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Impugnazione bando di concorso: ultime sentenze

16 Novembre 2022
Impugnazione bando di concorso: ultime sentenze

Procedura concorsuale: presupposti richiesti per la partecipazione; approvazione della graduatoria definitiva; impugnazione immediata; difetto di interesse al ricorso.

Indice

Mancata impugnazione della graduatoria finale

In caso di procedimenti di tipo concorsuale, l’impugnazione inizialmente proposta, concernente il bando, i giudizi di non idoneità, i provvedimenti di esclusione e/o i provvedimenti di non ammissione a successive prove di esame, deve successivamente estendersi agli ulteriori atti pregiudizievoli, quali l’approvazione della graduatoria finale, determinandosi altrimenti l’inutilità dell’eventuale decisione di accoglimento del gravame inizialmente proposto. In particolare, il ricorrente che ha impugnato l’esclusione, a seguito della pubblicazione della graduatoria di merito di un concorso pubblico cui ha partecipato, ha l’onere di impugnare anche tale provvedimento, non potendosi ritenere che un eventuale annullamento del provvedimento di esclusione possa avere un effetto caducante della graduatoria stessa.

La mancata impugnazione della graduatoria finale si risolve in un profilo di improcedibilità del ricorso rivolto avverso il provvedimento di esclusione dallo stesso in quanto, per i pubblici concorsi, l’atto finale costituito dalla delibera di approvazione della graduatoria, pur appartenendo alla stessa sequenza procedimentale in cui si colloca l’atto che determina la lesione del ricorrente, non ne costituisce conseguenza inevitabile atteso che la sua adozione implica nuove ed ulteriori valutazioni di interessi, anche di una pluralità di soggetti terzi rispetto al rapporto in origine controverso, comportando una valutazione di dati ed interessi più ampia, tenendo conto della posizione di tutti i concorrenti e non solo di quelli esclusi.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. I, 12/08/2022, n.1156

Improcedibilità del ricorso avverso il bando

Nei concorsi pubblici, la mancata impugnazione della graduatoria finale di un concorso si traduce in improcedibilità del ricorso avverso il bando; dal richiesto annullamento dello stesso non deriverebbe in capo all’interessato alcun concreto vantaggio.

Consiglio di Stato sez. VII, 10/05/2022, n.3656

Gare pubbliche: l’onere di immediata impugnazione del bando

Nell’ambito delle gare pubbliche l’impugnazione di bandi di gara e di concorso, si afferma il principio secondo cui l’onere di immediata impugnazione del bando è circoscritto al caso di contestazione di clausole escludenti, ovvero clausole riguardanti requisiti di partecipazione.

Consiglio di Stato sez. II, 08/04/2022, n.2634

Onere di immediata impugnazione del bando di concorso

L’onere di immediata impugnazione del bando di concorso va circoscritto al caso della contestazione di clausole riguardanti requisiti di partecipazione direttamente ostative all’ammissione dell’interessato e, correlativamente, va escluso nei riguardi di ogni altra clausola che risulti dotata solo di astratta e potenziale lesività, ovvero la cui idoneità a produrre un’effettiva lesione può essere valutata unicamente all’esito della procedura, ove negativo per l’interessato.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. V, 04/04/2022, n.3861

Tardività dell’impugnazione del bando di gara

Con riferimento alla censura di tardività dell’impugnazione del bando di gara, i soggetti che contestano l’illegittimità dell’indizione di una gara o di un concorso devono impugnare immediatamente l’atto di avvio della procedura, notificando il ricorso entro il termine di decadenza decorrente dall’ultimo giorno utile per la presentazione delle domande.

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 29/03/2022, n.296

Immediata impugnazione del bando di concorso: condizioni e presupposti di ammissibilità

L’immediata impugnazione del bando di gara si impone soltanto qualora esso contenga clausole direttamente ed immediatamente escludenti, che determinino la radicale impossibilità di prendere parte alla procedura concorsuale, quando la legge di gara contenga disposizioni abnormi che rendano impossibile il calcolo di convenienza tecnica ed economica ai fini della partecipazione alla gara e, quindi, la formulazione di un’offerta consapevole. Invero, solo in queste ipotesi, la posizione dell’operatore economico può ritenersi immediatamente lesa dall’adozione delle clausole del bando e l’interesse all’impugnativa si configura come concreto ed attuale.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 15/02/2022, n.1843

