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Affidamento congiunto: ultime sentenze

23 Ottobre 2020
Affidamento congiunto: ultime sentenze

Genitori divorziati o in stato di separazione legale; principio di bigenitorialità; diritto del collocatario prevalente a un assegno a carico dell’altro; matrimonio; ostacoli all’esercizio del diritto di visita.

Assenza di gravi inadeguatezze genitoriali

Circa l’affidamento condiviso  dei figli minori ad entrambi i genitori,  successivamente alla  dolorosa esperienza di un collocamento dei bambini in comunità eterofamiliare, l’Affidamento condiviso che va certamente disposto qualora risulti come entrambi i genitori, a far data dall’uscita dei minori dalla comunità  hanno continuato a collaborare positivamente fra di loro in merito alle visite dei figli e sono riusciti ad organizzare gli incontri in modo autonomo, rispettando il decreto del Tribunale. Qualora risulti altresì dall’istruttoria compiuta che non sono emerse gravi inadeguatezze genitoriali in capo a nessuna delle due parti in causa in grado di arrecare pregiudizio ai bambini, deve disporsi l’affidamento congiunto dei minori ad entrambi i genitori.

Tribunale Torino sez. VII, 04/03/2019, n.1013

Affidamento congiunto e genitore collocatario

In tema di affidamento congiunto, qualora uno dei genitori manifesti una eccessiva tendenza a coinvolgere il suo nuovo compagno nella vita dei figli, il giudice, nel pronunciare la separazione dei coniugi ed affidare i figli ad entrambi i genitori, può valutare che sia più funzionale all’interesse della prole il collocamento presso l’altro genitore.

(Nel caso di specie, la S.C. ha confermato la decisione del giudice di merito che, alla luce del disagio manifestato dai figli a causa della presenza del nuovo compagno della madre nella loro vita, contrastante con la loro esigenza di elaborare gradualmente il cambiamento, ha provveduto a collocare i figli presso il padre, con diritto della madre e vederli per due soli fine settimana al mese).

Cassazione civile sez. I, 10/05/2017, n.11448

L’affidamento congiunto dei figli a entrambi i genitori

L’affidamento congiunto dei figli a entrambi i genitori, previsto dalla legge sul divorzio, analogicamente applicabile anche alla separazione personale dei coniugi, è istituito che, in quanto fondato sull’esclusivo interesse del minore, non fa venir meno l’obbligo patrimoniale di uno dei genitori di contribuire, con la corresponsione di un assegno, al mantenimento dei figli, in relazione alle loro esigenze di vita, sulla base del contesto familiare e sociale di appartenenza, rimanendo per converso escluso che l’istituto stesso implichi, come conseguenza automatica, che ciascuno dei genitori debba provvedere paritariamente, in modo diretto e autonomo, alle predette esigenze.

Cassazione civile sez. I, 01/07/2015, n.13504

Affidamento congiunto: spese straordinarie relativi ai figli

In caso di affidamento congiunto dei figli minori ad entrambi i genitori ai sensi dell’art. 337 ter c.p.c., ciascun genitore dovrà provvedere nella misura del 50% alle spese straordinarie relativi ai figli (minori o maggiorenni non autonomi economicamente), da intendersi come quelle spese concernenti eventi sostanzialmente eccezionali nella vita della prole, oppure le spese che servono per soddisfare esigenze episodiche, saltuarie ed imprevedibili e quelle concernenti eventi ordinari non inclusi nel mantenimento.

Tribunale Roma sez. I, 05/05/2014, n.9688

Esclusivo interesse del minore

L’affidamento congiunto dei figli ad entrambi i genitori previsto dall’art. 6 della legge sul divorzio è istituto che, in quanto fondato sull’esclusivo interesse del minore, non fa venir meno l’obbligo patrimoniale di uno dei genitori di contribuire, con la corresponsione di un assegno, al mantenimento dei figli, in relazione alle loro esigenze di vita, sulla base del contesto familiare e sociale di appartenenza, rimanendo per converso escluso che l’istituto stesso implichi, come conseguenza automatica, che ciascuno dei genitori debba provvedere paritariamente, in modo diretto ed autonomo, alle predette esigenze.

