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Confisca di prevenzione: ultime sentenze

18 Ottobre 2020
Confisca di prevenzione: ultime sentenze

Contrasto fra decisioni emesse in procedimenti di prevenzione separati; prove sopravvenute; provvedimento di confisca e sentenze penali definitive.

Confisca di prevenzione e revocazione

In tema di confisca di prevenzione, l’art. 28, comma 2, d.lg. 6 settembre 2011 n. 159, non introduce un nuovo caso di revocazione della misura ma limita la rilevanza delle ipotesi contemplate nel primo comma della medesima norma al solo caso in cui ne derivi il difetto originario dei presupposti per l’applicazione della misura.

Cassazione penale sez. I, 06/07/2020, n.21958

Confisca di prevenzione e stato di bisogno

In tema di confisca di prevenzione, il proposto che versi in stato di bisogno può essere autorizzato, ai sensi dell’art. 40, comma 2, d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, ad abitare l’immobile sequestrato, a condizione che lo stesso fosse già destinato ad abitazione familiare allorquando è stata disposta la misura, non assumendo rilevanza eventuali esigenze abitative sopravvenute.

(In motivazione, la Corte ha precisato che è manifestamente infondata la questione di costituzionalità per violazione del diritto di abitazione, in quanto la salvaguardia eccezionalmente prevista per il proposto che occupi l’abitazione sequestrata e versi in stato di bisogno assicura al predetto la mera protrazione del godimento del bene e non il diritto di abitarvi).

Cassazione penale sez. VI, 01/07/2020, n.20566

Confisca di prevenzione e prova nuova

In tema di confisca di prevenzione, la prova nuova, rilevante ai fini della revoca “ex tunc” della misura, ai sensi dell’art. 28 d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, è sia quella preesistente e scoperta dopo che la misura è divenuta definitiva, sia quella sopravvenuta rispetto alla conclusione del procedimento di prevenzione, essendosi formata dopo di essa, ma non anche quella deducibile e non dedotta nell’ambito del suddetto procedimento.

Cassazione penale sez. VI, 27/05/2020, n.17854

Ammissibile opposizione e ricorso per Cassazione

In tema di confisca di prevenzione, è ammissibile l’opposizione ed il successivo ricorso per cassazione avverso il provvedimento del giudice per l’udienza preliminare che disponga l’ammissione allo stato passivo di un credito per un importo inferiore a quello accertato o dimostrato.

(In motivazione, la Corte ha chiarito che l’art. 59, comma 6, d.lg. n. 159 del 2011, laddove prevede la facoltà dei creditori esclusi di proporre atto di opposizione, deve essere interpretato in senso estensivo, comprensivo dei casi di “esclusione parziale” per l’ammissione del credito in misura quantitativamente ridotta).

Cassazione penale sez. I, 28/01/2020, n.4691

L’azione di revocazione per contrasto di giudicati

In tema di confisca di prevenzione, l’azione di revocazione per contrasto di giudicati, di cui all’art. 28, comma 1, lett. b), d.lgs.6 settembre 2011, n. 159, è esperibile anche nel caso di prospettazione di un contrasto tra due decisioni definitive emesse all’esito di procedimenti di prevenzione riguardanti un medesimo soggetto, dovendosi interpretare la richiamata disposizione, nonostante il letterale riferimento al solo contrasto tra il provvedimento di confisca e sentenze penali definitive, alla luce delle finalità della revocazione, in tutto analoghe alla revisione di cui agli artt. 630 ss. cod. proc. pen.

Cassazione penale sez. I, 19/06/2019, n.39601

Rigetto della richiesta di revocazione

In tema di confisca di prevenzione, il ricorso per cassazione avverso la decisione di rigetto della richiesta di revocazione non soggiace a limitazioni in ordine ai motivi deducibili, essendo detto ricorso regolato, in forza del rinvio dell’art. 28, d.lg. 6 settembre 2011, n. 159 alle forme degli artt. 630 e ss. c.p.p., dall’art. 640 c.p.p., che non prevede alcuna limitazione al riguardo.

