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Diritto di precedenza: ultime sentenze

15 Ottobre 2020
Diritto di precedenza: ultime sentenze

Scontro tra veicoli; violazione delle norme sulla circolazione stradale; regole di prudenza e diligenza.

L’obbligo di dare la precedenza

Nel caso di scontro tra veicoli l’accertamento dell’intervenuta violazione, da parte di uno dei conducenti, dell’obbligo di dare la precedenza, non dispensa il giudice dal verificare il comportamento dell’altro conducente, onde stabilire se quest’ultimo abbia a sua volta violato o meno le norme sulla circolazione stradale ed i normali precetti di prudenza, potendo l’eventuale inosservanza di dette norme comportare l’affermazione di una colpa concorrente.

Come previsto dal codice della strada, il conducente del veicolo al quale spetti il diritto di precedenza, per andare esente da responsabilità deve, dunque, a sua volta, guidare nel rispetto di tutte le regole di prudenza e diligenza, come espressamente previste dal codice della strada, in forza delle quali gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione (art. 140), devono regolare la velocità del veicolo in modo da evitare ogni pericolo per la sicurezza, in particolare, il conducente deve, altresì, ridurre la velocità e, occorrendo, anche fermarsi quando riesce malagevole l’incrocio con altri veicoli, in prossimità degli attraversamenti pedonali (art. 141) e, approssimandosi ad una intersezione o intercettando la traiettoria di altro veicolo, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti (art. 145).

Tribunale Milano sez. X, 23/07/2020, n.4631

Diritto di precedenza e obbligo di prudenza

Integra violazione dell’art. 145 c. strad. la condotta dell’automobilista che, pur provenendo da destra, si immette sul altra strada senza avere la possibilità di vedere, a causa della presenza di un cantiere, il sopraggiungere dell’altro veicolo con il quale viene a collisione; tale condotta integra la violazione contestata, rispetto alla quale non rileva la provenienza da destra perché l’eventuale diritto di precedenza non esime dall’obbligo di prudenza.

Cassazione civile sez. VI, 22/10/2014, n.22358

Attraversamenti pedonali e diritto di precedenza

In tema di circolazione stradale, il conducente di un veicolo è tenuto ad osservare, in prossimità degli attraversamenti pedonali, la massima prudenza e a mantenere una velocità particolarmente moderata, tale da consentire l’esercizio del diritto di precedenza, spettante in ogni caso al pedone che attraversi la carreggiata nella zona delle strisce zebrate, essendo al riguardo ininfluente che l’attraversamento avvenga sulle dette strisce o nelle vicinanze.

Cassazione penale sez. IV, 14/11/2019, n.47204

Sinistro con esiti mortali

La causa sopravvenuta può essere considerata causa esclusiva dell’evento solo quando presenti i caratteri dell’assoluta anormalità ed eccezionalità, così da essere del tutto imprevedibile. Nell’ambito di un sinistro stradale, non è circostanza imprevedibile, eccezionale ed atipica che altro conducente non rispetti i limiti di velocità, serbando una condotta a sua volta imprudente (confermata, nella specie, la responsabilità di un automobilista che aveva impegna illegittimamente l’incrocio, ignorando il diritto di precedenza di un motociclo e provocandone la caduta con esiti mortali, atteso che in tema di circolazione stradale il conducente di un veicolo nell’impegnare un crocevia deve prefigurarsi anche l’eccessiva velocità da parte degli altri veicoli che possono sopraggiungere, onde porsi nella condizione di porvi rimedio, atteso che tale accadimento rientra nella normale prevedibilità).

Cassazione penale sez. IV, 23/05/2019, n.40262

L’obbligo di moderare la velocità in prossimità di un incrocio

L’art. 145, comma 1, del nuovo codice della strada, approvato con il D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, presuppone che ogni veicolo, incluso quello del conducente col diritto di precedenza, nell’avvicinarsi all’intersezione, debba tenere una condotta di guida e una velocità tali da consentirgli un tempestivo rallentamento o un’adeguata manovra di emergenza, a fronte dell’avvistamento dell’irregolare sopraggiungere di un altro veicolo, il quale, a sua volta, non rallenti la corsa e violi l’obbligo di dare la precedenza.

Tribunale Velletri sez. II, 11/09/2018, n.1908

Comportamenti illeciti o imprudenti

In tema di colpa nella circolazione stradale, l’obbligo di ridurre la velocità all’approssimarsi di un incrocio e di impegnare con prudenza e a velocità moderata l’area del crocevia sussiste anche a carico di colui che circoli su strada che assegni il diritto di precedenza ovvero che, in presenza di un semaforo, abbia il segnale di via libera, perché il diritto di precedenza non esonera il conducente dall’obbligo di porre la massima attenzione ai pericoli che possano sorgere da comportamenti illeciti od imprudenti tenuti da altri utenti della strada i quali non gli accordino la dovuta precedenza.

