accertamento, se esso è destinato ad essere utilizzato nel processo penale per il reato di guida in stato di ebbrezza. Ma se l’avvocato non è prontamente reperibile e non arriva in un tempo ragionevole, la Polizia potrà comunque procedere all’alcoltest, per evitare alterazioni della misurazione del tasso alcolemico dovute ad un eccessivo trascorrere del tempo durante il quale l’alcol potrebbe essere metabolizzato e non risultare più rilevabile.

Per approfondire leggi anche questi articoli:


note

[1] Art. 379 Regolamento di attuazione al cod. strada.

[2] Art. 186 cod. strada.

[3] Art. 114 D.Lgs. 28.07.1989, n. 271 (Disposizioni di attuazione al cod. proc. pen.).

[4] Cass. Sez. Un. sent. n. 5396/2015; Cass. sent. n. 6526/2018.

[5] Cass. sent. n. 27110/20 del 29.09.2020.


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