Impugnativa immediata del bando di concorso

L’onere di immediata impugnazione del bando di concorso è circoscritto al caso della contestazione di clausole riguardanti requisiti di partecipazione che siano ex se ostative all’ammissione dell’interessato o, al più, impositive, ai fini della partecipazione, di oneri manifestamente incomprensibili o del tutto sproporzionati per eccesso rispetto ai contenuti della procedura concorsuale; detto onere deve invece essere escluso nei riguardi di ogni altra clausola, dotata solo di astratta e potenziale lesività delle determinazioni, cioè, non produttiva di per sé di alcun pregiudizio certo ed immediato, ma solo eventuale, futuro e incerto, la cui idoneità a produrre un’effettiva lesione potrebbe essere valutata unicamente all’esito della procedura, ove negativa per l’interessato.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. V, 11/02/2022, n.1712

Sopravvenuta carenza di interesse

In caso di procedimenti di tipo concorsuale, l’impugnazione inizialmente proposta, concernente il bando, giudizi di non idoneità, provvedimenti di esclusione o provvedimenti di non ammissione a successive prove d’esame, deve necessariamente estendersi agli ulteriori atti pregiudizievoli, quali l’approvazione della graduatoria finale, determinandosi altrimenti l’inutilità dell’eventuale decisione di accoglimento del ricorso inizialmente proposto.

La mancata impugnazione, da parte dei ricorrenti, dell’atto conclusivo e finale della procedura concorsuale rende, dunque, improcedibile il ricorso, atteso che l’eventuale annullamento del decreto ministeriale 16 marzo 2016 emesso dal Ministero della Giustizia di concerto con il Ministero della Difesa, non potrebbe travolgere i suddetti provvedimenti medio tempore adottati.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. V, 07/02/2022, n.1405

Presentazione domanda di partecipazione e impugnazione di un bando di concorso

L’impugnazione di un bando di concorso presuppone necessariamente che sia stata presentata la relativa domanda di partecipazione perché – diversamente – mancherebbe un concreto ed attuale interesse all’impugnazione e la posizione del ricorrente non risulterebbe sufficientemente differenziata da quella di tutti gli altri cittadini.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. I, 11/06/2021, n.1008

Onere di immediata impugnazione del bando di concorso

L’onere di immediata impugnazione del bando di concorso è circoscritto al caso di contestazione di clausole escludenti, ovverosia di clausole riguardanti i requisiti di ammissione che sono ex se ostativi alla partecipazione dell’interessato. Al di fuori di tale ipotesi, opera la regola secondo cui i bandi di gara, di concorso e le lettere di invito devono essere impugnati unitamente agli atti che ne costituiscono concreta applicazione, dal momento che a questi ultimi deve ascriversi l’individuazione del soggetto leso dal provvedimento e, di conseguenza, l’attualità e la concretezza della lesione arrecata alla situazione giuridica dell’interessato.

Invero, a fronte della clausola illegittima del bando di gara o di concorso, il partecipante alla procedura concorsuale non può dirsi ancora titolare di un interesse attuale all’impugnazione, poiché egli non può avere ancora consapevolezza se l’astratta e potenziale illegittimità della predetta clausola si risolverà o meno in un esito negativo per la sua partecipazione alla procedura concorsuale, pertanto, in una effettiva lesione della situazione soggettiva che soltanto da tale esito può derivare.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 07/04/2021, n.2295

La legittimazione a ricorrere avverso i bandi di concorso

L’impugnazione di un bando di concorso presuppone necessariamente che sia stata presentata la relativa domanda di partecipazione perché – diversamente – mancherebbe un concreto ed attuale interesse all’impugnazione e la posizione del ricorrente non risulterebbe sufficientemente differenziata da quella di tutti gli altri cittadini.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. I, 11/06/2021, n.1008

Parte illegittima del bando e onere di impugnazione

L’atto applicativo che determina l’onere di impugnazione del bando non è un qualsiasi atto che della lex specialis risulti attuazione, bensì è soltanto quello che faccia applicazione del bando nella parte illegittima, poiché solo esso concretizza la lesione derivante dall’illegittimità della lex specialis, rendendo il privato titolare di un interesse attuale all’impugnazione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 07/04/2021, n.2295

