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Confisca di prevenzione: ultime sentenze

23 Novembre 2022
Confisca di prevenzione: ultime sentenze

Contrasto fra decisioni emesse in procedimenti di prevenzione separati; requisito di novità della prova; pericolosità sociale; provvedimento di confisca e sentenze penali definitive.

Indice

Configurabilità della prova nuova

In tema di confisca di prevenzione, la prova nuova, rilevante ai fini della revocazione della misura ai sensi dell’art. 28 d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, è sia quella sopravvenuta alla conclusione del procedimento di prevenzione, essendosi formata dopo di esso, sia quella preesistente ma incolpevolmente scoperta dopo che la misura è divenuta definitiva; non lo è, invece, quella deducibile e non dedotta nell’ambito del suddetto procedimento, salvo che l’interessato dimostri l’impossibilità di tempestiva deduzione per forza maggiore.

Cassazione penale sez. un., 26/05/2022, n.43668

Onere difensivo della dimostrazione della legittima provenienza di un bene

In tema di sequestro e confisca di prevenzione, una volta dimostrata la sproporzione tra redditi e investimenti, l’onere difensivo della dimostrazione della legittima provenienza di un bene non può essere assolto dalla mera allegazione di una plusvalenza derivante dalla operazione commerciale di acquisto e rivendita di altro bene di proprietà del destinatario della misura, laddove manchi la giustificazione della provenienza delle risorse utilizzate per l’acquisizione del bene stesso. (Fattispecie relativa all’acquisto di immobile, avvenuta con denaro provento dell’attività, lecita, di distribuzione di carburante, frutto, a sua volta, di un iniziale investimento di proventi illeciti).

Cassazione penale sez. V, 26/05/2022, n.24930

Revoca della confisca di prevenzione

In tema di confisca di prevenzione, in sede di procedimento di revoca della misura, è consentito, nel rispetto del principio del contradditorio, il diverso inquadramento tipico della condizione soggettiva di pericolosità, sulla base delle fonti dimostrative disponibili e di quelle sopravvenute. (Fattispecie relativa alla riqualificazione dell’inquadramento tipico di pericolosità del proposto ai sensi dell’art. 4, comma 1, lett. a), d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, in quello di cui all’art. 1, comma 1, lett. b) del medesimo d.lg.).

Cassazione penale sez. I, 29/04/2022, n.34905

Indennità pagata dal titolare del bene sequestrato per continuare ad abitare l’immobile

In caso di sequestro cui non consegua la confisca di prevenzione il preposto non ha diritto, al momento del dissequestro, alla restituzione delle indennità pagate per continuare ad abitare l’immobile che era stato colpito dalla misura reale. Si tratta di somme versate per garantire una sistemazione abitativa quando la persona assoggettata al procedimento di prevenzione ne faccia richiesta e questa venga accolta. Al pari degli alimenti che possono essere riconosciuti al fallito e alla sua famiglia, come previsto dall’articolo 47 della Lf il giudice può riconoscere il diritto a mantenere l’abitazione.

Nel caso del prevenuto tale diritto può essere riconosciuto dal giudice subordinandolo al pagamento di un’indennità. Tali somme non rientrano tra i frutti prodotti dalla gestione dell’immobile ai quali ha diritto il prevenuto, in caso la misura reale decada e il bene torni pienamente nel suo diritto di proprietario e non più di mero custode. Il ricorrente pretendeva invece di far valere quanto da lui stesso pagato per abitare il bene come un frutto derivante dalla gestione del bene di cui era stato spossessato.

La Cassazione nega la natura di utilità di gestione alle indennità pagate dal titolare del bene sequestrato, e le esclude dalle somme da riconoscere al proprietario alla fine della misura ablativa cancellata.

Cassazione penale sez. I, 05/04/2022, n.24212

Il ricorso per Cassazione

In tema di confisca di prevenzione, il ricorso per cassazione avverso la decisione di rigetto della richiesta di revocazione ex art. 28 d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, da presentarsi nelle forme di cui all’art. 630 e ss. c.p.p., deve essere proposto nel termine di quindici giorni ai sensi dell’art. 585, comma 1, lett. a), c.p.p. (In motivazione, la Corte ha precisato che, non trovando applicazione la limitazione stabilita dall’art. 10, comma 3, d.lg. n. 159 del 2011 in ordine ai motivi deducibili in cassazione, deve essere l’applicazione del più breve termine di dieci giorni ivi previsto).

