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Lettera dell’avvocato: che mi succede se non rispetto il termine?


Lettera dell’avvocato: che mi succede se non rispetto il termine?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 dicembre 2013



Ho ricevuto una lettera di un avvocato in cui mi chiedeva, per conto di un mio ex fornitore, il pagamento di una somma, avvertendomi che, se non pagherò entro 10 giorni, adirà le vie legali: cosa mi devo aspettare all’undicesimo giorno?

Si tratta di una lettera di messa in mora: un atto, cioè, che se da un lato serve a sollecitare il debitore al pagamento in tempi certi, dall’altro ha la funzione di interrompere i termini di prescrizione relativi al diritto del creditore. Infatti, dal giorno del ricevimento della diffida, la prescrizione (che, salvo caso speciali, per un credito derivante da un contratto è di 10 anni [1]) ricomincia a decorrere da capo.

Verosimilmente, è difficile che all’undicesimo giorno il legale proceda già con un’azione giudiziaria. Di norma, infatti, si lascia sempre, al debitore, un tempo più ampio rispetto a quello indicato nella diffida, quanto meno per recarsi dal proprio legale e consentire a quest’ultimo di scrivere una eventuale risposta, attendendo poi i tempi per il recapito, da parte del servizio postale, della relativa raccomandata.

Peraltro, anche a voler ammettere che, già all’esatta scadenza del termine, il legale proceda in giudizio, il debitore potrebbe non venirne affatto a conoscenza. Infatti, la procedura più usata, in caso di mancato pagamento di una fattura o, comunque, di una obbligazione pecuniaria, è il decreto ingiuntivo.

In tale caso, tutto il procedimento in tribunale (o, per crediti inferiori a 5 mila euro, dal giudice di pace) si svolge senza la presenza del debitore. L’avvocato del creditore si limita solo a depositare, presso la cancelleria del giudice competente, le prove scritte del proprio credito (una fattura, una lettera di ammissione del debito da parte del debitore, ecc.); il magistrato, automaticamente, emette un ordine di pagamento nei confronti del debitore – senza sentire quest’ultimo – che si chiama, appunto, “decreto ingiuntivo”.

Tale decreto, poi, viene notificato al debitore e questi ha, infine, 40 giorni di tempo per decidere se adempiere o meno. In tale ultimo caso, si sottopone al rischio di un pignoramento.

Ebbene, dal giorno in cui il creditore deposita in tribunale il ricorso per decreto ingiuntivo a quando il debitore, con la notifica dello stesso, ne viene a conoscenza, possono passare diversi mesi (ciò dipende, piuttosto, dal carico di lavoro dell’ufficio giudiziario). Mesi, quindi, di assoluto silenzio.

Durante tutto questo tempo, il debitore ben potrebbe comunque adempiere alla propria obbligazione e il creditore non potrebbe rifiutarla. Tuttavia quest’ultimo potrebbe giustamente esigere, se già depositato il ricorso per decreto ingiuntivo, anche le spese legali sino ad allora sostenute.

Attenzione: un’ultima precisazione che, sulla base dell’esperienza, è sempre necessario fare.

Molto spesso, i “non addetti ai lavori” scambiano per una lettera dell’avvocato degli atti che invece sono veri e propri atti giudiziari: ossia una citazione, un decreto ingiuntivo, un atto di precetto, ecc.. Non bisogna fare confusione, perché si tratta di atti completamente diversi e con conseguenze diametralmente opposte. Innanzitutto, i termini indicati negli atti processuali, a differenza di quelli contenuti nella lettera di un avvocato, sono perentori: scaduti, non c’è più possibilità di tornare indietro e il debitore potrebbe anche perdere definitivamente la possibilità di difendersi.

Ecco perché il consiglio è sempre quello di trasmettere una copia di ciò che si è ricevuto al proprio legale, affinché chiarisca di cosa si tratta.

note

[1] Si prescrivono in cinque anni:

– le annualità delle rendite perpetue o vitalizie;

– il capitale nominale dei titoli di Stato;

– le annualità delle pensioni alimentari;

– le pigioni delle case, i fitti dei beni rustici e ogni altro corrispettivo di locazioni;

– le bollette per utenze domestiche (luce, gas, acqua, telefono, rifiuti);

– i bollettini – ricevute pagamento ICI;

– le rate dei mutui;

– le spese condominiali;

– le spese di ristrutturazione;

– Le assicurazioni;

– Le dichiarazioni dei redditi, IVA e documentazione allegata;

– Le multe

– gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi;

– le indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro;

– i diritti che derivano dai rapporti sociali, se la società è iscritta nel registro delle imprese;

– l’azione di responsabilità che spetta ai creditori sociali verso gli amministratori;

– Il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito (2 anni per i danni occorsi dalla circolazione dei veicoli)

Si prescrivono in tre anni:

– la tassa automobilistica di circolazione comunemente definita “BOLLO AUTO”;

– il diritto dei prestatori di lavoro, per le retribuzioni corrisposte a periodi superiori al mese (decorrenti dalla data di cessazione del rapporto);

– il diritto dei professionisti, per il compenso dell’opera prestata e per il rimborso delle spese correlative;

– il diritto dei notai, per gli atti del loro ministero;

– il diritto degli insegnanti, per la retribuzione delle lezioni impartite a tempo più lungo di un mese.

Si prescrive in un anno:

– il diritto del mediatore al pagamento della provvigione;

– i diritti derivanti dal contratto di spedizione e dal contratto di trasporto. Se tuttavia il trasporto ha inizio o termine fuori d’Europa, la prescrizione è di diciotto mesi.

– i diritti verso gli esercenti pubblici servizi di linea;

– il diritto al pagamento delle rate di premi assicurativi RC, furto e incendio. Tutti gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione o di riassicurazione si prescrivono in due anni;

– il diritto degli insegnanti, per la retribuzione delle lezioni che impartiscono a mesi o a giorni o a ore;

– le rette scolastiche;

– gli abbonamenti a palestre, piscine e centri sportivi;

– il diritto dei prestatori di lavoro, per le retribuzioni corrisposte a periodi non superiori al mese;

– il diritto di coloro che tengono convitto o casa di educazione e di istruzione, per il prezzo della pensione e dell’istruzione;

– il diritto degli ufficiali giudiziari, per il compenso degli atti compiuti nella loro qualità;

– il diritto dei commercianti, per il prezzo delle merci vendute a chi non ne fa commercio;

– il diritto dei farmacisti, per il prezzo dei medicinali.

Si prescrive in sei mesi:

–  il diritto degli albergatori e degli osti per l’alloggio e il vitto che somministrano;

–  il diritto di tutti coloro che danno alloggio con o senza pensione.

Autore foto: 123rf.com

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1 Commento

  1. Salve mi e arrivata lettera avvocato per pagamento finanziaria 2010 vorrei sapere se e caduta in prescrizione e se no posso aderire al pagamento come posso comportarmi grazie

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