Contestazione delle clausole escludenti

L’onere di immediata impugnazione del bando di concorso è circoscritto al caso di contestazione di clausole escludenti, ovverosia di clausole riguardanti i requisiti di ammissione che sono ex se ostativi alla partecipazione dell’interessato. Al di fuori di tale ipotesi, opera la regola secondo cui i bandi di gara, di concorso e le lettere di invito devono essere impugnati unitamente agli atti che ne costituiscono concreta applicazione, dal momento che a questi ultimi deve ascriversi l’individuazione del soggetto leso dal provvedimento e, di conseguenza, l’attualità e la concretezza della lesione arrecata alla situazione giuridica dell’interessato. Invero, a fronte della clausola illegittima del bando di gara o di concorso, il partecipante alla procedura concorsuale non può dirsi ancora titolare di un interesse attuale all’impugnazione, poiché egli non può avere ancora consapevolezza se l’astratta e potenziale illegittimità della predetta clausola si risolverà o meno in un esito negativo per la sua partecipazione alla procedura concorsuale, pertanto, in una effettiva lesione della situazione soggettiva che soltanto da tale esito può derivare.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 07/04/2021, n.2295

Decorrenza del termine di impugnazione del provvedimento

Il termine di impugnazione del provvedimento che indice un concorso inizia a decorrere dalla pubblicazione del bando, pertanto coloro che contestano l’illegittimità dell’indizione d’una gara o di un concorso sono tenuti ad impugnare immediatamente l’atto di avvio della procedura, notificando il ricorso entro il termine decadenziale che decorre dall’ultimo giorno utile per la presentazione delle domande.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 29/03/2021, n.2103

Impugnazione del bando di concorso: condizioni e presupposti

L’impugnazione del bando di concorso, unitamente all’atto applicativo, si giustifica in relazione al fatto che solo attraverso quest’ultimo l’illegittimità del bando si traduce in una lesione attuale e concreta della sfera giuridica dell’interessato. L’atto applicativo, dunque, concretizza l’illegittimità della clausola del bando con riferimento alla sfera giuridica dell’interessato, determinando una lesione attuale e concreta della sua posizione giuridico – soggettiva e rendendo in tal modo attuale e concreto l’interesse all’impugnazione. Da quanto sopra risulta, dunque, che l’atto applicativo che determina l’onere di impugnazione del bando non è un qualsiasi atto che della lex specialis risulti attuazione, bensì è soltanto quello che faccia applicazione del bando nella parte illegittima, poiché solo esso concretizza la lesione derivante dall’illegittimità della lex specialis, rendendo il privato titolare di un interesse attuale all’impugnazione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 02/02/2021, n.707

L’omessa impugnazione della graduatoria finale del concorso

In caso di omessa impugnazione dell’atto conclusivo della procedura concorsuale.
In caso di procedimenti di tipo concorsuale, l’impugnazione inizialmente proposta, concernente il bando, giudizi di non idoneità, provvedimenti di esclusione o provvedimenti di non ammissione a successive prove d’esame, deve necessariamente estendersi agli ulteriori atti pregiudizievoli, quali l’approvazione della graduatoria finale, determinandosi altrimenti l’inutilità dell’eventuale decisione di accoglimento del ricorso inizialmente proposto.

La mancata impugnazione, da parte del ricorrente, dell’atto conclusivo e finale della procedura concorsuale rende, dunque, improcedibile il ricorso, atteso che l’eventuale annullamento del decreto con esso gravato non potrebbe travolgere i suddetti provvedimenti medio tempore adottati.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 18/01/2021, n.641

Procedimento di concorso: impugnabilità

Sul partecipante ad una procedura competitiva – sia essa di affidamento di un appalto o, come nel caso di specie, di concorso per l’assunzione di un pubblico impiego – grava l’onere di impugnare entro il termine decadenziale di legge le clausole del bando che, definendo i requisiti soggettivi di partecipazione, la impediscano nei suoi confronti.

T.A.R. Campobasso, (Molise) sez. I, 24/10/2020, n.284

Impugnazione di bando di concorso

In sede di impugnazione di un bando di concorso, non si ravvisano contro interessati fino a quando non si sia proceduto all’approvazione della graduatoria definitiva, ciò in quanto la mera presentazione della domanda di partecipazione al concorso non riceve alcuna tutela giuridica, non radicandosi, in capo ai singoli aspiranti, alcun effettivo interesse qualificato e differenziato.

