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Trattamento abbronzante: ultime sentenze

17 Ottobre 2020
Trattamento abbronzante: ultime sentenze

Attività di estetista professionale; funzionamento della lampada abbronzante; reazione allergica; danni procurati ai clienti; risarcimento del danno.

Trattamento abbronzante e dermatite

Ferma la posizione di garanzia dell’estetista professionale, al fine di verificare l’incidenza causale della condotta rispetto ai danni procurati ad un cliente in seguito all’applicazione di un determinato trattamento estetico – e quindi accertare la causalità della colpa presupposta alla fattispecie di lesioni colpose di cui all’art. 590 c.p. – occorre appurare che le regole cautelari violate siano imposte al fine di evitare proprio l’evento in concreto verificatosi.

(Nello specifico di un cliente di centro estetico che lamentava l’insorgenza di dermatite come reazione allergica in conseguenza del trattamento abbronzante somministrato da un estetista, la Corte ha censurato l’operato del Giudice di merito che, nel riconoscere la responsabilità dell’imputato, non aveva accertato se lo stesso avesse effettivamente omesso di verificare la pericolosità di una crema e il regolare funzionamento della lampada abbronzante, aveva impropriamente indicato come obbligatoria la non prevista richiesta di un certificato medico o di una dichiarazione liberatoria del cliente e aveva svolto argomentazioni illogiche in merito alla prevedibilità dell’evento).

Cassazione penale sez. IV, 12/05/2015, n.22835

Utilizzazione di lampade Uva

Sottoporre la clientela al trattamento abbronzante mediante l’utilizzazione di lampade UV-A costituisce svolgimento della attività di estetista, in quanto, la professionalità dell’intervento dell’estetista si manifesta nel momento della messa a disposizione delle attrezzature indicate e non certo in quello del meccanico funzionamento delle apparecchiature.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 12/01/2004, n.3

La tutela della salute e della sicurezza dei clienti

La messa a disposizione della clientela di lampade UVA è riconducibile all’attività di estetista, consistendo quest’ultima in una qualsiasi prestazione o trattamento eseguito sulla superficie del corpo umano, non solo con tecniche manuali, ma anche con apparecchi elettromeccanici per uso estetico, e richiede pertanto l’ottenimento di un’autorizzazione comunale, rilasciata previa verifica della qualifica professionale degli addetti alle apparecchiature al fine di tutelare la salute e la sicurezza di coloro che si sottopongono al trattamento abbronzante: conseguentemente lo svolgimento di tale attività, in difetto della suddetta autorizzazione, integra illecito amministrativo ed espone chi lo commette all’ordine di sospensione dell’attività di estetista, poiché chi decide di servirsi di dette apparecchiature ripone un legittimo affidamento sull’esistenza della relativa specializzazione professionale in capo al personale che gestisce l’esercizio.

Consiglio di Stato sez. V, 04/08/2014, n.4132

Messa a disposizione di un lettino abbronzante

Ai sensi dell’art. 1, l. 4 gennaio 1990 n. 1, la messa a disposizione della clientela di un lettino abbronzante è riconducibile all’attività di estetista, in quanto consiste in una prestazione o trattamento eseguito sulla superficie del corpo umano con apparecchi elettromeccanici per uso estetico e richiede l’ottenimento di un’autorizzazione comunale rilasciata previa verifica della qualifica professionale degli addetti alle apparecchiature al fine di tutelare la salute e la sicurezza di coloro che si sottopongono al trattamento abbronzante.

T.A.R. Pescara, (Abruzzo) sez. I, 10/06/2011, n.365

Trattamento abbronzante presso un centro estetico

In tema di risarcimento del danno, l’attrice che si sia sottoposta ad un trattamento abbronzante presso un centro estetico, e che in seguito a tale trattamento abbia riportato ustioni, ha diritto al risarcimento dei danni sia a titolo contrattuale, ai sensi dell’art. 1218 c.c., sia a titolo extracontrattuale, ai sensi dell’art. 2051 c.c.