Cassazione penale sez. V, 01/04/2022, n.23391

Tutela dei diritti di credito dei terzi e dei diritti reali di garanzia

La disciplina relativa alla tutela dei diritti di credito dei terzi e dei diritti reali di garanzia sui beni oggetto di confisca di prevenzione prevista dagli artt. 52 e ss. d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, si applica, in forza dell’art. 31 l. 17 ottobre 2017, n. 161, anche alle misure del sequestro e della confisca “estesa” di cui all’art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modificazioni, dalla l. 7 agosto 1992, n. 356, se disposte successivamente all’entrata in vigore dell’art. 1, comma 190, l. 24 dicembre 2012, n. 228.

Cassazione penale sez. I, 01/04/2022, n.16341

Incompatibilità del giudice delegato a far parte del collegio che deve decidere sull’opposizione all’esecutività dello stato passivo

In tema di confisca di prevenzione, l’incompatibilità del giudice delegato, che abbia pronunciato il decreto di esecutività dello stato passivo, a far parte del collegio chiamato a decidere sulla conseguente opposizione non determina una nullità deducibile in sede di impugnazione, in quanto tale condizione, non escludendo la “potestas iudicandi” del predetto giudice, quale magistrato addetto al tribunale che dell’impugnazione è il giudice naturale, può dar luogo soltanto – salvi i casi di interesse proprio e diretto nella causa – all’esercizio del potere di ricusazione, che la parte interessata ha l’onere di far valere, in caso di mancata astensione, nelle forme e nei termini previsti dal codice di rito.

Cassazione penale sez. V, 07/03/2022, n.22618

Confisca di prevenzione: la richiesta di trattazione orale dell’appello

In tema di confisca di prevenzione, nel vigore della disciplina emergenziale pandemica da COVID-19, la richiesta di trattazione orale del giudizio d’appello deve essere formulata dalle parti nel termine perentorio di quindici giorni liberi prima dell’udienza, ai sensi del comma 4 dell’art. 23-bis d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla l. 18 dicembre 2020, n. 176, essendo il più breve termine di cinque giorni previsto, in deroga, dal successivo comma 7 limitato ai soli appelli cautelari.

(In motivazione la Corte ha precisato che alle impugnazioni in materia si applica il combinato disposto di cui agli artt. 10, comma 4, e 27, comma 2, d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, in riferimento agli artt. 601, comma 3, e 680 c.p.p.).

Cassazione penale sez. VI, 01/02/2022, n.11531

Difetto dei presupposti della confisca di prevenzione definitiva

In tema di misure di prevenzione patrimoniale, il rimedio esperibile avverso il provvedimento definitivo di confisca fondato sulla pericolosità generica, ex art. 1, comma 1, lett. a), d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, al fine di far valere il difetto originario dei presupposti della misura, a seguito della sopravvenuta sentenza della Corte costituzionale n. 24 del 2019, è la richiesta di revocazione, di cui all’art. 28, comma 2, del d.lgs. citato. La Corte di cassazione, investita del ricorso in materia di confisca di prevenzione definitiva, adottata in relazione alle ipotesi di pericolosità generica ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. a) e lett. b), d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, per far valere gli effetti della declaratoria di illegittimità costituzionale pronunciata con sentenza n. 24 del 2019, è tenuta all’annullamento senza rinvio della sola misura fondata, in via esclusiva, sull’ipotesi di cui all’art. 1, comma 1, lett. a).

Cassazione penale sez. un., 16/12/2021, n.3513

Provvedimento definitivo di confisca fondato sulla pericolosità generica

La Corte di cassazione, investita del ricorso in materia di confisca di prevenzione definitiva, adottata in relazione alle ipotesi di pericolosità generica ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. a) e lett. b), d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, per far valere gli effetti della declaratoria di illegittimità costituzionale pronunciata con sentenza n. 24 del 2019, è tenuta all’annullamento senza rinvio della sola misura fondata, in via esclusiva, sull’ipotesi di cui all’art. 1, comma 1, lett. a).

Cassazione penale sez. un., 16/12/2021, n.3513

Confisca di prevenzione

In tema di confisca di prevenzione, è legittimo disporre la misura ablatoria delle utilità acquisite in un periodo successivo a quello per cui è stata asseverata la pericolosità sociale, purchè il giudice dia atto della sussistenza di una pluralità di indici fattuali dimostrativi della derivazione delle acquisizioni patrimoniali dalla provvista formatasi nel periodo di compimento della attività illecita, e tali indici devono essere tanto più rigorosi ed univoci quanto maggiore è il lasso di tempo decorso dalla cessazione della pericolosità.