Consiglio di Stato sez. V, 04/05/2020, n.2792

L’onere d’immediata impugnazione del bando di concorso

L’onere d’immediata impugnazione del bando di concorso è circoscritto al caso della contestazione di clausole riguardanti requisiti di partecipazione che siano ex se ostative all’ammissione dell’interessato o, al più, impositive, ai fini della partecipazione, di oneri manifestamente incomprensibili o del tutto sproporzionati per eccesso rispetto ai contenuti della procedura concorsuale; detto onere deve invece essere escluso nei riguardi di ogni altra clausola, dotata solo di astratta e potenziale lesività delle determinazioni, cioè, non produttiva di per sé di alcun pregiudizio certo ed immediato, ma solo eventuale, futuro e incerto, la cui idoneità a produrre un’effettiva lesione potrebbe essere valutata unicamente all’esito della procedura, ove negativa per l’interessato.

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. II, 16/12/2019, n.971

Atto di esclusione dalla procedura selettiva

A fronte dell’impugnazione del bando, di concorso o di gara, ovvero di un atto di esclusione dalla procedura selettiva, non sono individuabili soggetti che possano essere qualificati come controinteressati, atteso che la qualifica di controinteressato, quale soggetto che è titolare di un interesse giuridicamente rilevante al mantenimento dell’impugnata esclusione, non si configura in capo al mero partecipante in occasione dell’impugnazione della esclusione da parte di altro concorrente laddove sia ancora in corso lo svolgimento della gara e, dunque, la stazione appaltante non abbia fatto contestualmente luogo all’aggiudicazione dell’appalto.

Consiglio di Stato sez. V, 28/08/2019, n.5926

Graduatoria del concorso straordinario

È irricevibile per tardività il ricorso proposto avverso la graduatoria del concorso straordinario per l’assegnazione di sedi farmaceutiche, in caso di contestazione della localizzazione di una sede farmaceutica, dovendo un simile profilo essere censurato all’origine mediante l’impugnazione del bando di indizione del concorso.

Consiglio di Stato sez. III, 03/07/2019, n.4566

Bando di concorso: onere di impugnazione immediata

Nei concorsi pubblici il termine per l’impugnazione degli atti di concorso decorre dalla data di conoscenza del relativo esito coincidente con il provvedimento di approvazione definitiva della graduatoria, laddove l’onere di immediata impugnazione deve essere circoscritto esclusivamente al caso della contestazione di clausole riguardanti requisiti di partecipazione direttamente ostative all’ammissione dell’interessato, con la conseguente correlativa esclusione di tale onere nei riguardi di ogni altra clausola che risulti dotata solo di astratta e potenziale lesività, ovvero la cui idoneità a produrre un’effettiva lesione possa essere valutata unicamente all’esito della procedura, ove negativo per l’interessato.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 14/06/2019, n.1007

Impugnazione del bando, dei giudizi di non idoneità e dei provvedimenti di esclusione

In caso di procedimenti di tipo concorsuale, l’impugnazione inizialmente proposta, concernente il bando, giudizi di non idoneità, provvedimenti di esclusione e/o provvedimenti di non ammissione a successive prove d’esame (come nel caso di specie), deve necessariamente estendersi agli ulteriori atti pregiudizievoli, quali l’approvazione della graduatoria finale, determinandosi altrimenti l’inutilità dell’eventuale decisione di accoglimento del gravame inizialmente proposto. Infatti, fermo restando l’onere di immediata impugnazione dei provvedimenti incidenti sulla partecipazione al concorso – quali atti endoprocedimentali di carattere direttamente e autonomamente lesivi – sussiste inequivocabilmente anche l’onere del concorrente di impugnare, entro il termine di legge, il provvedimento conclusivo del procedimento concorsuale, ossia la graduatoria finale.

Tale principio trova origine essenzialmente nel rilievo che l’atto conclusivo del procedimento concorsuale non può ritenersi travolto dall’eventuale annullamento di atti presupposti Unica eccezione a tale regola con conseguente non necessità di impugnazione dell’atto finale della procedura concorsuale in caso di impugnazione dell’atto preparatorio è rappresentata dall’esistenza fra i due atti di un rapporto di presupposizione – consequenzialità immediata, diretta e necessaria, nel senso che l’atto successivo si pone come inevitabile conseguenza di quello precedente.