Tribunale Roma sez. XIII, 07/06/2007

Attività soggette a vigilanza sanitaria

Ai sensi dell’art. 1 l. 4 gennaio 1990 n. 1, la messa a disposizione della clientela di lampade UVA è riconducibile all’attività di estetista, in quanto consiste in una qualsiasi prestazione o trattamento eseguito sulla superficie del corpo umano, non solo con tecniche manuali ma anche con apparecchi elettromeccanici per uso estetico, e richiede l’ottenimento di un’autorizzazione comunale rilasciata previa verifica della qualifica professionale degli addetti alle apparecchiature al fine di tutelare la salute e la sicurezza di coloro che si sottopongono al trattamento abbronzante. La carenza di tale autorizzazione costituisce illecito amministrativo ed espone chi lo commette all’ordine di sospensione dell’attività.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 12/01/2004, n.3

Esercizio abusivo dell’attività di estetista

L’utilizzazione di lampade abbronzanti U.v.a. è riconducibile all’esercizio dell’attività di estetista, ai sensi dell’art. 1 l. 4 gennaio 1990 n. 1, e dell’art. 1, l. reg. Veneto 27 novembre 1991 n. 29, in quanto l’impiego di tali apparecchi richiede la presenza e la sorveglianza di personale qualificato (in possesso della qualifica professionale di estetista), al fine di tutelare la salute e la sicurezza di coloro che si sottopongono al trattamento abbronzante con la conseguenza che per il relativo svolgimento è necessaria l’autorizzazione comunale.

L’esercizio abusivo dell’attività di estetista, in carenza dell’autorizzazione comunale e dei requisiti professionali per il rilascio di quest’ultima, legittima l’emissione dell’ordine di cessazione dell’attività medesima – e ciò anche in aggiunta alle sanzioni amministrative pecuniarie previste “ex lege” – atteso che, nei casi in cui un’attività privata, il cui esercizio sia normativamente subordinato a un’autorizzazione della pubblica autorità, venga svolta abusivamente, l’amministrazione competente ha il dovere di ordinare la cessazione, salva la verifica sulla sussistenza dei presupposti e dei requisiti normativamente richiesti per il rilascio dell’autorizzazione e, quindi, per la ripresa dell’attività.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. I, 18/04/2000, n.917

Apparecchi per trattamenti abbronzanti a raggi ultravioletti

Configura attività di estetista, soggetta ad autorizzazione, la messa a disposizione, in un esercizio commerciale appositamente attrezzato, degli apparecchi per trattamenti abbronzanti a raggi ultravioletti, in quanto eseguiti sul corpo umano e diretti a migliorarne l’aspetto estetico o ad eliminarne o attenuarne gli inestetismi, senza che rilevi l’assenza di un contatto diretto tra cliente ed estetista, il cui intervento professionale si manifesta al momento della messa a disposizione delle attrezzature e non in quello del funzionamento dell’apparecchio.

Pertanto, è legittima l’irrogazione della sanzione di cui all’art. 12 l. 4 gennaio 1990 n. 1, nell’ipotesi di attività, esercitata senza autorizzazione, consistente nella messa a disposizione di lampade Uva ubicate in apposite cabine ventilate, azionate direttamente dai clienti e a spegnimento automatico.

Cassazione civile sez. I, 17/03/2005, n.5811

Lampade Uva ubicate in apposite cabine ventilate

Configura attività di estetista soggetta ad autorizzazione la messa a disposizione, in un esercizio commerciale appositamente attrezzato, degli apparecchi elettromeccanici per trattamenti abbronzanti a raggi UVA, in quanto eseguiti sul corpo umano e diretti a migliorarne l’aspetto estetico o ad eliminarne o attenuarne gli inestetismi, senza che rilevi l’assenza di un contatto diretto tra cliente ed estetista, il cui intervento professionale si manifesta nel momento della messa a disposizione delle attrezzature e non in quello del funzionamento dell’apparecchio; pertanto è legittima l’irrogazione della sanzione di cui all’art. 12 della l. n. 1 del 1990 nell’ipotesi di attività, esercitata senza autorizzazione, consistente nella messa a disposizione di lampade UVA ubicate in apposite cabine ventilate, azionate direttamente dai clienti e a spegnimento automatico.

Cassazione civile sez. III, 03/04/2000, n.4012



8 Commenti

  1. Quale autorizzazione deve avere un’estetista per i lettini abbronzanti? Inoltre, posso scaricare dalle tasse i trattamenti estetici come il tatuaggio delle sopracciglia?

