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Diritto di accesso agli atti: ultime sentenze

21 Ottobre 2020
Diritto di accesso agli atti: ultime sentenze

L’interesse diretto, concreto ed attuale; le finalità difensive e la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti.

Privacy e diritto di accesso

Le previsioni del comma 1 dell’art. 59, d.lgs. n. 193/2003 (c.d. Codice della Privacy ) e del comma 7 dell’art. 24 della l. n. 241/1990 (in base al quale “deve comunque essere garantito ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici“) hanno codificato la prevalenza del diritto di accesso agli atti amministrativi sulle esigenze di riservatezza, che vanno considerate recessive quando l’accesso sia esercitato prospettando l’esigenza della difesa di un interesse giuridicamente rilevante.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 08/04/2020, n.3841

Il diritto di accesso agli atti amministrativi

Il diritto di accesso agli atti amministrativi, anche nell’ipotesi in cui l’accesso potrebbe interferire con l’esigenza di tutela della riservatezza di terzi, deve essere garantito, seppure nei limiti in cui sia strettamente indispensabile, nel caso in cui la conoscenza del documento di cui l’interessato chiede l’ostensione sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 16/04/2020, n.3985

Criterio di vicinanza della prova: operatività

Il criterio di vicinanza della prova, quale mezzo di definizione della regola finale di giudizio di cui all’art. 2697 c.c., non può operare allorquando l’interessato abbia la possibilità, secondo le regole di cui al diritto di accesso agli atti della P.A. o eventualmente sulla base degli strumenti processuali a tal fine predisposti dall’ordinamento, di acquisire la documentazione necessaria a suffragare le proprie ragioni; in ogni caso, il criterio di vicinanza neppure può essere richiamato qualora il fatto rimasto ignoto e destinato ad integrare uno degli elementi costitutivi del diritto azionato, quale è, in ambito di responsabilità contrattuale, il nesso causale tra inadempimento e danno, risulti integrato da più possibili evenienze concrete che risultino, anche solo per taluna di esse, estranee alla sfera di conoscenza della parte di cui si prospetta la prossimità rispetto alle circostanze rilevanti.

Cassazione civile sez. lav., 24/06/2020, n.12490

Quali atti possono essere sottratti al diritto di accesso?

In tema di diritto di accesso agli atti, l’esistenza di un’indagine penale non implica la non ostensibilità di tutti gli atti o provvedimenti che possano risultare connessi con i fatti oggetto di indagine; solamente gli atti per i quali è stato disposto il sequestro o coperti da segreto possono essere sottratti al diritto di accesso.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. I, 20/05/2020, n.1006

Chi riguarda il diritto di accesso agli atti amministrativi?

I soggetti interessati al diritto di accesso agli atti amministrativi sono tutti i soggetti privati, portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento del quale è chiesta l’ostensione.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 15/05/2020, n.520

Quando è esercitabile il diritto di accesso agli atti?

L’accesso agli atti deve essere considerato non solo ed esclusivamente come un istituto capace di permettere la conoscenza dei documenti amministrativi in via strumentale alla partecipazione procedimentale o alla difesa in giudizio, ma anche come idoneo ad ottenere la conoscenza di atti del procedimento amministrativo ogniqualvolta venga allegata la sussistenza di un interesse alla tutela di situazioni giuridicamente rilevanti, la cui nozione è più ampia ed estesa rispetto a quella dell’interesse all’impugnazione, potendo avere ad oggetto atti idonei a dispiegare effetti diretti o indiretti nei confronti dell’istante indipendentemente dalla sussistenza o meno di una loro lesività.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 09/03/2020, n.1080

La necessità di tutelare un interesse

Il diritto di accesso agli atti amministrativi non deve essere garantito a chiunque, prescindendo da qualsivoglia accertamento in ordine alla necessità del richiedente di tutelare un proprio interesse, non potendo ammettersi che chiunque possa avere accesso a informazioni altrui in virtù della mera generica allegazione di essere intenzionato a tutelare un proprio interesse.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 14/11/2019, n.2403

Diritto di accesso agli atti: condizioni e presupposti

Ai fini dell’accesso agli atti, il soggetto richiedente deve poter vantare un interesse che, oltre ad essere serio e non emulativo, rivesta carattere personale e concreto, ossia ricollegabile alla persona dell’istante da uno specifico rapporto. In sostanza, occorre che il richiedente intenda poter supportare una situazione di cui è titolare, che l’ordinamento stima di sua meritevole tutela, con la conseguenza che non è sufficiente addurre il generico e indistinto interesse di qualsiasi cittadino alla legalità e al buon andamento dell’attività amministrativa, bensì è necessario che il richiedente dimostri che, in virtù del proficuo esercizio del diritto di accesso agli atti e/o documenti amministrativi, verrà inequivocabilmente a trovarsi titolare di poteri di natura procedimentale, volti in senso strumentale alla tutela di altri interessi giuridicamente rilevanti.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 04/10/2019, n.4735

Chi può presentare istanza di accesso agli atti amministrativi?

