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Cessione di crediti futuri: ultime sentenze

19 Ottobre 2020
Cessione di crediti futuri: ultime sentenze

Insinuazione allo stato passivo; opponibilità in compensazione al cessionario; legittimazione del debitore ceduto a far valere le ragioni del fallimento; esperimento di azione revocatoria.

Cos’è la cessione di crediti futuri?

La cessione di crediti futuri è un negozio consentito dall’ordinamento, a patto che si tratti di crediti non meramente eventuali in quanto destinati a maturare nell’ambito di rapporti identificati e già esistenti.

Corte appello Roma sez. I, 12/09/2011, n.3832

Formazione dello stato passivo

In tema di insinuazione allo stato passivo, ai fini dell’efficacia della cessione di crediti futuri in pregiudizio del fallimento del cedente, è sufficiente che la notifica o l’accettazione della cessione sia stata effettuata con atto avente data certa anteriore al fallimento, invece, per i crediti soltanto eventuali, la prevalenza della cessione richiede che la notificazione o accettazione non solo siano anteriori al fallimento, ma anche posteriori al momento in cui il credito sia venuto ad esistenza.

Cassazione civile sez. I, 28/02/2020, n.5616

Notifica dell’atto di cessione

Nel contratto di factoring avente ad oggetto crediti futuri, il debitore ceduto può opporre in compensazione al cessionario un proprio credito nei confronti del cedente sorto in epoca successiva alla notifica dell’atto di cessione, atteso che nella cessione di crediti futuri l’effetto traslativo si verifica nel momento in cui questi vengono ad esistenza e non invece anteriormente, all’epoca di stipulazione del contratto.

Cassazione civile sez. III, 03/08/2017, n.19341

Cessione di crediti futuri al fallimento del cedente

La cessione di crediti futuri al fallimento del cedente è opponibile a condizione che detti crediti, sorti dopo il perfezionamento della cessione, siano anteriori al fallimento, che siano divenuti esigibili prima di tale data e, infine, che siano stati singolarmente notificati o accettati dal debitore con atto avente data certa, con conseguente verificazione dell’effetto traslativo, alfine di contemperare le esigenze di facile circolazione dei crediti con quelle di tutela dei terzi.

Tribunale Chieti, 15/03/2012, n.219

Trasferimento del credito dal cedente al cessionario

La natura consensuale del contratto di cessione di credito — relativo a vendita di cosa futura, per la quale l’effetto traslativo si verifica quando il bene viene ad esistenza — comporta che esso si perfeziona per effetto del solo consenso dei contraenti, cedente e cessionario, ma non anche che dal perfezionamento del contratto consegua sempre il trasferimento del credito dal cedente al cessionario, in quanto, nel caso di cessione di un credito futuro, il trasferimento si verifica soltanto nel momento in cui il credito viene ad esistenza e, anteriormente, il contratto, pur essendo perfetto, esplica efficacia meramente obbligatoria; pertanto, nel caso di cessione di crediti futuri e di sopravvenuto fallimento del cedente, la cessione, anche se sia stata tempestivamente notificata o accettata ex art. 2914, n. 2, c.c., non è opponibile al fallimento se, alla data della dichiarazione di fallimento, il credito non era ancora sorto e non si era verificato l’effetto traslativo della cessione.

Cassazione civile sez. III, 17/01/2012, n.551

Atti di cessione di crediti futuri ed eventuali

È inopponibile al fallimento del cedente la cessione di crediti futuri, ove questi siano anche eventuali (pertanto non identificati, né identificabili in tutti i necessari elementi soggettivi e oggettivi), qualora non sia avvenuta la notifica della cessione (o l’accettazione del debitore ceduto) in data anteriore alla dichiarazione di fallimento e comunque successivamente al momento in cui il credito, soltanto eventuale al momento della cessione, sia venuto ad esistenza.

Tribunale Pescara, 03/01/2012, n.27

La procedura fallimentare 

Ai fini dell’efficacia della cessione di crediti “futuri” in pregiudizio del creditore pignorante (nella specie, la procedura fallimentare della cedente), ex art. 2914 n. 2, c.c., è sufficiente che la notifica – o l’accettazione – della cessione sia stata effettuata con atto avente data certa (art. 1265 c.c.) anteriore al pignoramento (o al fallimento), giacché per il successivo effetto traslativo della cessione (rinviato al momento del sorgere del credito), sottratto alla disponibilità delle parti, non si pone un problema di opponibilità ai sensi del citato art. 2914, essendo, per contro, unicamente per i crediti soltanto eventuali, non identificati in tutti gli elementi oggettivi e soggettivi, che la prevalenza della cessione richiede che la notificazione o accettazione siano non solo anteriori al pignoramento (o al fallimento), ma altresì posteriori al momento in cui il credito sia venuto ad esistenza.