Cassazione civile sez. I, 10/01/2011, n.367

Diritti di visita e stabilità del rapporto con i figli 

La decisione unilaterale di spostare il luogo di residenza della prole, nonostante il provvedimento di affidamento congiunto ad entrambi i coniugi separati, travalica il concetto di ordinaria amministrazione con riguardo alle decisioni che il Tribunale ha previsto un genitore avrebbe potuto prendere da solo e comporta una frustrazione dei diritti di visita e di stabilità di rapporto con i figli dell’altro genitore integrando appieno la fattispecie di cui all’art. 388, comma 2, c.p. Infatti, l’elusione dell’esecuzione di un provvedimento del giudice civile che riguardi l’affidamento di minori può concretarsi in qualunque comportamento, anche omissivo, da cui derivi la frustrazione delle legittime pretese altrui.

Tribunale Campobasso, 29/01/2015, n.967

Genitori che svolgono entrambi attività lavorativa

Disposto l’affidamento condiviso di un figlio naturale, con la previsione di un collocamento prevalente presso uno dei genitori, qualora costoro svolgano entrambi attività lavorativa produttiva di reddito può essere disposto – ove necessario al fine di realizzare il principio della proporzionalità dei contributi – a carico dell’altro genitore un assegno periodico.

Cassazione civile sez. I, 04/11/2009, n.23411

Affidamento congiunto dei figli minori: la bigenitorialità

In caso di affidamento congiunto dei figli minori, la “bigenitorialità” deve essere garantita, non potendo essere compressa dal giudice senza una adeguata motivazione. Ad affermarlo è la Cassazione che, richiamandosi soprattutto alla giurisprudenza Cedu in tema di rispetto della vita familiare, ha accolto il ricorso di un padre contro il provvedimento del giudici di merito che limitavano la sua frequentazione con la figlia di due anni solo ogni 15 giorni. La Suprema corte ricorda che “nell’interesse superiore del minore, va assicurato il principio della bigenitorialità, da intendersi quale presenza comune dei genitori nella vita del figlio, idonea a garantirgli una stabile consuetudine di vita e salde relazioni affettive con entrambi”.

Cassazione civile sez. I, 08/04/2019, n.9764

Affidamento condiviso del figlio maggiorenne gravemente disabile

Qualora un genitore (nella specie, padre) divorziato od in stato di separazione legale chieda l’affidamento congiunto di una figlia maggiorenne afflitta da grave handicap, ai sensi della normativa introdotta dalla l. 8 febbraio 2006 n. 54, la richiesta del genitore va respinta perché in contrasto con la normativa di cui alla l. 5 febbraio 1992 n. 104 sull’assistenza, sulla integrazione sociale e sui diritti della persona handicappata: quando il figlio minore è normale, l’affidamento congiunto assicura al minore un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, garantendogli lo sviluppo armonico e completo della sua personalità; qualora, invece, il figlio sia afflitto da grave handicap, la richiesta dell’affidamento non può sopperire all’assenza del ricorso ad uno degli strumenti diretti alla tutela dei soggetti incapaci anche perché non garantisce al soggetto gravemente handicappato tutta la protezione di cui quest’ultimo ha bisogno.

Del resto, il principio della bigenitorialità consente ad entrambi i genitori di vigilare, ed eventualmente agire, affinché al figlio maggiorenne afflitto da grave handicap sia garantita l’assistenza che gli occorre, non esclusa la nomina di un amministratore di sostegno.

Tribunale Treviso, 01/04/2016

Diritto di visita ed affidamento congiunto di minore nato fuori dal matrimonio

Allorché una minore in tenera età, nata fuori dal matrimonio ed in affidamento congiunto ai genitori, residenti, però, in luoghi assai distanti ed in reiterato disaccordo giudiziario circa i tempi e le modalità di esercizio del diritto di visita e di permanenza periodica, presso ognuno di loro, della figlia minore, va comunque assicurato a quest’ultima il diritto a regolari, soddisfacenti e formative relazioni familiari, nonché il diritto all’istruzione alla salute, alla stabilità dell’ambiente domestico, alla serenità di sua vita ed al soddisfacimento delle proprie esigenze scolastiche, sportive, ludiche e ricreative, fermo restando che in caso di nuove iniziative di carattere dilatorio, o del tutto infondate od ostruzionistiche, il genitore istante sarebbe soggetto alle sanzioni di cui all’art. 709-ter c.p.c.

