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Esclusione socio srl: ultime sentenze

26 Ottobre 2020
Esclusione socio srl: ultime sentenze

Società a responsabilità limitata; invalidità della deliberazione per abuso della maggioranza; rilevanza delle modalità e delle circostanze concrete della decisione; valutazione degli interessi dei soci.

Società a responsabilità limitata

Nelle società a responsabilità limitata, nel caso di mora del socio nell’esecuzione dei versamenti dovuti alla società a titolo di conferimento per il debito da sottoscrizione dell’aumento del capitale sociale deliberato dall’assemblea nel corso della vita della società, il socio non può essere escluso, essendo egli titolare della partecipazione sociale sin dalla costituzione della società; pertanto, ferma la permanenza del socio in società per la quota già posseduta, l’assemblea deve deliberare la riduzione del capitale sociale solo per la misura corrispondente al debito di sottoscrizione derivante dall’aumento non onorato, fatto salvo solo il caso in cui lo statuto preveda l’indivisibilità della quota.

Cassazione civile sez. I, 21/01/2020, n.1185

Esclusione del socio di srl: disciplina

Il legislatore, ad eccezione dell’ipotesi di cui all’art. 2466 c.c. in tema di socio moroso, non ha predisposto una disciplina specifica per il procedimento di esclusione del socio nelle società a responsabilità limitata, né ha indicato l’organo competente ad adottare la relativa delibera.

La materia risulta pertanto rimessa all’autonomia statutaria, che, qualora si avvalga della facoltà di introdurre specifiche ipotesi di esclusione per giusta causa, come riconosciuta dall’art. 2473 bis c.c., deve disciplinare, tra l’altro, le modalità di assunzione della delibera, l’organo competente, le maggioranze necessarie, la comunicazione della delibera al socio escluso, l’eventuale ricorso a strumenti di conciliazione preventiva, il termine entro il quale il socio escluso possa fare opposizione.

A fronte di eventuali lacune della disciplina pattizia, occorrerà fare applicazione, in via analogica, di quanto espressamente previsto per altri tipi sociali, avendo riguardo non solo alle società di capitali, ma, considerati i marcati tratti personalistici che connotano la disciplina delle società a responsabilità limitata, anche alle società di persone.

Tribunale Bolzano, 06/05/2020, n.399

Esclusione del socio di srl: la giusta causa

Nelle società a responsabilità limitata, in presenza di una situazione, riconducibile in astratto ad una giusta causa di esclusione, l’exit del socio, su impulso della società, è legittimo solo se espressamente e specificamente previsto nello statuto.

Per risolvere il vincolo sociale, non basta il venir meno dell’affectio societatis per procedere all’esclusione del socio con delibera assembleare adottata a maggioranza, ma occorre un apposita previsione statutaria che lo consenta. Di conseguenza, è invalida e può essere sospesa in via cautelare, ove ne ricorrano i presupposti, la delibera di esclusione di un socio adottata in assenza di previsione statutaria.

Tribunale Napoli Sez. spec. Impresa, 08/02/2020, n.25774

Esclusione soci srl: condizioni di legittimità

In tema di clausole di esclusione per giusta causa di soci all’interno di società a responsabilità limitata l’atto costitutivo può prevederle purchè siano specifiche e vi sia la violazione di un interesse meritevole di tutela. (Nel caso di specie, tali clausole prevedevano l’esclusione del socio fallito o interdetto che ostacolava la corretta prosecuzione dell’attività sociale e pertanto erano legittime).

Tribunale Bologna Sez. spec. Impresa, 06/02/2020, n.281

Srl: l’elenco delle cause di esclusione del socio

In materia di esclusione del socio di s.r.l., l’elenco delle cause di esclusione del socio deve essere indicato tassativamente nello Statuto, che deve anche specificare con chiarezza le singole condotte la cui gravità giustifichi l’adozione del provvedimento di esclusione del socio.

Tribunale Milano, 05/12/2019

Esclusione del socio di srl: ipotesi convenzionale

Nelle società a responsabilità limitata, accanto alle ipotesi legali di esclusione del socio tipizzate dall’art. 2466 c.c., possono essere previste ulteriori ipotesi convenzionali, ex art. 2473-bis c.c., purché vengano espressamente previste dall’atto costitutivo, non essendo a tal fine sufficiente un generico richiamo al presupposto della giusta causa.

Appare conforme al disposto dell’art. 2473-bis c.c. la previsione, contenuta nell’atto costitutivo di una s.r.l., di esclusione del socio per inattività, all’interno dell’organizzazione aziendale, per almeno 180 giorni nell’arco di un esercizio sociale.