Cassazione civile sez. I, 14/04/2010, n.8961

Provvedimenti per la cessione dei beni

In tema di cessione di credito futuro derivante da contratto di appalto non ancora eseguito, perfezionata prima della data della dichiarazione di fallimento, il debitore ceduto non è legittimato a far valere le ragioni del fallimento, mentre compete esclusivamente agli organi di quella procedura l’esperimento dell’eventuale revocatoria della cessione di credito.

Cassazione civile sez. I, 18/12/2007, n.26664

Cessione di crediti futuri in pregiudizio del creditore pignorante

Ai fini dell’efficacia della cessione di crediti “futuri” in pregiudizio del creditore pignorante (e dunque del fallimento del cedente), ex, art. 2914, n. 2, c.c., è sufficiente che la notifica – o l’accettazione – della cessione sia stata effettuata con atto avente data certa (art. 1265 c.c.) anteriore al pignoramento (o al fallimento), giacché per il successivo effetto traslativo della cessione (rinviato al momento del sorgere del credito), sottratto alla disponibilità delle parti, non si pone un problema di opponibilità ai sensi dell’art. 2914 cit.; invece, per i crediti soltanto eventuali, non identificati in tutti gli elementi oggettivi e soggettivi, la prevalenza della cessione richiede che la notificazione o accettazione siano non solo anteriori al pignoramento (o al fallimento), ma altresì posteriori al momento in cui il credito sia venuto ad esistenza.

Cassazione civile sez. I, 21/12/2005, n.28300

Contratto di cessione di credito: la natura consensuale

La natura consensuale del contratto di cessione di credito comporta che esso si perfeziona per effetto del solo consenso dei contraenti, cedente e cessionario, ma non anche che dal perfezionamento del contratto consegua sempre il trasferimento del credito dal cedente al cessionario, in quanto, nel caso di cessione di un credito futuro, il trasferimento si verifica soltanto nel momento in cui il credito viene ad esistenza e, anteriormente, il contratto, pur essendo perfetto, esplica efficacia meramente obbligatoria; pertanto, nel caso di cessione di crediti futuri e di sopravvenuto fallimento del cedente, la cessione, anche se sia stata tempestivamente notificata o accettata ex art. 2914 n. 2, c.c., non è opponibile al fallimento se, alla data della dichiarazione di fallimento, il credito non era ancora sorto e non si era verificato l’effetto traslativo della cessione.

Cassazione civile sez. I, 31/08/2005, n.17590

Efficacia della cessione di crediti futuri

In materia di efficacia della cessione di crediti futuri in pregiudizio del creditore pignorante, occorre distinguere tra crediti maturandi con origine da un unico e già esistente rapporto-base, quali i crediti di lavoro, e crediti soltanto eventuali, non necessariamente identificati in tutti gli elementi oggettivi e soggettivi; la cessione dei primi prevale sul pignoramento nell’ambito di un triennio, purché prima del pignoramento stesso sia stata notificata o accettata dal debitore ceduto, mentre perché prevalga la cessione dei secondi è necessaria la notificazione o accettazione dopo che il credito sia venuto ad esistenza, ma prima del pignoramento.

Cassazione civile sez. lav., 26/10/2002, n.15141

Contratto di factoring relativo alla cessione di crediti futuri

Qualora al momento della dichiarazione di fallimento risulti pendente un contratto di factoring relativo alla cessione di crediti futuri e a seguito della scelta del curatore venga meno il rapporto giuridico che aveva originato le obbligazioni oggetto di cessione, il credito per restituzione delle anticipazioni che spetta al factor non ha natura prededucibile in quanto il curatore non acquisisce alla massa l’utilità rappresentata dal credito futuro oggetto di cessione.

Cassazione civile sez. I, 18/04/2001, n.5724

Cessione di crediti futuri e opposizione al fallimento

Per poter opporre al fallimento la cessione di crediti futuri, è necessario non solo che tali crediti, sorti dopo il perfezionamento della cessione, siano comunque anteriori al fallimento, ma che essi siano divenuti esigibili prima di tale data e che siano stati singolarmente notificati o accettati dal debitore con atto avente data certa.

Cassazione civile sez. I, 29/12/2000, n.16235



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