Cassazione penale sez. I, 04/06/2019, n.35763

Ipotesi di sequestro rivolto alla confisca di prevenzione

L’art. 104-bis disp. att. c.p.p. è una disposizione speciale applicabile alle sole ipotesi di sequestro rivolto alla confisca di prevenzione di cui al d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, codice antimafia, non estensibile per via analogica ad istituti diversi, come il sequestro finalizzato alla confisca diretta o quello per equivalente.

(In motivazione, la Corte, a conferma di quanto affermato, ha rilevato che l’art. 104-bis, comma 1-quater, disp. att. c.p.p. estende testualmente le sole disposizioni in materia di amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati nonché quelle in materia di tutela dei terzi e di esecuzione del sequestro previste sempre dal codice antimafia al sequestro e alla confisca in casi particolari previsti dall’art. 240-bis c.p. o dalle altre disposizioni di legge che a questo articolo rinviano, nonché agli altri casi di sequestro e confisca di beni adottati nei procedimenti relativi ai delitti di cui all’art. 51, comma 3-bis, c.p.p.).

Cassazione penale sez. III, 30/05/2019, n.30422

Confisca di prevenzione: quali sono le prove sopravvenute?

In tema di confisca di prevenzione, di cui all’art. 28 d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, sono prove sopravvenute rispetto alla conclusione del relativo procedimento, rilevanti ai fini della revoca, anche quelle preesistenti ma non valutate nemmeno implicitamente poiché scoperte dopo che la statuizione sulla confisca è divenuta definitiva.

Cassazione penale sez. II, 12/03/2019, n.19414

Confisca di prevenzione: gli scenari possibili

La sistematica reimmissione di capitali di provenienza non lecita, derivanti da appropriazione indebita aziendale nonché da continuative condotte di evasione fiscale, di rilievo penale, costituisce elemento rilevante al fine del vaglio in ordine all’inquadramento del soggetto nella categoria di cui all’art. 1, comma 1, lett. b), d.lg. 6 settembre 2011 n. 159, non inciso dal recente intervento della Corte costituzionale (sent. n. 24 del 2019).

Cassazione penale sez. II, 19/02/2019, n.13566

Revocazione della confisca di prevenzione

In tema di confisca di prevenzione, la revocazione ex art. 28, lett. b) d.lg. 6 settembre 2011, n. 159 non consegue automaticamente all’intervenuta assoluzione, con sentenza definitiva, del proposto da una delle imputazioni a suo carico, salvo che il fatto escluso in sede penale sia esattamente lo stesso posto a fondamento del giudizio di pericolosità, non sussistendo altrimenti inconciliabilità di giudicati.

(Fattispecie in cui è stato rigettato il ricorso avverso il provvedimento della corte di appello che aveva confermato la permanenza del giudizio di pericolosità sulla base di decisioni differenti rispetto a quelle assolutorie successivamente intervenute, nonché alla luce del carattere sproporzionato delle consistenti somme di denaro nella disponibilità dei prevenuti, in assenza di redditi dichiarati).

Cassazione penale sez. II, 14/02/2019, n.15650

Beni sottoposti alla confisca di prevenzione

In tema di misure di prevenzione patrimoniali, il proposto e l’intestatario fittizio di beni sottoposti a confisca di prevenzione non sono legittimati ad impugnare, ai sensi dell’art. 59 d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, il provvedimento di esclusione dallo stato passivo dei diritti di credito vantati da terzi.

Cassazione penale sez. V, 18/01/2019, n.5721

La sproporzione fra beni posseduti e attività economiche

In tema di confisca di prevenzione, la sproporzione tra i beni posseduti e le attività economiche del familiare o del terzo intestatario fittizio del bene in favore del proposto non può essere da costoro giustificata adducendo proventi da evasione fiscale, giacché, altrimenti, sarebbero illogicamente rese inoperative le rispettive presunzioni di interposizione fondate, per quanto attiene ai familiari ed al coniuge, sulla massima di comune esperienza della comunanza di interessi patrimoniali e di redditi nell’ambito dell’unità familiare entro cui si colloca la persona socialmente pericolosa, e, per quanto attiene al terzo, sull’accertamento di cui all’art. 26, d.lg. 6 settembre 2011, n. 159.

Cassazione penale sez. I, 16/01/2019, n.12629



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