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Colluttazione: ultime sentenze

21 Ottobre 2020
Colluttazione: ultime sentenze

Corretta applicazione dell’esimente della legittima difesa; reato di rissa; lesioni personali; concorso di persone nel reato.

Colluttazione e lesioni personali

Sussiste il concorso di persone nel reato di lesioni personali (nel caso di specie aggravate) anche nel caso in cui i correi abbiano reso parte alla colluttazione non con assoluta contemporaneità, ma in stretta progressione al fine di dar man forte ai soggetti che hanno dato avvio al pestaggio, con il fine di dare il loro contributo materiale all’azione aggressiva determinando le lesioni evidenziate al termine del pestaggio. In siffatta situazione gli imputati rispondono non solo della singola condotta violenta posta in essere, ma anche di quella dei correi con il comune intento di procurare male fisico alle persone offese.

Corte appello Ancona, 29/06/2020, n.772

Condotta pregiudizievole dei genitori

Il giudice, ai sensi dell’art. 330 c.c., ha il potere di pronunciare la decadenza del genitore dalla responsabilità genitoriale, nell’ipotesi in cui il genitore violi o trascuri i doveri ad essa inerenti oppure abusi dei relativi poteri nei confronti dei figli (nel caso di specie, la condotta posta in essere dai genitori del minore, consistita nel prendere parte ad una colluttazione in occasione della recita scolastica della propria figlia, pur essendo certamente censurabile, non costituisce, da sola, presupposto per una pronuncia di decadenza o limitazione della responsabilità genitoriale, ma può comportare la scelta di adottare un’attività di monitoraggio della situazione familiare da parte dei Servizi Sociali).

Tribunale minorenni Caltanissetta, 05/03/2019

Colluttazione tra due contendenti

Non è integrato il reato di rissa qualora la colluttazione riguardi non già più persone coinvolte ma due contendenti. (Nel caso di specie i tre soggetti, ubriachi, litigavano tra di loro vicendevolmente, con modalità alternate e si sferravano calci e pugni).

Tribunale Napoli sez. I, 10/09/2018, n.9477

Rissa aggravata e lesioni personali

In tema di delitto di rissa, l’aggravante di cui all’art. 588, comma 2, c.p., è applicabile anche nei confronti del compartecipe che abbia riportato lesioni personali, in quanto colui che partecipa volontariamente alla condotta violenta collettiva, diretta ad offendere oltre che a difendere, si assume la responsabilità per rissa semplice o aggravata a seconda degli effetti della colluttazione.

Cassazione penale sez. V, 24/11/2017, n.9933

Colpo esploso accidentalmente durante una colluttazione

Non rientra nell’ambito applicativo della scriminante di cui all’art. 53 cod. pen. l’ipotesi di un colpo esploso accidentalmente dalla pistola d’ordinanza di un agente di polizia che attinga a morte un soggetto nel corso di una colluttazione seguita all’inseguimento.

Cassazione penale sez. IV, 11/07/2017, n.48082

Colluttazione con il pubblico ufficiale

Per la configurabilità del delitto di rapina impropria, anche nella forma del delitto tentato, è sufficiente l’esercizio di una energia fisica qualunque sia il grado di intensità, consistente anche in una spinta, in uno schiaffo o in uno spintone, purché idonea a frapporre una coazione personale.

Ebbene, è evidente che nella fattispecie in esame l’imputato, ingaggiando una colluttazione con il pubblico ufficiale che lo stava fermando, esercitò tale violenza fisica e tale coazione e che fu opposta immediatamente dopo la sottrazione in una situazione di flagranza, in un lasso di tempo così breve che non esclude la contestualità dell’azione nel suo insieme.

Corte appello Roma sez. III, 15/06/2017, n.4515

Legittima difesa: non giustifica una indiscriminata reazione

La nuova formulazione dell’art. 52 c.p., che amplia l’ambito della legittima difesa rispondendo alla ratio di difendere i cittadini a fronte del dilagare di reati predatori commessi in luoghi di privata dimora, non legittima comunque un’indiscriminata reazione nei confronti del soggetto che si introduca nella propria dimora (esclusa l’applicazione della legittima difesa per l’imputato a cui era stato contestato il reato di tentato omicidio per aver sferrato due coltellate ad un uomo che, entrato nel suo bar, si era scagliato contro di lui ingaggiando una colluttazione a mani nude perché infastidito dalle sgradevoli battute che l’uomo aveva poco prima rivolto alla fidanzata).