Cassazione penale sez. VI, 06/09/2021, n.36421

Confisca di prevenzione: prove

In tema di confisca di prevenzione, è escluso che chi ne chieda la revoca (o, attualmente, la revocazione) possa colmare, a seguito di investigazioni difensive, l’insufficienza dell’apparato probatorio a discarico fornito nel procedimento esitato con l’applicazione della misura, difettando il necessario requisito di novità della prova, trattandosi di prova deducibile ma non dedotta nell’ambito del suddetto procedimento.

Cassazione penale sez. II, 25/06/2021, n.28305

Rimedio contro una confisca di prevenzione

Occorre rimettere alle Sezioni Unite il seguente quesito: “Se, in tema di misure di prevenzione patrimoniale, ai fini della richiesta di applicazione degli effetti della pronuncia della Corte costituzionale 24 gennaio 2019, n. 24 a tutela della posizione dell’inciso, sia esperibile il rimedio della revocazione di cui al d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, art. 28, ovvero il rimedio dell’incidente di esecuzione di cui agli artt. 666 e 670 c.p.p.”.

Cassazione penale sez. I, 04/06/2021, n.23547

Soggetto pericoloso specifico

In tema di confisca di prevenzione disposta nei confronti di soggetto cd. pericoloso specifico, in quanto indiziato di appartenere ad un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, il giudice deve previamente individuare il preciso periodo di manifestazione della pericolosità sociale, determinandone, pur solo attraverso elementi indiziari, i momenti iniziale e finale in funzione del coinvolgimento del predetto nelle attività illecite, con conseguente ingiustificato arricchimento, e solo all’esito di ciò può procedere all’ulteriore valutazione attinente l’eventuale sproporzione degli acquisti rispetto alle entrate lecite, al fine di sottoporre ad ablazione i beni il cui valore appaia incongruo.

(Fattispecie relativa a misura disposta nei confronti degli eredi del proposto, ai sensi dell’art. 18 d.lgs. n. 159 del 2011, in cui la Corte ha precisato che sono confiscabili anche i beni acquistati dagli eredi successivamente alla morte del soggetto proposto, a condizione che sia provato il reinvestimento dei profitti illeciti).

Cassazione penale sez. II, 20/05/2021, n.23000

Prova nuova rilevante ai fini della revoca ex tunc della misura

In tema di confisca di prevenzione, la prova nuova, rilevante ai fini della revoca “ex tunc” della misura, è sia quella preesistente e scoperta dopo che la misura è divenuta definitiva, sia quella sopravvenuta rispetto alla conclusione del procedimento di prevenzione, essendosi formata dopo di essa, ma non anche quella deducibile e non dedotta nell’ambito del suddetto procedimento, salvo che si adduca l’impossibilità di tempestiva deduzione per la riscontrata sussistenza di ragioni di forza maggiore.

Cassazione penale sez. VI, 18/05/2021, n.27689

Confisca di prevenzione e trascrizione di vincoli ipotecari

La confisca di prevenzione nei confronti di appartenenti ad associazioni mafiose rileva come acquisto a titolo originario con devoluzione allo Stato del bene libero da ogni peso e vincolo e con consequenziale estinzione delle procedure esecutive ancora pendenti, con l’unica esclusione dell’ipotesi in cui sia stato emesso, in data anteriore, decreto definitivo di trasferimento del cespite ad un terzo.

Corte appello Palermo sez. II, 28/04/2021, n.646

Confisca di prevenzione: il difetto dei presupposti

In tema di confisca di prevenzione, il rimedio esperibile per far valere il difetto originario dei presupposti per l’inquadramento del proposto nella categoria di pericolosità generica di cui all’art. 1, comma 1, lett. b), d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, a seguito della sopravvenuta sentenza della Corte costituzionale n. 24 del 2019, è l’incidente di esecuzione e non la revocazione di cui all’ art. 28 d.lg. n. 159 del 2011.