Tribunale Lecce, 02/07/2018, n.2467

Il ciclista è tenuto al rispetto del diritto di precedenza

In tema di circolazione stradale e sinistri coinvolgenti auto e bici, il ciclista è tenuto al rispetto del diritto di precedenza spettante ai veicoli circolanti su strada, fino a quando rimane in sella alla bicicletta. Solo qualora scenda dal proprio mezzo e proceda all’attraversamento pedonale, conducendo a mano la bicicletta, è equiparabile ad un pedone, ai sensi dell’art. 182, comma 4 cod. strad., con diritto di precedenza sull’attraversamento pedonale. Il ciclista qualora  attraversi la strada in sella alla bici – seppure sulle strisce  – nonostante l’avvistato avvicinarsi del veicolo, viola l’obbligo imposto dall’art. 145, comma 8, cod. strad.

Parimenti, il conducente dell’autovettura, il quale si è gravemente distratto dalla guida e, dunque, non ha prestato quell’attenzione costante che gli avrebbe prevedibilmente consentito di avvistare la ciclista per tempo ed evitare l’incidente, viola quanto disposto dall’art. 141, 2° comma C.d.S., secondo il quale “Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”

Tribunale Parma, 01/12/2017, n.1637

Accertamento della responsabilità dei conducenti

Nel caso di scontro tra veicoli, l’accertamento in concreto di responsabilità di uno dei conducenti non comporta il superamento della presunzione di colpa concorrente sancita dall’art. 2054 c.c., essendo a tal fine necessario accertare in pari tempo che l’altro conducente si sia pienamente uniformato alle norme sulla circolazione e a quelle di comune prudenza e abbia fatto tutto il possibile per evitare l’incidente; conseguentemente, l’infrazione, anche grave, come l’inosservanza del diritto di precedenza. commessa da uno dei conducenti non dispensa il giudice dal verificare anche il comportamento dell’altro conducente al fine di stabilire se, in rapporto alla situazione di fatto accertata, sussista un concorso di colpa nella determinazione dell’evento dannoso.

Tribunale Taranto sez. III, 19/07/2017, n.2065

La condotta colposa del conducente titolare del diritto di precedenza

In tema di responsabilità penale da sinistri stradali, configura una condotta colposa quella del conducente che, titolare del diritto di precedenza, ometta di moderare la velocità dell’autoveicolo in prossimità di un incrocio. Èinfatti obbligo del conducente moderare la velocità dell’autoveicolo in prossimità di un incrocio, sì da essere in grado di prevenire ogni evenienza, compreso il mancato rispetto delle precedenze spettante gli da parte di terzi.

Tribunale Bari sez. I, 15/06/2017, n.2382

L’obbligo di prudenza nell’attraversamento di un incrocio

Il solo fatto che un conducente goda del diritto di precedenza non lo esenta dall’obbligo consistente nell’usare la dovuta attenzione nell’attraversamento di un incrocio (arti. 140,141,145 cds) anche in relazione a pericoli derivanti da eventuali comportamenti illeciti o imprudenti di altri utenti della strada che non si attengono al segnale di arresto o di precedenza.

Cassazione civile sez. VI, 27/04/2016, n.8289

Violazione di ordinarie regole di diligenza e prudenza

Il conducente favorito dal diritto di precedenza deve comunque non abusarne, non trattandosi di un diritto assoluto e tale da consentire una condotta di guida negligente e pericolosa per gli altri utenti della strada, anche se eventualmente in colpa.

(Nella specie, la Corte di merito, con coerente e logica motivazione, aveva evidenziato che l’imputato era sopraggiunto all’intersezione a velocità non inferiore a 100 km/h, notevolmente superiore a quella consentita, ed in ogni caso non adeguata a prevenire lo scontro con un veicolo che aveva già ampiamente impegnato l’incrocio, sebbene senza rispettare lo stop, determinando pertanto l’incidente con la sua condotta. Pertanto nessuna violazione di legge e difetto di motivazione era dato riscontrare laddove la Corte di merito, nell’affermare la responsabilità dell’imputato, aveva rilevato da parte sua la violazione di ordinarie regole di diligenza e prudenza -colpa generica-, nonchè di specifiche disposizioni del C.d.S. -colpa specifica-, e che tale condotta colposa era stata posta in essere a fronte di un evento prevedibile ed evitabile, se solo fosse stato rispettato il limite di velocità di 30 km/h).