Tribunale Bologna, 11/04/2017, n.621

Annullabilità della delibera di esclusione del socio di srl

È annullabile la delibera di esclusione del socio di s.r.l., se pur in presenza della giusta causa prevista dallo statuto, allorquando viziata da abuso di maggioranza in ragione delle modalità concrete con cui è stata adottata, delle sue circostanze e delle sue effettive finalità (nella specie, quella di estromettere il socio di minoranza per agevolare il trasferimento del controllo a un terzo).

Collegio arbitrale Milano, 15/04/2019

Esclusione del socio srl: la sospensione dell’efficacia della decisione

L’esclusione, nella società a responsabilità limitata, ai sensi dell’art. 2473 bis c.c., è legittima non sulla base di un generico principio di giusta causa, bensì in ragione di una causa specifica, quindi individuata e circoscritta, che consente di contrastare l’utilizzo abusivo del rimedio.

Integrano ipotesi di “giusta causa” di esclusione del socio: eventi che colpiscano direttamente la sua sfera soggettiva (incapacità sopravvenuta, condanna penale); eventi che incidano sul rapporto sociale sotto il profilo dell’inadempimento, anche non imputabile, degli obblighi contrattuali di gravità tale – comunque – da costituire un pregiudizio per l’efficiente svolgersi dell’attività sociale; infine la violazione dei doveri di fedeltà, lealtà, diligenza e correttezza che discendono dalla natura fiduciaria comunque caratteristica del rapporto sociale. L’art. 2378, c.c., richiamato espressamente dall’art. 2479 ter, c.c., in tema d’invalidità delle decisioni, prevede una misura cautelare tipica che trova senz’altro applicazione, oltre che alle delibere annullabili, anche alle delibere nulle.

I presupposti per la sospensione della decisione impugnata sono la rilevazione, sia pure a livello di fumus, non solo di un vizio invalidante che comporterebbe l’annullabilità ovvero la nullità della decisione medesima ma anche del “periculum in mora”, il cui accertamento richiede, in concreto, la comparazione tra il pregiudizio che l’opponente potrebbe, illegittimamente, subire per effetto dell’esecuzione di una delibera invalida e quello che, legittimamente, potrebbe patire la società per effetto della sospensione di tale esecuzione.

Tribunale Napoli Sez. spec. Impresa, 14/06/2016

Esclusione del socio di srl e cessione della quota di partecipazione

La quota di partecipazione nella società a responsabilità limitata ha natura unitaria, ai sensi dell’art. 2468 c.c., con la conseguenza che l’esclusione del socio a seguito di inadempimento, ex art. 2466 c.c., non può che avere ad oggetto l’intera quota di partecipazione da questi detenuta. Non è possibile utilizzare i rimedi di cui all’art. 2466 c.c. per una parte soltanto della quota di partecipazione del socio moroso, in virtù del principio di unitarietà della quota (nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto legittima l’esclusione di un socio dalla compagine societaria, anche se l’inadempimento ha riguardato solo una parte di quota, garantita da una fideiussione poi diventata inefficace).

Tribunale Roma Sez. spec. Impresa, 26/09/2018

Il diritto di controllo del socio non amministratore

Il socio non amministratore di s.r.l. ha diritto ad ottenere l’esibizione, la copia e l’ispezione dei documenti contabili e societari, ex art. 2476, comma 2, c.c.; tale diritto, qualificabile come diritto di credito, può essere esercitato anche dopo la cessazione della qualità di socio (per esclusione o recesso), entro il termine di prescrizione e fatta salva la facoltà, per la società, di opporre un rifiuto quando si tratti di richieste abusive.

Tribunale Genova sez. I, 28/04/2017

Il rapporto sociale non è unilateralmente risolvibile per decisione maggioritaria

A differenza delle società di persone (nella cui disciplina l’esclusione è inserita direttamente dall’art. 2286 c.c., e consentita anche nella generale ipotesi di gravi inadempimenti alle obbligazioni incombenti sul socio), nella società a responsabilità limitata la cessazione del rapporto sociale con riguardo ad un socio è possibile solo a) nell’ipotesi -e all’esito del procedimento- previsto per il caso di renitenza del socio al versamento della quota di capitale da lui dovuta (art. 2466) b) ovvero quando l’atto costitutivo lo consenta, b 1) ma anche in tal caso (per l’ovvia esigenza di consentire ai soci di evitare tale gravissima ‘sanzione privata’ conoscendo preventivamente le condotte che potrebbero darvi causa) in ipotesi specifiche (ciò espresse e tassative) b.2) che integrino, sotto il profilo contenutistico, una giusta causa di cessazione del vincolo sociale (art. 2473-bis).