Cassazione penale sez. VI, 22/04/2021, n.29840

Confisca di prevenzione: competenza sulla domanda di revoca

In tema di confisca di prevenzione, la competenza a decidere sulla domanda di revoca della misura con la quale si solleciti una rivalutazione dell’inquadramento del sottoposto nella categoria di pericolosità generica di cui all’art. 1, comma 1, lett. b), d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, come interpretato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2019, spetta, non al giudice dell’esecuzione, ma alla Corte di appello, ai sensi dell’art. 28 del citato d.lg., trattandosi di domanda qualificabile come richiesta di revocazione.

(In motivazione la Corte ha, altresì, escluso l’applicabilità, in tal caso, della causa di decadenza prevista dal terzo comma del citato art. 28 esclusivamente per le ipotesi tipizzate di cui al primo comma).

Cassazione penale sez. I, 22/04/2021, n.20156

L’obbligo di preventiva escussione del residuo patrimonio del proposto

In tema di tutela di diritti di credito dei terzi nella confisca di prevenzione, l’obbligo di preventiva escussione del residuo patrimonio del proposto, previsto dall’art. 52, comma primo, lett. a), del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (nella versione antecedente alle modifiche di cui alla legge 17 ottobre 2017, n. 161), non si applica qualora il terzo non abbia titolo diretto per agire nei confronti del proposto, essendo creditore di altro soggetto, risultato, all’esito del giudizio di prevenzione, titolare apparente del bene ablato. (In motivazione la Corte ha precisato che diversamente si imporrebbe al terzo un irragionevole aggravio processuale, in quanto dovrebbe “a priori” procurarsi il titolo per agire in via diretta contro il proposto, non potendo valere in sede civile l’accertamento compiuto dal giudice della prevenzione, in ordine all’effettiva disponibilità del bene in capo al proposto, nonostante la formale intestazione al debitore.

Cassazione penale sez. II, 24/03/2021, n.32125

Conclusione del procedimento di confisca di prevenzione

In tema di confisca di prevenzione, la prova nuova, rilevante ai fini della revoca “ex tunc” della misura, è sia quella preesistente e scoperta dopo che la misura è divenuta definitiva, sia quella sopravvenuta rispetto alla conclusione del procedimento di prevenzione, essendosi formata dopo di essa, ma non anche quella deducibile e non dedotta nell’ambito del suddetto procedimento.

Cassazione penale sez. I, 11/03/2021, n.21537

La restituzione di beni già sottoposti a sequestro e confisca di prevenzione

La restituzione, anche parziale, di beni già sottoposti a sequestro e confisca di prevenzione, effettuata a seguito di accoglimento dell’impugnazione proposta dalla parte privata, deve essere disposta ed eseguita con riguardo alla consistenza attuale dei beni medesimi, comprensivi dell’eventuale incremento di valore derivante dal loro impiego, detratte esclusivamente le spese di gestione, diverse da quelle relative al pagamento dei compensi da corrispondersi all’amministratore giudiziario.

Cassazione penale sez. I, 11/03/2021, n.14528

La prova nuova

In tema di confisca di prevenzione, la prova nuova, rilevante ai fini della revoca “ex tunc” della misura, è sia quella preesistente e scoperta dopo che la misura è divenuta definitiva, sia quella sopravvenuta rispetto alla conclusione del procedimento di prevenzione, essendosi formata dopo di essa, ma non anche quella deducibile e non dedotta nell’ambito del suddetto procedimento.

Cassazione penale sez. I, 11/03/2021, n.21537

Revoca del sequestro di prevenzione

La restituzione, anche parziale, dei beni già sottoposti a sequestro e confisca di prevenzione, deve essere disposta ed eseguita considerando la consistenza attuale degli stessi, comprensiva degli eventuali incrementi di natura economica derivanti dal loro impiego, detratte esclusivamente le spese di gestione diverse da quelle relative al pagamento dei compensi e dei rimborsi in favore dell’amministratore giudiziario e del coadiutore da lui nominato.

Cassazione penale sez. I, 11/03/2021, n.14528

La tutela della posizione del terzo estraneo

La tutela della posizione giuridica soggettiva del terzo estraneo titolare di un diritto reale di garanzia inciso dalla confisca va accordata non nelle sole ipotesi di riconosciuta applicabilità della specifica disciplina introdotta dal legislatore in sede di confisca di prevenzione (articolo 52 e seguenti del decreto legislativo 6 settembre 2011 n. 159), bensì a tutte le ipotesi di confisca previste in ambito penale, rispondendo a una esigenza generale di razionalità del sistema e a principi generali riconosciuti anche in ambito comunitario; e ciò anche prima della formale entrata in vigore (1 settembre 2021) dell’articolo 373 del decreto legislativo 12 gennaio 2019 n. 14 (codice della crisi d’impresa), che ha espressamente esteso la disciplina prevista in sede di prevenzione a tutte le ipotesi di sequestro e confisca penali.

