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Notifica cartella: se manca la cartolina di ritorno

3 Ottobre 2020 | Autore:
Notifica cartella: se manca la cartolina di ritorno

La comunicazione di avvenuto deposito è necessaria per perfezionare la procedura; l’Agenzia deve esibire l’avviso di ricevimento della seconda raccomandata.

Arriva il postino per notificarti una cartella esattoriale ma in quel momento tu non sei in casa e non c’è nessuno che possa ritirare la raccomandata. Così il portalettere lascia in buca l’avviso e, nei giorni a seguire, arriva la successiva raccomandata informativa con avviso di ricevimento.

La notifica è perfezionata solo con questa seconda raccomandata, ma cosa succede se manca la cartolina? La notifica è nulla o rimane valida? Il quesito è problematico ma ha un notevole impatto pratico perché questi casi sono molto frequenti.

La risposta è arrivata dalla Corte di Cassazione, che ha sottolineato la necessità della comunicazione di avvenuto deposito e della ricevuta di ritorno che attesta il recapito dell’atto al destinatario: l’Agente di riscossione è tenuto ad esibire in giudizio questi documenti, per provare la correttezza degli adempimenti effettuati.

La notifica agli irreperibili: procedura

Tecnicamente, la momentanea assenza del destinatario dall’abitazione o dalla sede dove viene effettuato il recapito di un atto attraverso il servizio postale, l’ufficiale giudiziario o il messo notificatore rientra nella nozione di irreperibilità (di tipo relativo e non assoluto).

I motivi dell’assenza possono essere i più disparati e non incidono sulla procedura di notifica agli irreperibili: l’essenziale è che il domicilio e residenza siano quelli indicati nell’indirizzo di recapito e che al momento della consegna manchi non solo il destinatario, ma anche altre persone in grado di ricevere l’atto, come un familiare, un addetto alla casa o all’azienda, un vicino di casa o il portiere.

Quando ciò si verifica, l’operatore postale incaricato della consegna dovrà compilare la relazione di notificazione indicando la causa dell’irreperibilità che ha constatato. Ma per perfezionare la notifica occorrerà una comunicazione del deposito della raccomandata presso l’ufficio postale, e il destinatario sarà informato di ciò con la spedizione di una seconda raccomandata A.R., cioè con avviso di ricevimento, detta anche “raccomandata informativa“.

Questi passaggi sono previsti dalla legge sulle notificazioni a mezzo del servizio postale [1] che espressamente dispone: «il piego è depositato lo stesso giorno presso l’ufficio postale preposto alla consegna o presso una sua dipendenza. Del tentativo di notifica del piego e del suo deposito presso l’ufficio postale o una sua dipendenza è data notizia al destinatario, a cura dell’agente postale preposto alla consegna, mediante avviso in busta chiusa a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento che, in caso di assenza del destinatario, deve essere affisso alla porta d’ingresso oppure immesso nella cassetta della corrispondenza dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda».

Se in seguito il destinatario non ritira la raccomandata, la notifica si perfeziona comunque trascorsi 10 giorni dalla data del deposito dell’avviso di giacenza (o dalla data di effettivo ritiro del plico, se anteriore).

La prova dell’avvenuta notifica

Ma tutte le formalità che abbiamo descritto devono essere documentate a cura del mittente dell’atto da notificare; nel caso delle cartelle esattoriali, l’Agente di riscossione. Se il contribuente destinatario della cartella contesta in giudizio le circostanze dell’avvenuta notifica, sarà dunque onere dell’Agenzia Entrate Riscossione (o dell’altro concessionario che ha formato l’atto) provare che il procedimento notificatorio è stato correttamente eseguito e, dunque, la notifica si è perfezionata ed è efficace.

Questo accertamento ha notevoli effetti pratici, perché la notifica valida è idonea ad interrompere i termini di prescrizione del credito richiesto nella cartella e fa decorrere i termini per impugnarla. Ma anche a livello sostanziale, la notifica non effettuata secondo la procedura di legge non ha effetto nei confronti del destinatario, che può contestarne la nullità anche in un momento successivo, ad esempio quando riceverà un successivo atto – come un’intimazione di pagamento o un preavviso di fermo amministrativo – che si fonda su quella cartella non correttamente notificata.

Notifica nulla se manca la cartolina di ritorno

È dunque un preciso onere che incombe sul mittente quello di provare l’avvenuta spedizione dell’atto da notificare e il suo ricevimento anche quando esso si è realizzato con la consegna della raccomandata informativa, a prescindere dal fatto che essa poi sia stata effettivamente ritirata o meno.

Per documentare l’avvenuta consegna una nuova sentenza della Cassazione [2] richiede la prova della ricezione, altrimenti la notifica è nulla. La Suprema Corte – richiamando una sua precedente pronuncia [3] – afferma che «la prova del perfezionamento notificatorio nel caso di irreperibilità relativa del destinatario deve avvenire attraverso l’esibizione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata contenente la comunicazione di avvenuto deposito» detta anche Cad e che materialmente consiste nella cartolina di ritorno.

Gli Ermellini chiariscono anche il motivo di questa necessità: «solo l’esame di detto avviso consente di verificare che il destinatario abbia avuto effettiva conoscenza del deposito dell’atto presso l’ufficio postale e che ne sia stato pertanto tutelato il diritto di difesa».

In sintesi, l’Agenzia deve produrre in giudizio le cartoline di ritorno degli avvisi di avvenuto deposito e solo in questo modo potrà dimostrare che il contribuente destinatario ha avuto effettiva conoscenza della cartella esattoriale che gli è stata notificata.

Non è sufficiente, quindi, per provare la regolarità della notifica la sola prova dell’avvenuta spedizione della seconda raccomandata informativa, quella che contiene la comunicazione di avvenuto deposito in giacenza della prima: occorre anche l’esibizione – quando il contribuente contesti la validità della notifica – del secondo avviso di ricevimento documentato dall’apposita cartolina.


note

[1] Art. 8 Legge n.890/1982.

[2] Cass. ord. n. 20647/20 del 29 settembre 2020.

[3] Cass. ord. n. 5077/19 del 21 febbraio 2019.


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