Corte appello Catania, 15/02/2016



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11 Commenti

  1. Ciascun genitore deve permettere all’altro di avere rapporti col figlio, nella consapevolezza che la cultura, la personalità e le idee dell’altro genitore possono essere diverse dalle proprie. Ma qual è la differenza tra affidamento e collocamento dei minori?

    1. Alla luce di quanto abbiamo appena detto è possibile anche comprendere la differenza tra collocamento e affidamento. Il primo concetto attiene alla residenza dei minori e alla dimora abituale, quella cioè che viene fissata per gran parte dell’anno, al netto di eventuali visite fatte presso l’abitazione dell’altro genitore. La collocazione viene di norma lasciata alla madre quando il figlio è in età prescolare e scolare. In ogni caso, il figlio con almeno 12 anni deve essere necessariamente sentito dal giudice prima di qualsiasi decisione che lo riguardi; diversamente, la sentenza è invalida e può essere impugnata. Anche se la Cassazione ha negato qualsiasi preferenza per la madre, stabilendo che le decisioni devono essere prese caso per caso, nei fatti è sempre la donna ad essere preferita, sicché la collocazione al padre è disposta, oltre che nei casi in cui siano gli stessi figli a chiederlo espressamente, quando la madre si riveli completamente inidonea al compito. Né l’assenza di un’occupazione o di un reddito stabile è di pregiudizio per la donna ad ottenere la collocazione dei figli, atteso che, in ogni caso, è compito dell’ex marito versare l’assegno di mantenimento periodico. 

  2. Se i genitori sono distanti l’uno dall’altro, nell’interesse del bambino, il giudice può disporre l’affidamento congiunto?

    1. La grande lontananza di dimora tra i due ex coniugi può essere causa di affidamento esclusivo del minore a uno dei due. Lo ha deciso la Cassazione con una recente sentenza: la distanza geografica e le conflittualità tra i genitori possono impedire l’affidamento condiviso del bambino ancora in tenera età e il conseguente affidamento in via esclusiva a uno dei due genitori. Sulla scorta di tale principio, i giudici hanno ritenuto di affidare una minore, ancora piccola, alla madre che viveva all’estero, proprio per via del contesto psicologico che tende, nelle prime fasi della vita del bambino, a privilegiare la figura materna rispetto a quella del padre. A ciò si aggiungeva, nel caso di specie, una accesa conflittualità tra i due ex coniugi, che rendeva impossibile una paritaria collaborazione nelle scelte relative alla cura e alla formazione della bambina stessa. Così la Suprema Corte, confermando le sentenze dei gradi precedenti, ha concesso l’affidamento esclusivo alla madre, limitando la visita alla figlia una volta ogni due mesi ed estendendo i periodi di permanenza della minore in Italia durante le vacanze scolastiche.

  3. Io e mio marito ci siamo lasciati. Io ho l’affidamento di nostro figlio ed ho la possibilità di decidere l’indirizzo da dare all’educazione e all’istruzione dei bambini, può prendere le decisioni più importanti in merito alla loro crescita, salute, stile di vita.

  4. Io e la mia ex non ci siamo mai sposati. Voglio ottenere l’affidamento di mio figlio visto che tutte le accuse che la madre fa nei miei confronti sono risultate false. Che cosa posso fare?

    1. L’affidamento esclusivo al lettore del bambino è ipotesi alquanto difficile, anche se non impossibile, specie in considerazione della tenera età del piccolo; è più facile prevedere un affidamento condiviso; in questo caso il collocamento del minore presso il lettore richiederebbe:
      che questa soluzione sia conforme all’interesse del minore; che il tribunale ritenga il lettore idoneo ad accudire e seguire con la dovuta cura suo figlio; che la madre venga considerata inidonea a tali incombenze; sarà onere del lettore dimostrare l’inidoneità della madre ed a tal fine, oltre alle risultanze della perizia d’ufficio, parrebbe opportuno allegare un consulenza di parte redatta da uno psicologo. Ulteriori circostanze di fatto che depongono per l’inidoneità andranno eventualmente individuate e sottoposte all’esame del tribunale.