Per l’effetto, in ragione di tali principi, spetta al giudice dell’esecuzione penale, a fronte dell’istanza del terzo che assuma la sua posizione di terzo estraneo incolpevole, apprezzare la ricorrenza o no della condizione soggettiva di buona fede e di affidamento incolpevole del terzo creditore (nel momento genetico e in quello di eventuale cessione della originaria posizione creditoria): condizione che renderebbe sempre “opponibile” il credito a qualsiasi forma di confisca.

Cassazione penale sez. I, 26/02/2021, n.22048

Revoca ex tunc della confisca: quando non c’è prova nuova?

In tema di confisca di prevenzione, la prova nuova, rilevante ai fini della revoca “ex tunc” della misura, è sia quella preesistente e scoperta dopo che la misura è divenuta definitiva, sia quella sopravvenuta rispetto alla conclusione del procedimento di prevenzione, essendosi formata dopo di essa, ma non anche quella deducibile e non dedotta nell’ambito del suddetto procedimento.

Cassazione penale sez. I, 16/02/2021, n.12762

Categorie soggettive di pericolosità

In caso di confisca di prevenzione, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 24 del 2019, con cui è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale di una delle categorie soggettive di pericolosità (articolo 1, comma 1, lettera a), del codice antimafia: «coloro che debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che sono abitualmente dediti a traffici delittuosi»), e sono state recepite, in chiave di tenuta complessiva del sistema, alcune coordinate interpretative della previsione di legge rimasta in vigore (articolo 1, comma 1, lettera b), del codice antimafia: «coloro che per la condotta e il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose») si impone la rimozione del giudicato di prevenzione in ragione della ontologica «permanenza di effetti» della disposizione caducata, in caso di ablazione della proprietà derivante dall’inquadramento tipico del soggetto nella disposizione eliminata, senza che possa ritenersi opponibile il limite delle «situazioni esaurite», ma anzi dovendosi dare ampia espansione alla disposizione dell’articolo 30, comma 3, della legge n. 87 del 1953, secondo cui le norme dichiarate incostituzionali non possono avere applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.

Ciò perché non vi può essere giustificazione costituzionale del sacrificio del diritto di proprietà in assenza di idonea “base legale” tesa a concretizzarne il presupposti. Ne deriva che il giudice della prevenzione, in sede revocatoria, è tenuto a rivalutare il contenuto della decisione emessa in sede di cognizione, dovendo escludere la permanenza degli effetti della previsione di legge dichiarata incostituzionale (appunto, l’articolo 1, comma 1, lettera a), del codice antimafia) e, al tempo stesso, dovendo accertare, nel caso, l’avvenuta applicazione della previsione di legge di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), del codice antimafia, in modo conforme ai contenuti della richiamata decisione della Corte costituzionale (secondo la quale, quanto alle “categorie di delitto” che possono essere assunte a presupposto della misura, deve trattarsi di: a) delitti commessi abitualmente (e dunque in un significativo arco temporale) dal soggetto; b) che abbiano effettivamente generato profitti in capo a costui; c) i quali a loro volta costituiscano – o abbiano costituito in una determinata epoca – l’unico reddito del soggetto, o quanto meno una componente significativa di tale reddito).

Cassazione penale sez. I, 15/01/2021, n.14825

Quando è legittimo disporre la confisca?

In tema di confisca di prevenzione, è legittimo disporre la misura ablatoria quando gli acquisti si realizzino in un periodo immediatamente successivo a quello per cui è stata asseverata la pericolosità, purché il giudice dia atto della sussistenza di una pluralità di indici fattuali altamente dimostrativi della derivazione delle acquisizioni patrimoniali dalla provvista patrimoniale formatasi nel periodo di compimento della attività illecita in quanto esiste un collegamento di tipo logico tra il fatto presupposto, la pericolosità del proposto e l’incremento patrimoniale “ingiustificato” che ha generato i beni oggetto di confisca.