Cassazione penale sez. V, 30/03/2017, n.44011

Colluttazione con persona fisicamente sovrastante

E’ regola di esperienza che colui che sia reiteratamente aggredito reagisca come possa, secondo la concitazione del momento, e non sia tenuto a calibrare l’intensità della reazione, finalizzata ad indurre la cessazione della avversa condotta lesiva, salva l’ipotesi di eventuale manifesta sproporzione della reazione (fattispecie relativa ad un’aggressione terminata con un accoltellamento da parte della persona fisicamente più debole a danno di quella più robusta).

Cassazione penale sez. V, 01/04/2016, n.36987

Reato di rapina e colluttazione violenta

L’art. 116 c.p., nella parte in cui disciplina il concorso anomalo nel reato, non configura un’ipotesi di responsabilità oggettiva, ma, conformemente al principio di colpevolezza, una fattispecie di responsabilità per colpa, in cui il concorrente è chiamato a rispondere dei reati diversi commessi dal compartecipe a condizione che essi costituiscano uno sviluppo logicamente prevedibile di quelli sui quali si era formato l’accordo criminoso. E cioè, a carico del concorrente anomalo potrà muoversi un rimprovero in termini di prevedibilità per i reati commessi dal compartecipe che risultano essere una conseguenza logica di quelli inizialmente stabiliti.

Nel caso di specie, la Corte d’appello – contrariamente alla richiesta di difesa e p.m. – ha ritenuto sussistente la figura del concorso anomalo nei confronti di uno degli imputati il quale, dopo aver sottratto una dock station all’interno di un supermercato, si era fermato una volta scoperto, inseguito e raggiunto, mentre il suo complice aveva continuato la fuga, poi terminata con una colluttazione violenta con il direttore del supermercato. Per la Corte, rientra nell’alea del logico sviluppo consequenziale il fatto che un furto possa trascendere in una rapina impropria.

Tribunale Genova sez. I, 17/03/2016, n.1416

Quando è inapplicabile la legittima difesa putativa?

Qualora sia impossibile comprendere, non solo se vi sia stato un pericolo attuale, e su chi incombesse, ma anche se la colluttazione fisica fosse l’unica soluzione difensiva possibile e se il pugno sferrato fosse proporzionato all’offesa, non è possibile vagliare la corretta applicazione dell’esimente della legittima difesa, neppure sotto il profilo putativo previsto dall’ultimo comma dell’art. 59 c.p..

Cassazione penale sez. V, 07/01/2016, n.18252

Configurabilità della circostanza attenuante della provocazione

La configurabilità della circostanza attenuante della provocazione presuppone uno stato d’ira, costituito da un’alterazione emotiva che può anche protrarsi nel tempo e non essere in rapporto di immediatezza con il fatto ingiusto altrui. Tale fatto ingiusto deve essere poi caratterizzato da obiettiva ingiustizia, intesa come effettiva contrarietà a regole giuridiche, morali e sociali, reputate tali nell’ambito di una determinata collettività in un dato momento storico e non, invece, con riferimento alle convinzioni dell’imputato e alla sua sensibilità personale.

Inoltre, tra l’offesa e la reazione deve sussistere un rapporto di causalità psicologica e non di mera occasionalità, indipendentemente dalla proporzionalità tra esse, sempre che vi sia una certa adeguatezza tra l’una e l’altra condotta.

Ciò posto, nel caso di specie, la Corte d’appello ha ritenuto mero pretesto dell’agente, pertanto non rilevante ex art. 62, n. 2 c.p., il lancio di una scarpa da parte della vittima nei confronti dell’agente, il quale in risposta aveva gravemente ferito il primo con un’arma da taglio all’esito di una colluttazione.

Corte appello Napoli sez. I, 05/10/2018, n.6433



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