  5. Salve, vorrei un’informazione sull’argomento. L’affidamento condiviso dei figli minori può essere concesso anche agli ex coniugi che sono in forte contrasto fra loro?

    1. Anche se gli ex coniugi non vanno d’accordo e i litigi tra di essi sono esasperanti rimane fermo l’obbligo del giudice di disporre l’affidamento condiviso della prole. Lo ha detto una recente sentenza della Cassazione. Ma vediamo meglio di cosa si tratta. La divisione dei coniugi non deve pregiudicare il rapporto costante ed equilibrato tra questi e i figli. La fine di una storia d’amore non coincide con la fine del rapporto di genitorialità. Genitori si resta per sempre. Nella prassi però accade che, proprio sulla base di una certa conflittualità tra i coniugi, il primo che presenta in il ricorso in tribunale per separazione chiede anche l’affido esclusivo dei figli. La legge, però, stabilisce che i figli vengono affidati ad entrambi i genitori i quali devono gestire il tempo e le scelte educative dei propri figli in totale collaborazione. È il cosiddetto “affidamento condiviso”. Lo scopo della legge è proprio quello di garantire al minore un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con i parenti di ciascun ramo genitoriale. Dunque, la litigiosità o i rancori tra i coniugi non possono costituire un limite alla concessione dell’affidamento condiviso dei figli. A ribadire questo concetto, assolutamente in sintonia con la normativa sull’affidamento condiviso, è una recentissima sentenza della Cassazione. La Corte ha ribadito, così come in altre occasioni, che il fatto che il minore venga prevalentemente collocato presso uno dei genitori non è un buon motivo per limitare il diritto dell’altro genitore di vedere e tenere con sé i figli.

    2. In buona sostanza, anche nel caso di conflittualità tra ex coniugi bisogna sempre preferire l’affidamento condiviso salvo che la litigiosità tra i genitori sia un disagio intollerabile per i figli e finisca per danneggiarli. Dunque l’affidamento esclusivo va concesso solo in ipotesi residuali e più gravi: quando, ad esempio, i conflitti tra gli ex coniugi sono talmente forti da alterare e porre in serio pericolo l’equilibrio e lo sviluppo psico-fisico dei figli. Il più delle volte, nonostante il giudice abbia disposto l’affidamento condiviso dei figli, il coniuge collocatario (cioè quello presso il quale vivono i figli) si sente in dovere di limitare il tempo di visita dell’altro o addirittura di impedire all’ex coniuge di tenere con se i figli. Questo è un atteggiamento non solo diseducativo, ma assolutamente vietato dalla legge; infatti, il genitore ostruzionista che metta in atto simili condotte può rispondere penalmente del reato di “mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”. Inoltre, se gli atteggiamenti ostruzionistici di un genitore nei confronti dell’altro vengono perpetrati più volte, il giudice può anche disporre di modificare l’affidamento da condiviso ad esclusivo in favore del genitore vittima e nei casi più gravi può anche disporre la sospensione o la decadenza dalla patria potestà. Vale la pena ricordare anche che il genitore che chieda l’affidamento esclusivo, senza che ci siano validi motivi a sostegno della richiesta può essere multato.

  6. IO e la mia ex ci siamo lasciati in buoni rapporti. Nonostante il nostro matrimonio non è andato, ci siamo resi conto che il bene più prezioso è nostro figlio e che quindi dobbiamo fare sempre il suo bene. Lui vive con la mamma per tante ragioni per la porta di casa per me è sempre aperta e spesso viene a dormire anche da me. Ora, entrambi ci siamo ricreati una famiglia ed ora abbiamo una famiglia allargata. Per fortuna, siamo riusciti a trovare entrambi persone intelligenti che capiscono la situazione e che anzi spesso favoriscono le riunioni familiari.

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