Cassazione penale sez. V, 23/11/2020, n.1543

Beni fittiziamente intestati ad un terzo

Nel caso di confisca di prevenzione avente ad oggetto beni ritenuti fittiziamente intestati ad un terzo, questi può rivendicare esclusivamente l’effettiva titolarità e la proprietà dei beni sottoposti a vincolo, assolvendo al relativo onere di allegazione, mentre non è legittimato a sostenere che il bene sia di effettiva proprietà del proposto, essendo del tutto estraneo ad ogni questione giuridica relativa ai presupposti per l’applicazione della misura nei confronti di quest’ultimo – quali la condizione di pericolosità, la sproporzione fra il valore del bene confiscato ed il reddito dichiarato, nonché la provenienza del bene stesso – e che solo costui può avere interesse a far valere.

Cassazione penale sez. V, 20/11/2020, n.333

Confisca di prevenzione e revocazione

In tema di confisca di prevenzione, l’art. 28, comma 2, d.lg. 6 settembre 2011 n. 159, non introduce un nuovo caso di revocazione della misura ma limita la rilevanza delle ipotesi contemplate nel primo comma della medesima norma al solo caso in cui ne derivi il difetto originario dei presupposti per l’applicazione della misura.

Cassazione penale sez. I, 06/07/2020, n.21958

Confisca di prevenzione e stato di bisogno

In tema di confisca di prevenzione, il proposto che versi in stato di bisogno può essere autorizzato, ai sensi dell’art. 40, comma 2, d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, ad abitare l’immobile sequestrato, a condizione che lo stesso fosse già destinato ad abitazione familiare allorquando è stata disposta la misura, non assumendo rilevanza eventuali esigenze abitative sopravvenute.

(In motivazione, la Corte ha precisato che è manifestamente infondata la questione di costituzionalità per violazione del diritto di abitazione, in quanto la salvaguardia eccezionalmente prevista per il proposto che occupi l’abitazione sequestrata e versi in stato di bisogno assicura al predetto la mera protrazione del godimento del bene e non il diritto di abitarvi).

Cassazione penale sez. VI, 01/07/2020, n.20566

Confisca di prevenzione e nuova prova

In tema di confisca di prevenzione, la prova nuova, rilevante ai fini della revoca “ex tunc” della misura, ai sensi dell’art. 28 d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, è sia quella preesistente e scoperta dopo che la misura è divenuta definitiva, sia quella sopravvenuta rispetto alla conclusione del procedimento di prevenzione, essendosi formata dopo di essa, ma non anche quella deducibile e non dedotta nell’ambito del suddetto procedimento.

Cassazione penale sez. VI, 27/05/2020, n.17854

Ammissibile opposizione e ricorso per Cassazione

In tema di confisca di prevenzione, è ammissibile l’opposizione ed il successivo ricorso per cassazione avverso il provvedimento del giudice per l’udienza preliminare che disponga l’ammissione allo stato passivo di un credito per un importo inferiore a quello accertato o dimostrato.

(In motivazione, la Corte ha chiarito che l’art. 59, comma 6, d.lg. n. 159 del 2011, laddove prevede la facoltà dei creditori esclusi di proporre atto di opposizione, deve essere interpretato in senso estensivo, comprensivo dei casi di “esclusione parziale” per l’ammissione del credito in misura quantitativamente ridotta).

Cassazione penale sez. I, 28/01/2020, n.4691

L’azione di revocazione per contrasto di giudicati

In tema di confisca di prevenzione, l’azione di revocazione per contrasto di giudicati, di cui all’art. 28, comma 1, lett. b), d.lgs.6 settembre 2011, n. 159, è esperibile anche nel caso di prospettazione di un contrasto tra due decisioni definitive emesse all’esito di procedimenti di prevenzione riguardanti un medesimo soggetto, dovendosi interpretare la richiamata disposizione, nonostante il letterale riferimento al solo contrasto tra il provvedimento di confisca e sentenze penali definitive, alla luce delle finalità della revocazione, in tutto analoghe alla revisione di cui agli artt. 630 ss. cod. proc. pen.

Cassazione penale sez. I, 19/06/2019, n.39601

Rigetto della richiesta di revocazione

In tema di confisca di prevenzione, il ricorso per cassazione avverso la decisione di rigetto della richiesta di revocazione non soggiace a limitazioni in ordine ai motivi deducibili, essendo detto ricorso regolato, in forza del rinvio dell’art. 28, d.lg. 6 settembre 2011, n. 159 alle forme degli artt. 630 e ss. c.p.p., dall’art. 640 c.p.p., che non prevede alcuna limitazione al riguardo.