Il diritto di accesso agli atti amministrativi, previsto dall’art. 22 del D.Lgs. 104/2010, legittima un soggetto alla presentazione della relativa istanza laddove l’interesse ad accedere sia diretto, concreto, attuale e non meramente emulativo.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 08/04/2019, n.770

Esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi

Il diritto di accesso agli atti è consentito solo a coloro che sono titolari di una posizione differenziata rispetto al quisque de populo, nonché di un interesse diretto, concreto ed attuale corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata ai documenti ai quali è chiesto l’accesso.

T.A.R. Genova, (Liguria) sez. II, 07/10/2019, n.755

Prevalenza del diritto di accesso sulle esigenze di riservatezza 

Nell’ambito dell’esercizio del diritto di accesso agli atti, le necessità difensive, riconducibili all’effettività della tutela di cui all’art. 24 Cost., devono ritenersi prevalenti rispetto a quelle della riservatezza, dovendo tuttavia considerarsi determinati limiti allorché vengano in considerazione dati sensibili o sensibilissimi, ossia i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale degli individui; in questi casi l’accesso è consentito a particolari condizioni, disciplinate dall’art. 60 del D.Lgs. n. 196/2003.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 16/04/2020, n.3985

Il nesso di strumentalità fra l’interesse all’accesso e la sua rilevanza

Ai fini del legittimo esercizio del diritto di accesso agli atti amministrativi, il nesso di strumentalità fra l’interesse all’accesso e la sua rilevanza ai fini della proposizione di un giudizio deve essere inteso in senso ampio, dovendo la documentazione richiesta costituire, genericamente, un mezzo utile per la difesa dell’interesse del richiedente e non, invece, uno strumento di prova diretta della lesione di tale interesse.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 10/12/2018, n.1787



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5 Commenti

  1. Mi spiegate come funziona il diritto di accesso agli atti e ai documenti amministrativi? Io ho sempre sentito dire che la pubblica amministrazione deve essere trasparente e quindi mi domando se può rifiutarsi l’esercizio del diritto di accesso e come tutelarsi in caso di silenzio o di rifiuto?

    1. Il diritto di accesso agli atti e ai documenti amministrativi è teso a garantire che la pubblica amministrazione svolga la sua azione in modo imparziale e trasparente. Tuttavia, non è consentito un accesso agli atti generalizzato: possono accedervi solo i soggetti che vantano una posizione qualificata e differenziata rispetto alla generalità dei consociati. Cosa vuol dire una posizione qualificata e differenziata? Per prima cosa, che non puoi accedere a quei determinati atti per attuare un controllo generalizzato sull’operato dell’amministrazione pubblica, ma devi vantare un interesse specifico. L’interesse può definirsi specifico se è attuale, ossia l’interesse all’accesso deve emergere già al momento della richiesta di accesso (ad esempio, non puoi fare richiesta di accesso perché forse un giorno potresti decidere di agire in giudizio); se è concreto, vale a dire se è evidente che ci sia un diritto da tutelare; se è personale, è necessario che sussista un collegamento tra te e il provvedimento.

    2. Se la tua richiesta di accesso agli atti è stata respinta ti si aprono due strade, una stragiudiziale e l’altra giudiziale. La prima consiste nella possibilità di ricorrere, entro il termine di trenta giorni dal diniego, al difensore civico e questi, a sua volta, dovrà pronunciarsi entro trenta giorni, altrimenti il ricorso è da ritenersi respinto. Fai attenzione che puoi ricorrere al difensore civico solo se hai avanzato la tua richiesta di accesso nei confronti di una amministrazione regionale, provinciale o comunale. Nel caso in cui tu abbia fatto domanda di accesso ad una amministrazione dello Stato, invece, dovrai rivolgerti alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi. Una volta che o il difensore civico o la Commissione avranno accolto la tua richiesta, potrai accedere liberamente ai documenti. Se preferisci percorrere la via giudiziale, devi presentare ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) entro il termine di trenta giorni. Nel caso in cui il giudice accolga la tua richiesta, sarà ordinato all’amministrazione resistente di esibire i documenti.

  2. Posso avere informazioni sul procedimento amministrativo in corso per il rilascio di un’autorizzazione amministrativa? Come posso avere l’accesso agli atti? Vorrei conoscere le ragioni del eventuale diniego di un’autorizzazione amministrativa per capire quali sono state le motivazioni del respingimento della mia istanza

    1. Le modalità di presentazione dell’istanza sono molto semplici e non richiedono particolari adempimenti. E’ sufficiente scrivere una lettera indirizzata all’ente di riferimento che sta valutando l’istanza con intestazione formale del tipo: Spett.le Comune di (X) con l’indirizzo (X), alla Cortese Attenzione dell’Ufficio (X) e specificare nell’oggetto dell’istanza di accesso agli atti ai sensi dell’art. 22 della Legge 241/1990 che si richiede di estrarre copia degli atti relativi al procedimento amministrativo prot. N. (X). Chiunque abbia un interesse specifico e personale può presentare istanza di accesso agli atti, sottoscriverla e depositarla in originale presso l’ufficio competente che avrà 30 giorni di tempo per rispondere all’istante. L’istanza è gratuita e può essere depositata in cartaceo presso l’amministrazione o inviata anche tramite posta elettronica certificata. Qualora l’amministrazione non risponda entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza il soggetto per tutelare i propri diritti può presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del luogo in cui ha depositato l’istanza o rivolgersi al Difensore Civico per ottenere il riesame della determinazione che ha respinto l’accesso.

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