    1. L’autorizzazione specifica legata all’uso delle apparecchiature elettroniche utilizzate all’interno del solarium è volta a garantire che l’operatore sia in grado di usare i dispositivi e soprattutto che sia in grado di fronteggiare eventuali problemi che dovessero presentarsi. Le autorizzazioni necessarie all’avviamento dell’attività potranno essere recuperate presso gli Sportelli Unici Attività Produttive (Suap) del Comune nel quale si intende operare.

    2. Non tutti sanno che alcuni trattamenti estetici sono scaricabili dalle tasse. In ragione delle indicazioni fornite dal Ministero, l’Agenzia ritiene che si debbano considerare ammissibili a detrazione le spese effettuate anche per il tatuaggio delle ciglia e delle sopracciglia quando il contribuente sia in grado di: produrre una certificazione medica che attesti che l’intervento di dermopigmentazione è finalizzato a correggere l’effetto anche secondario della patologia sofferta; la fattura relativa alla prestazione sia rilasciata da una struttura sanitaria autorizzata e dalla stessa o da altra documentazione risulti che la prestazione è resa per mezzo di personale medico. Non sono, dunque, ammissibili le spese effettuate presso i centri estetici, il che aprirà lo spazio a numerose polemiche, considerato che l’intervento è tipico di tali centri, per gestire i quali, peraltro, gli estetisti seguono corsi di formazione professionale biennali che li rendono spesso molto più competenti di tante strutture mediche.

  2. Sono stata in un centro estetico per fare delle lampade abbronzanti. Poi, ho notato delle macchie sulla pelle, e ciò dipendeva da un non corretto funzionamento delle macchine utilizzate. Ho diritto al risarcimento?

    1. Secondo infatti una recente sentenza del Tribunale di Salerno, il centro benessere, in quanto gestisce un’attività potenzialmente pericolosa per la salute della propria clientela, deve garantire la sicurezza degli strumenti usati per i trattamenti estetici. Pertanto il cliente che, dopo una seduta abbronzante, riporta ustioni da lampada solare ha diritto a ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti alla pelle.

    2. Per la giurisprudenza l’esercizio di attività come quella del solarium è da considerarsi «pericolosa» ossia potenzialmente nociva se non vengono adottate le opportune cautele. Per questo il codice civile detta una norma applicabile nel caso di ustioni e scottature da lampada solare e a tutte le altre attività pericolose. La disposizione recita nel seguente modo: «Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno». Di conseguenza, il tribunale ha affermato che chi «gestisce apparecchi per uso estetico ed utilizza prodotti cosmetici è titolare di una posizione di garanzia, a tutela dell’incolumità di chi si sottopone ai trattamenti». Si tratta di una responsabilità oggettiva, che scatta cioè a prescindere dalla malafede o dalla colpa dell’esercente. In buona sostanza, per il semplice fatto di utilizzare, nella propria attività, macchinari di questo tipo, si è sempre responsabili – in qualità di garanti – nei confronti della propria clientela. Non ci si può giustificare, pertanto, scaricando la colpa sul produttore dell’apparecchio o sulla ditta che non ha eseguito una corretta manutenzione. Il gestore di un centro benessere ha, pertanto, una doppia responsabilità, sia per la custodia delle apparecchiature che per l’esercizio di una attività pericolosa.

  3. Ma dico io, perché la gente deve andarsi a fare le lampade? Cercate di abbronzarvi naturalmente stando al sole e usando le dovute protezioni solari. A lungo andare le lampade vi fanno male, poi c’è il rischio di ustioni o prendersi delle dermatiti, ecc.

  4. Mia zia era una fanatica dell’abbronzatura, trascorreva ore ed ore senza protezione sotto il sole, poi andava nei centri estetici e faceva trattamenti con lampade abbronzanti d’inverno. Poi, ha scoperto un neo sospetto ed ha fatto un controllo. Dopo averlo tolto e analizzato, che era un melanoma, quindi hanno proceduto ad allargamento, asportando un po’ di tessuto in più dalla zona già operata. Dopo altri controlli era tutto a posto

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