Diversamente, quando l’atto finale, pur facendo parte della stessa sequenza procedimentale in cui si colloca l’atto preparatorio, non ne costituisca conseguenza inevitabile, perché la sua adozione implica nuove ed ulteriori valutazioni di interessi, anche di terzi soggetti, l’immediata impugnazione dell’atto preparatorio non fa venire meno la necessità di procedere ad una corretta impugnazione dell’atto finale, pena l’improcedibilità del ricorso.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 10/06/2019, n.7490

Clausole del bando che stabiliscono i criteri di valutazione

Le clausole che stabiliscono i criteri per la valutazione dei candidati non ledono immediatamente l’interesse dei concorrenti e, come tali, possono essere impugnate solo congiuntamente all’atto che definisce l’iter procedimentale; un onere di immediata impugnazione sussiste solo in relazione a quelle prescrizioni che precludono (anche di fatto) la stessa partecipazione dell’interessato alla procedura; eccettuata questa ipotesi il generale regime di impugnazione tipico delle procedure di selezione prevede, dunque, che il dies a quo decorra dalla data di conoscenza dell’esito della comparazione, ovvero dalla conoscenza del provvedimento di approvazione della graduatoria, quale atto che rende concreto e attuale l’effetto pregiudizievole e percepibili gli elementi di contenuto che ne precisano l’esatta portata lesiva.

Consiglio di Stato sez. III, 10/04/2019, n.2366

Quando va respinta l’impugnazione della partecipazione ad un bando di concorso?

Il ricorso mediante il quale sia impugnata l’esclusione dalla partecipazione ad un bando di concorso deve essere respinto qualora, dalla trattazione della causa, emerga l’insussistenza dei presupposti richiesti per la partecipazione.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 06/02/2019, n.1499

Presentazione della domanda di partecipazione concorso

A fronte dell’impugnazione di un bando di concorso non possono ravvisarsi controinteressati in senso tecnico – ossia soggetti che possano ricavare da esso un beneficio immediato e diretto, ed ai quali il ricorso debba pertanto essere necessariamente notificato – sintantoché non si sia proceduto all’approvazione della graduatoria definitiva; la semplice presentazione della domanda di partecipazione – cui a rigore neppure consegue, in modo automatico, l’effettiva partecipazione al concorso e, dunque, l’ipotetica chance di superarlo- sotto questo profilo non riceve alcuna tutela giuridica, non radicandosi, in capo ai singoli aspiranti, alcun effettivo interesse qualificato e differenziato ma, al più, una mera aspettativa di fatto, non azionabile in giudizio.

Consiglio di Stato sez. V, 11/10/2018, n.5864

Le clausole del bando di concorso adottate in carenza di potere

Deve procedersi alla diretta disapplicazione di clausole del bando non meramente illegittime bensì adottate in carenza di potere, a maggior ragione ove collidano con principi fondamentali costituzionali, con la conseguenza che ai fini dell’ammissibilità del ricorso proposto avverso l’esclusione dal concorso non rileva la mancata impugnazione del bando stesso, che contiene la clausola escludente.

Consiglio di Stato sez. IV, 13/08/2018, n.4916

Clausole del bando di concorso direttamente ostative all’ammissione degli interessati

L’onere di immediata impugnazione del bando di concorso va circoscritto al caso della contestazione di clausole riguardanti requisiti di partecipazione direttamente ostative all’ammissione dell’interessato e, correlativamente, va escluso nei riguardi di ogni altra clausola che risulti dotata solo di astratta e potenziale lesività, ovvero la cui idoneità a produrre un’effettiva lesione può essere valutata unicamente all’esito della procedura, ove negativo per l’interessato.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 02/07/2018, n.7332



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3 Commenti

  1. Io mi sono ritrovato ad impugnare una prova di concorso. Ho assistito insieme ad altre persone a delle scene assurde in cui uno dei candidati aveva mille bigliettini e coloro che dovevano effettuare i controlli non mossero un dito. Ecco, la situazione era ovvia. Tutti quelli che non hanno superato la prova hanno avuto tutto l’interesse a farla invalidare

  2. Prima di candidarmi per un concorso leggo sempre attentamente ogni punto per accertarmi che sia tutto regolare e che non ci siano dei passaggi che possano determinare qualche discriminazione per la presentazione della domanda di partecipazione e che l’accesso sia regolare

  3. Salve ma è possibile escludere un candidato perché in sede di domanda presenta i titoli come autocertificazione?e per tale motivo non supera una preselettiva per titoli?

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