Cassazione penale sez. IV, 06/02/2015, n.30989

Responsabilità dell’automobilista e corresponsabilità del pedone

Poiché l’esercizio del diritto di precedenza non può considerarsi illimitato, dovendo essere sempre subordinato al principio del neminem laedere, ove un pedone attraversi la carreggiata fuori dalle apposite strisce, il conducente del veicolo è tenuto a rallentare la velocità e addirittura ad interrompere la marcia al fine di evitare incidenti che potrebbero derivare proprio da mancata cessione della precedenza a suo favore. Se ciò non faccia, la responsabilità per l’eventuale evento colposo verificatosi è sempre a lui attribuibile, pur se al pedone possa, secondo le condizioni del caso, attribuirsi una efficienza causale concorsuale in base all’apprezzamento motivato del giudice di merito.

Tribunale Milano sez. VI, 08/01/2020, n.36



5 Commenti

  1. Buongiorno. Devo fare l’esame della patente perché è da qualche anno che sto rimandando ed ora ho l’esigenza di prenderla anche per evitare di usare i mezzi pubblici… ma vorrei capire una cosa che non è mi molto chiara. chi ha la precedenza agli incroci e di chi è la responsabilità in caso di incidente?

    1. Sia l’automobilista che viene da sinistra, sia quello da destra, nel momento in cui si avvicinano a un incrocio, devono rallentare e usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti. Quindi, anche chi ha la precedenza ha l’obbligo di prestare attenzione e verificare che altre auto non abbiano già impegnato il centro dell’incrocio perché, in tal caso, sarebbe tenuto a dar loro la precedenza. In assenza di cartelli stradali, la precedenza va sempre data a chi viene da destra. Ma ben potrebbe avvenire il contrario e la segnaletica potrebbe imporre lo stop o la precedenza a chi viene da destra. In tal caso le regole si capovolgono. In presenza di tram o treni, la precedenza va sempre data a questi. Solo in presenza dello stop è necessario fermarsi. Quando invece c’è il triangolo di precedenza, si deve rallentare e prestare attenzione; ci si deve fermare solo laddove necessario a far passare un’altra auto. Bisogna fermarsi prima della segnaletica orizzontale, ossia la striscia bianca sulla strada prima di immettersi nella intersezione. Se si passa da una strada privata o altro luogo privato alla strada pubblica la precedenza va data a chi è già presente in strada.

    2. In caso di scontro tra veicoli, si presume in automatico una pari responsabilità di entrambi i conducenti (cosiddetto concorso di colpa), a meno che uno di questi riesca a dimostrare: 1) di aver tenuto una condotta di guida diligente e rispettosa del codice; 2) la colpa esclusiva dell’altro. Senza questa doppia prova, la responsabilità viene sempre ripartita a metà tra le auto coinvolte nel sinistro e l’assicurazione paga solo il 50% dei danni. In casi particolari, però, come in quello del tamponamento (tra due auto l’una davanti all’altra) e del mancato rispetto della precedenza, questa regola non opera più e si applica invece la presunzione di responsabilità a carico di chi provoca l’incidente. Dunque, nel caso di tamponamento, si presume sempre responsabile il conducente che tampona (quello di dietro), salvo dimostri che la colpa esclusiva sia dell’altro. Parimenti, nel caso dell’incrocio, la responsabilità è sempre di chi viene da sinistra per non aver rispettato l’obbligo di precedenza, salvo dimostri di avere la cosiddetta «precedenza di fatto».

  2. Per chi viene da sinistra, come si può dimostrare l’assenza di propria colpa nell’incidente stradale? Mi hanno detto che bisogna stabilire la «precedenza di fatto». Ma è vero? E come si può stabilire?

    1. Per il conducente che viene da sinistra c’è un solo modo per dimostrare l’assenza di propria colpa nell’incidente: provare che, prima dello scontro, aveva già abbondantemente impegnato l’incrocio, tanto da avere diritto ormai a passare per non poter più né indietreggiare né fermarsi. È la regola della cosiddetta «precedenza di fatto». Ma come stabilire se si aveva la precedenza di fatto? Tutto dipende dai punti di contatto tra i due veicoli: laddove l’auto proveniente da destra tamponi quella di sinistra su una zona posteriore (ad esempio dopo lo sportello di dietro) è innegabile che quest’ultima si trovasse già a una fase avanzata della marcia e, quindi, aveva già maturato il diritto a passare; dovremo allora concludere che l’auto con la precedenza si è avvicinata all’intersezione con un eccesso di velocità o distrazione tale da non consentirle di accorgersi che la strada era già occupata; se invece l’auto di destra era già in posizione centrale all’incrocio, ed è stata tamponata sul retro dall’auto proveniente da sinistra, la responsabilità resta in capo a quest’ultima.

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