Cassazione penale sez. I, 04/06/2019, n.35763

Ipotesi di sequestro rivolto alla confisca di prevenzione

L’art. 104-bis disp. att. c.p.p. è una disposizione speciale applicabile alle sole ipotesi di sequestro rivolto alla confisca di prevenzione di cui al d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, codice antimafia, non estensibile per via analogica ad istituti diversi, come il sequestro finalizzato alla confisca diretta o quello per equivalente.

(In motivazione, la Corte, a conferma di quanto affermato, ha rilevato che l’art. 104-bis, comma 1-quater, disp. att. c.p.p. estende testualmente le sole disposizioni in materia di amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati nonché quelle in materia di tutela dei terzi e di esecuzione del sequestro previste sempre dal codice antimafia al sequestro e alla confisca in casi particolari previsti dall’art. 240-bis c.p. o dalle altre disposizioni di legge che a questo articolo rinviano, nonché agli altri casi di sequestro e confisca di beni adottati nei procedimenti relativi ai delitti di cui all’art. 51, comma 3-bis, c.p.p.).

Cassazione penale sez. III, 30/05/2019, n.30422

Confisca di prevenzione: quali sono le prove sopravvenute?

In tema di confisca di prevenzione, di cui all’art. 28 d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, sono prove sopravvenute rispetto alla conclusione del relativo procedimento, rilevanti ai fini della revoca, anche quelle preesistenti ma non valutate nemmeno implicitamente poiché scoperte dopo che la statuizione sulla confisca è divenuta definitiva.

Cassazione penale sez. II, 12/03/2019, n.19414

Confisca di prevenzione: gli scenari possibili

La sistematica reimmissione di capitali di provenienza non lecita, derivanti da appropriazione indebita aziendale nonché da continuative condotte di evasione fiscale, di rilievo penale, costituisce elemento rilevante al fine del vaglio in ordine all’inquadramento del soggetto nella categoria di cui all’art. 1, comma 1, lett. b), d.lg. 6 settembre 2011 n. 159, non inciso dal recente intervento della Corte costituzionale (sent. n. 24 del 2019).

Cassazione penale sez. II, 19/02/2019, n.13566

Revocazione della confisca di prevenzione

In tema di confisca di prevenzione, la revocazione ex art. 28, lett. b) d.lg. 6 settembre 2011, n. 159 non consegue automaticamente all’intervenuta assoluzione, con sentenza definitiva, del proposto da una delle imputazioni a suo carico, salvo che il fatto escluso in sede penale sia esattamente lo stesso posto a fondamento del giudizio di pericolosità, non sussistendo altrimenti inconciliabilità di giudicati.

(Fattispecie in cui è stato rigettato il ricorso avverso il provvedimento della corte di appello che aveva confermato la permanenza del giudizio di pericolosità sulla base di decisioni differenti rispetto a quelle assolutorie successivamente intervenute, nonché alla luce del carattere sproporzionato delle consistenti somme di denaro nella disponibilità dei prevenuti, in assenza di redditi dichiarati).

Cassazione penale sez. II, 14/02/2019, n.15650

Beni sottoposti alla confisca di prevenzione

In tema di misure di prevenzione patrimoniali, il proposto e l’intestatario fittizio di beni sottoposti a confisca di prevenzione non sono legittimati ad impugnare, ai sensi dell’art. 59 d.lg. 6 settembre 2011, n. 159, il provvedimento di esclusione dallo stato passivo dei diritti di credito vantati da terzi.

Cassazione penale sez. V, 18/01/2019, n.5721

La sproporzione fra beni posseduti e attività economiche

In tema di confisca di prevenzione, la sproporzione tra i beni posseduti e le attività economiche del familiare o del terzo intestatario fittizio del bene in favore del proposto non può essere da costoro giustificata adducendo proventi da evasione fiscale, giacché, altrimenti, sarebbero illogicamente rese inoperative le rispettive presunzioni di interposizione fondate, per quanto attiene ai familiari ed al coniuge, sulla massima di comune esperienza della comunanza di interessi patrimoniali e di redditi nell’ambito dell’unità familiare entro cui si colloca la persona socialmente pericolosa, e, per quanto attiene al terzo, sull’accertamento di cui all’art. 26, d.lg. 6 settembre 2011, n. 159.

Cassazione penale sez. I, 16/01/2019, n.12629



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