Al di fuori di tali ipotesi, il singolo rapporto sociale non sarà mai unilateralmente risolvibile per decisione maggioritaria; né il canone di buona fede (che impone alle parti di un contratto di comportarsi, nell’esecuzione degli obblighi loro rivenienti dalla conclusione dello stesso, secondo correttezza e salvaguardando per quanto possibile le ragioni delle altre) consente in alcun modo, tantomeno per pretese applicazioni dirette dei precetti costituzionali genericamente citati dalla convenuta (ai quali la disciplina così sinteticamente tratteggiata pare pienamente conforme), di stravolgere tale equilibrato impianto normativo.

Tribunale Milano, 09/01/2020

Predeterminazione nell’atto costitutivo delle cause di esclusione del socio di srl

Nelle società a responsabilità limitata l’esclusione del socio è prevista solo nelle ipotesi specifiche di giusta causa indicate dall’atto costitutivo, ai sensi dell’art. 2473-bis c.c.: occorre una specifica predeterminazione di fattispecie tipizzate di giusta causa, e ciò al fine di evitare un uso discrezionale di tale strumento.

Tribunale Napoli Sez. spec. Impresa, 22/11/2016



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4 Commenti

  1. Buongiorno. Ho letto che ci sono cause di esclusione che si attivano automaticamente ed altre cause di esclusione che possono essere decise dai soci nell’atto costitutivo. Mi spiegate meglio come funziona?

    1. Un socio, ad esempio, può venire escluso automaticamente quando non abbia versato la propria quota o quando sia scaduta la polizza assicurativa o la fideiussione bancaria dallo stesso stipulata. Oppure, se nell’atto costitutivo gli altri soci lo hanno previsto in modo chiaro e preciso, un socio può essere escluso per: concorrenza sleale o indebita appropriazione degli utili; ingiustificate e reiterate assenze da lavoro; condanna all’interdizione dai pubblici uffici in sede penale; fallimento del socio e la liquidazione al proprio creditore personale della quota di partecipazione (queste ultime sono già previste quali cause automatiche di esclusione nelle società semplici). Pensiamo ora ad un altro caso pratico di possibile esclusione in relazione alle srl. L’amministrazione, ad esempio, potrebbe deliberare un aumento di capitale mediante nuovi conferimenti: a questo punto, i soci che si impegnassero a sottoscrivere l’aumento di capitale e che, in seguito, si rivelassero morosi, potrebbero venire esclusi ove tale fatto sia stato previsto come specifica causa nell’atto costitutivo.
      Detto delle cause, vediamo ora le forme per l’esclusione del socio. I votanti potranno, quindi, deliberare l’esclusione tramite: l’assemblea dei soci a maggioranza numerica, senza calcolare il “peso” delle quote societarie e senza ovviamente contare il voto del socio della cui esclusione si tratta (come per le società di persone); l’organo amministrativo (come per le società cooperative); il collegio dei sindaci.
      Il socio che si desidera escludere potrà, in ogni caso, partecipare all’assemblea di esclusione e potrà impugnare la delibera entro trenta giorni dalla decisione: l’opposizione avverrà avanti il tribunale territorialmente competente, oppure tramite arbitrato se previsto dalla corrispondente clausola compromissoria inserita nell’atto costitutivo.

  2. Sono socio di una srl e vorrei abbandonare la mia società esercitando il cosiddetto diritto di recesso. Ma come si esercita il recesso e quando diventa efficace?

    1. Nelle SRL la legge non ha disciplinato le modalità e i termini di esercizio del diritto di recesso: per cui, tanto nelle ipotesi di recesso legale (quello cioè previsto inderogabilmente dalla legge) e di recesso convenzionale (quello cioè previsto facoltativamente dallo statuto), tale facoltà viene rimessa agli accordi tra le parti che, di norma, vengono fissati nello statuto stesso. In mancanza di specifiche previsioni contenute nell’atto costitutivo per quanto compatibile si ritiene che sia applicabile la disciplina dettata per la società per azioni. Ad eccezione dell’ipotesi di recesso dalla società a tempo indeterminato, che ha efficacia alla scadenza del termine di preavviso, negli altri casi è prevalente l’orientamento che ritiene il recesso efficace non appena la dichiarazione di recesso giunge a conoscenza della società. Il recesso non è revocabile, né sottoponibile a condizioni. In mancanza di una diversa previsione nello statuto si ritiene che il recesso possa essere esercitato solo sull’intera quota del socio e non frazionatamente, essendo ciò posto a tutela della volontà del socio di non più fare parte di una determinata compagine sociale, e non già della volontà di diminuire l’entità del rischio.

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